Recensioni

A due passi dal fiume di Bassano del Grappa c'è un inaspettato cocktail bar d'avanguardia

Nel cuore di una città policentrica per vocazione, il Palazzo delle Misture custodisce un sapere raro: bere miscelato che sfida la geografia e celebra l’eredità di un’Italia fatta di borghi luminosi

  • 02 Dicembre, 2025
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Bassano del Grappa rappresenta un avamposto di quella che io chiamo, con malcelato campanilismo, la resistenza provinciale di questo Paese. Un Paese che ha certamente nelle sue città di maggiori dimensioni dei dinamici centri culturali e sociali, ma che vivaddio, sin dal Medioevo (l’età che ha davvero fatto l’Italia in cui viviamo) conosce una policentricità unica. Sono innumerevoli i luoghi che per geografia, economia e fortuna si sono trovati ad essere riferimento di territori più ampi, divenendo uno degli stoppini delle mille lampade a olio che gettano luce sulle contrade del Belpaese.

Bassano del Grappa dicevamo, oggi cittadina veneta lustra come non si possa meglio immaginare, senza un mozzicone per terra nemmeno in mezzo al pavè, con il suo ponte dall’apparenza lignea che ne rappresenta il Landmark e tanti locali per turisti, naturalmente, che qui già cercano atmosfere natalizie (e un gigantesco albero stile Rockefeller Center soddisfa prontamente l’attesa), mentre i connoisseurs locali sanno dove trovare bottiglie ben selezionate e atmosfere risorgimentali, come da Enoteca Mariga, a pochi passi dal fiume.

Lo speak easy a due passi dal fiume

Nel centro, dove un tempo sorgeva il monte di Pietà cittadino, si staglia monumentale il Palazzo delle Misture: un piccolo miracolo italiano, la cui ricchezza di proposta e, soprattutto, il cui credo professato a fronte alta sembrerebbe non poter essere adatto a un borgo con poco più di quarantamila abitanti. E non mi ripeterò facendovi osservare che quella è suppergiù la taglia, in abitanti, di Siena, Mantova e Cuneo.

Bere miscelato non è certo una novità, specie nel nord-est che ha dato i natali al long drink più diffuso al mondo e pure ai suoi ingredienti nobili (sia che apparteniate alla scuola veneziana del Select, sia che piaccia il gusto morbidissimo del padovano Aperol) ma normalmente bisogna frequentare i centri delle grandi città per scoprire cocktail bar e speak easy che fanno del culto delle proporzioni e delle preparazioni maniacali il proprio mantra: che si vada da Drink Kong a Roma, all’Antiquario a Napoli o al Donkey di Bologna, ci si trova davanti ad atmosfere eleganti, a un servizio impeccabile e a grande rigore della preparazione dei classici, unito all’estro nella proposta delle creazioni del luogo. Ma si è pur sempre in città da centinaia di migliaia se non milioni di abitanti, in cui questi luoghi, non certo dei mall, possono contare su un pubblico affezionato ma d’élite.

Grandi cocktail al bancone

La scommessa di aprire a Bassano un locale come Assenzio implica la convinzione che una proposta di qualità straordinaria possa portare le persone non solo della città, non solo rigorosamente appassionate di cocktail, ma anche semplicemente curiose di scoprire a muoversi per entrare in questa Wunderkammer, dove in ossequio al primo ricettario italiano che lo menzionava – nel 1936, non a caso – il long drink di cui sopra è chiamato “Spruzzo” ed è offerto a prezzi popolarissimi, oltre che con grande varietà.

Il locale è ampio, ma non enorme, con il bancone che si sviluppa a L sulla metà del perimetro. Alle spalle di titolari e operatori si sviluppa fino all’altissimo soffitto una teoria di ripiani in legno scuro, che ricorda quella delle farmacie d’epoca, destinata ad accogliere centinaia da bottiglie, molte delle quali con etichette sconosciute a chi scrive. La proposta dei miscelati è offerta nella lista di oblazioni che nel nome richiamano l’origine del luogo e la sua destinazione storica a banco dei pegni: le oblazioni erano le donazioni che costituirono il capitale iniziale, da cui prese le mosse l’attività di credito.

Tra le liste però, ce n’è una che vale una menzione speciale e la chiusa di questo racconto. Con una copertina che nel colore richiama proprio quella delle foglie di Artemisia Absinthuum, il Palazzo delle Misture offre una lista di oblazioni dedicate all’assenzio, la Fata Verde cara ad artisti e bohémiens di fine Ottocento. I prodotti presenti nella lista sono distillati, alcuni dei quali full grade, non infusioni colorate come quelle che è agevole trovare in commercio. La riscoperta del servizio di questi prodotti con le modalità storiche vale visita e stupore: l’acqua ghiacciata scende goccia a goccia sul cucchiaino che regge la zolletta di zucchero (opzionale) per andare così a diluire il liquore sottostante, liberandone gli aromi estremamente ricchi e stratificati.

Boutique del bere bene

Gianluca Camazzola, fondatore con il fratello Andrea di questa boutique del bere bene, è anche animatore e vicepresidente dell’associazione italiana per la promozione dell’assenzio, con sede proprio a Palazzo delle Misture. Il sodalizio si propone di restituire alla pianta e ai liquori straordinari che se ne possono derivare piena dignità gastronomica, trent’anni dopo la fine del bando di questo prodotto, decretato negli anni Dieci del Novecento dalla lobby di altri liquori e non, come a lungo ritenuto a causa di una campagna denigratoria, dall’accertamento di una sua specifica pericolosità.

Dietro al bancone abbiamo potuto apprezzare professionalità ed eleganza di Luka Begagic, bar manager, e dei bartender Andrea Andrighetto e Christian Testolin. Non perdete l’occasione di ascoltare, dalla voce appassionata dei fondatori le storie dei liquori rari che propongono: un cenno speciale merita il lascito di saperi legati a distillazione, erbe e infusioni dello scomparso ordine del girolomini, eremiti che sul Monte Summano, hanno affinato nei secoli una tradizione di liquori d’erbe infuse in spirito invecchiato. Il sapere dell’ultimo eremita, ormai quasi ottant’anni fa, venne tramandato al laico Renato Zanella, che ha proseguito fino al 1991 una tradizione, oggi mantenuta viva da un gruppo informale di cultori delle tradizioni locali, che ovviamente include i fratelli Gianluca e Andrea Camazzola.

Palazzo delle Misture, Absinthe Jazz Cafè, Piazzotto Montevecchio, 23/24 Bassano del Grappa (VI) – Sito

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