Vitigni reliquia

Histoire d'O(risi), il vitigno siciliano fantasma che riconquista finalmente il suo nome

Con la modifica del disciplinare Terre Siciliane Igt,ย lโ€™orisi torna tra le varietร  reliquie ammesse. Protagonista del recupero la cantina Santa Tresa, guidata dalla famiglia Girelli nel territorio di Vittoria

  • 05 Gennaio, 2026
Per vedere piรน contenuti su Google, aggiungici alle fonti preferite
Per vedere piรน contenuti, aggiungici alle fonti preferite

Cโ€™era una volta un vitigno senza nome. E cโ€™era una volta una famiglia di imprenditori vitivinicoli che glielo restituรฌ. Potrebbe cominciare cosรฌ la favola dellโ€™orisi, un vitigno siciliano che sembrava scomparso e travolto dallโ€™oblรฌo. Perfino il suo nome sembrava sparito sotto la polvere dei documenti del passato. Solo la scorsa estate, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del nuovo disciplinare Terre Siciliane Igt,ย lโ€™orisi torna tra le varietร  ammesse.

Un vitigno scomparso

Eccolo il caso: un vitigno misterioso che riappare dopo anni ma che, nel frattempo, ha perso perfino il suo nome, cancellato dalle burocrazie degli albi e delle denominazioni dopo esser caduto in disuso. Orisi, chi era costui? Si potrebbe dire cosรฌ, parafrasando la domanda formulata da Don Abbondio, nellโ€™ottavo capitolo dei Promessi Sposi, a proposito di Carneade. Ebbene, dellโ€™Orisi, intanto, conosciamo i genitori: sangiovese e montonico Bianco. Dalla loro libera impollinazione origina questa uva arcana, presente in pochi esemplari, nei vigneti piรน antichi dellโ€™area dei Nebrodi. Una vicenda enigmatica: lโ€™orisi fa parte deiย vitigni reliquia siciliani (li abbiamo giร  raccontati), espressione della straordinaria biodiversitร  di unโ€™isola non a caso definita โ€˜continente del vinoโ€™, proprio in ragione dellโ€™estrema varietร , dellโ€™ampia quantitร  e dellโ€™alta qualitร  delle uve.

Grappoli di orisi

Lโ€™orisi non รจ da solo, ma fa parte di una nutrita compagnia: inzolia nera, lucignola, usirioto e recunu sono alcuni tra gli altri โ€˜colleghiโ€™ dai nomi sconosciuti e quasi impronunciabili. Tra questi aggiungiamo anche il vitrarolo, a sua volta recuperato grazie al progetto delle Cantine Fina diย Marsala, e di recente premiato tra i vini rari dalla Guida Vini 2026 del Gambero rosso: colore rubino intenso e profumi di amarena, prugna, pepe bianco, gelso e melograno, con un gusto fruttato, succoso, fresco, con tannini morbidi e finale persistente di ciliegia e viola.

Il progetto sperimentale della Regione Sicilia

Tutti questi vitigni reliquia sono stati via via recuperati grazie allโ€™ambizioso progetto sperimentale della Regione Sicilia, gestito dal vivaio regionale intitolato a Federico Paulsen a Marsala, dove รจ raccolto tutto il germoplasma viticolo siciliano. Il progetto per il recupero, che oggi comincia a dare risultati molto interessanti, parte piรน di venti anni fa, nel 2003.

Come spiega Attilio Scienza, luminare degli studi di viticoltura ed enologia, ยซlo studio dei vitigni reliquia, che sono molti di piรน dei sei registrati, consente di ricostruire il pedigree della viticoltura siciliana. Un patrimonio importantissimo che sarร  molto utile per fare fronte al cambiamento climatico in atto. Questi vitigni, infatti, hanno attraversato nel passato periodi molto caldi e sono quindi una riserva genetica formidabile da valorizzare anche con le nuove tecniche di miglioramento genetico. Ora il lavoro deve proseguire con lo studio del loro comportamento nei diversi areali di coltivazione in Sicilia e con la selezione clonaleยป.

