Miniguida

Le terrazze più belle di Roma dove bere e mangiare con vista sulla città

Dai rooftop affacciati sul Circo Massimo alle terrazze più intime del centro storico: ecco dove vivere Roma dall’alto tra cocktail, cucina e panorama

  • 27 Aprile, 2026
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Roma dall’alto cambia prospettiva. Le terrazze della città, un tempo spazi riservati, oggi sono tra i luoghi più ricercati per bere un cocktail o cenare con vista. Negli ultimi anni molti rooftop sono stati ripensati, trasformandosi in destinazioni vere e proprie, tra cucina curata e drink list sempre più interessanti.

Roma vista anche dall’alto è un’invenzione antica. Le terrazze fanno parte della sua storia urbana almeno quanto i suoi vicoli: sono nati come spazi privati, affacci sospesi sui tetti della città, luoghi di rappresentanza pensati per cercare aria e distanza durante le estati torride, soprattutto nei palazzi nobiliari e nei grandi alberghi che, tra Ottocento e Novecento, hanno iniziato a immaginare Roma come destinazione internazionale. E cosi sono arrivati i primi roof garden, e l’idea, tutta romana, che la bellezza possa essere contemplata anche seduti a un tavolo. 

Per anni, però, queste altezze sono rimaste confinate in un’idea prettamente scenografica, che non faceva rima davvero con sostanza: drink, panorama, poco altro. E mentre Milano correva con i suoi giardini verticali e i cortili urbani, Roma forse tentennava a far fiorire potenzialità e luoghi. Negli ultimi anni qualcosa si è mosso. Complice una nuova stagione dell’hotellerie e una ristorazione sempre più attenta all’esperienza complessiva, molte terrazze sono state ripensate, restaurate, in alcuni casi completamente reinventate, andando a far nascere spazi progettati, con identità precise, cucine strutturate, servizi all’altezza. Ristrutturazioni importanti, nuovi progetti, investimenti: tutto sta puntando a una nuova trasformazione. E se è vero che ormai il clima è cambiato e le temperature sono sempre più miti, è anche vero che la primavera segna comunque ogni volta l’inizio di questa rinascita: i tavoli tornano a popolarsi, la luce si allunga sui tetti (e che luce quella romana!) e Roma, vista dall’alto, ritorna a essere protagonista. Ecco quindi una selezione su dove godere di questa luce, tra un cocktail e una cena. 

Dove andare per bere e mangiare con vista

47 Circus Roof Garden

Affacciato sul Circo Massimo, qui si gioca una carta davvero difficile: non farsi schiacciare dalla vista. La scommessa è vinta grazie a una proposta che tiene insieme eleganza e misura. La cucina lavora su una linea contemporanea, pulita, con richiami mediterranei e una cura evidente per la materia prima e i suoi produttori, con una proposta sempre diversa dall’ora di pranzo sino alla cena, passando per l’aperitivo. Se amate il gin, questo posto fa per voi, con una carta che attraversa l’Italia e varca i confini.

47 Circus Roof Garden – Via Luigi Petroselli, 47, 00186 Roma

Etere Rooftop – Palazzo Ripetta 

Siamo sui tetti di Palazzo Ripetta, tra Piazza di Spagna e Piazza del Popolo, in un edificio che un tempo era convento per donne. Il bancone è il regno di Christian Comparone, bar manager di tutti i cocktail bar della struttura, che ha creato una drink list precisa, contemporanea, con un lavoro attento su aromi, equilibrio e costruzione del sorso. Cocktail puliti, mai ridondanti, che danno spazio ai tempi e alle stagioni. Con il risultato che i cocktail sono costruiti davvero sul dettaglio, sulla leggibilità del gusto, dove si gioca anche su fermentazioni e note vegetali.

Etere Rooftop – Palazzo Ripetta – Via di Ripetta, 231, 00186 Roma 

SEEN by Olivier – Anantara 

Sulla sommità dell’Anantara Palazzo Naiadi Rome Hotel, la terrazza si confronta con una delle quinte più monumentali della città. La proposta segue un linguaggio internazionale, tra Mediterraneo e incursioni asiatiche, con piatti pensati per la condivisione e un ritmo vivace che accompagna le serate romane. Il bar lavora su cocktail strutturati, capaci di sostenere una richiesta e un ambiente dinamici. Insomma, una terrazza non tanto da meditazione, ma perfetta per chi cerca energia e un pizzico di movida capitolina in altezza. 

SEEN by Olivier – Anantara – P.za della Repubblica, 48, 00185 Roma 

The Roof – The Rome Edition 

Un edificio storico trasformato in un lussuoso hotel di design: questo è lo scenario in cui nasce questa terrazza dalle idee molto precise: portare un’estetica internazionale dentro Roma, senza cadere in troppi cliché, ma comunque offrendo una vista che spazia dal Vittoriano fino a Piazza Navona. Piscina in travertino, linee pulite, atmosfera da riviera urbana. La proposta è doppia: di giorno piatti leggeri, diretti, tra Mediterraneo e contemporaneità; la sera si sale di tono, con brace e una scelta più strutturata tra mare e terra. Il bar accompagna con cocktail pensati principalmente per un contesto dinamico.

The Roof – The Rome Edition – Salita Di San Nicola Da Tolentino 14, 00187 Roma 

Terrazza Romana – Hotel d’Inghilterra

Amato sin dall’Ottocento da artisti, scrittori e viaggiatori del Grand Tour, l’Hotel d’Inghilterra porta ancora addosso il segno di quella Roma colta e internazionale. La terrazza ne è la naturale estensione: un luogo raccolto, quasi privato, lontano dalla spettacolarizzazione di molti rooftop. Tra piante aromatiche e arredi discreti, la vista rimane quel dettaglio in più che accompagna l’atmosfera. Al centro resta il bar, con i cocktail in pieno stile italiano di Angelo Di Giorgi e una proposta di piccoli piatti espressi, pensati per un aperitivo e la condivisione.

Terrazza Romana – Hotel d’Inghilterra – Via Bocca di Leone, 14, 00187 Roma 

Oro Bistrot

Affacciato sui Fori Imperiali, questo terrazza si snoda durante tutto l’arco della giornata, dal brunch, alle tapas, passando per un’offerta più gastronomica, con una cucina che tiene insieme Sicilia, Piemonte, Lazio e qualche idea inclinata a oriente. Ma è il bar a segnare il passo: la drink list “Back to the Bar” rilegge i classici tra fine ’800 e metà ’900, alleggerendoli e rendendoli contemporanei.

Oro Bistrot – Via di S. Eufemia, 19, 00187 Roma 

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