Stefano e Marina Girelli

L’orisi rinasce grazie alla famiglia Girelli

Ma tutto questo non potrebbe avvenire senza lโ€™impegno e la dedizione degli imprenditori. Come rivela la ricerca scientifica, lโ€™orisi ha dei genitori โ€œbiologiciโ€. Ma la sua โ€œseconda nascitaโ€ sarebbe stata impossibile senza la collaborazione e la passione di Stefano e Marina Girelli, fratello e sorella trentini con una storia nel vino (Casa Girelli in Trentino e Villa Cafaggio nel Chianti Classico, entrambe poi vendute) che hanno scelto la Sicilia dal 2001 per realizzare vini biologici e vegani. Il luogo elettivo di questa impresa รจ lโ€™area del Cerasuolo di Vittoria, proprio nel territorio della cittร  che dร  il nome alla docg, in provincia di Ragusa.

Le aziende sono due, Santa Tresa e Cortese, diverse per genotipi e terroir, situate a soli 8 chilometri lโ€™una dallโ€™altra: qui si producono frappato e nero dโ€™Avola (anche in blend nel Cerasuolo di Vittoria, come prevede il disciplinare), carricante, catarratto e nerello mascalese. Lโ€™acquisto di Santa Tresa risale al 2000 (del 2003 il passaggio allโ€™agricoltura biologica). Ormai piรน di ventโ€™anni di storia che si manifestano nella personalitร  e nella soliditร  dei vini. Lโ€™acquisto dellโ€™azienda Cortese, dotata di una cantina nuovissima ma mai utilizzata, risale invece al 2016. Cortese รจ un work in progress e propone vini piรน rustici e selvaggi. Due aziende dalla personalitร  diversa (piรน โ€œchicโ€ Santa Tresa, piรน โ€œrockโ€ Cortese), ma accomunate dallโ€™amore per il biologico e da due campioni della viticoltura vittoriese: il nero dโ€™Avola e il frappato.

La storia di “O”

Da questa passione per la Sicilia nasce lโ€™ultimo progetto: riportare in vita sotto le insegne di Santa Tresa lโ€™orisi, dopo averlo allevato con la massima cura, racconta Stefano Girelli, ยซin un piccolo fazzoletto della nostra tenuta esposto a Nord, dove abbiamo piantato 1523 ceppi allevati a spalliera in un terreno franco sabbioso, ricco di minerali e poggiato su uno strato di calcareniti compatteยป. Lโ€™etichetta scelta per presentare questo nuovo vino รจ stata fino ad oggi contrassegnata soltanto da una โ€œOโ€ che ha racchiuso a lungo il mistero di un nome occultato. Come K., lโ€™agrimensore de โ€œIl Castelloโ€ di Franz Kafka, personaggio senza identitร  perso nel sistema oppressivo e incomprensibile di una burocrazia irrazionale. Per registrare nuovamente il nome tradizionale del vitigno, lโ€™orisi ha dovuto attendere silenziosamente i tempi dellโ€™apparato amministrativo.ย 

O come “O”, la donna di “Histoire d’O” di Pauline Rรฉage, soggetto/oggetto del desiderio ma dall’identitร  anonima. In questi anni, “O” ha donato piacere agli appassionati di vino, ma restando in incognito. Il vino Terre siciliane Rosso Igp figlio di questa varietร , infatti, รจ stato finora disponibile, a partire dallโ€™annata 2020, in edizioni limitate (poco piรน di 2mila bottiglie): un vino dal colore intenso violaceo con profumi di ciliegia, grafite, spezie dolci e sentori di radice e di erbe aromatiche. Al palato la trama dei tannini รจ delicata, con una sensazione lievemente eterea e rustica, grande freschezza e finale amaricante.

Santa Tresa

Un bacino di biodiversitร 

Nel vigneto sperimentale di Santa Tresa sono allevate 2.830 piante, sono presenti 18 vitigni e circa 31 fenotipi diversi. Un bacino di biodiversitร  della vitivinicoltura siciliana, protagonista del progetto Bi.Vi.Si. in collaborazione con il Consorzio Sicilia Doc, dedicato allo studio dellโ€™interazione del sistema ecologico โ€œclima/pianta/terrenoโ€ dei diversi cloni dei principali vitigni siciliani, oltre che dei vitigni reliquia come lโ€™orisi, e la loro resilienza per una viticoltura sostenibile. In questi anni, dalle 16 piante presenti nel campo sperimentale della tenuta, si รจ riusciti a ottenere 1.523 ceppi di orisi. La definitiva liberazione burocratica dellโ€™orisi, ยซoltre al dato tecnico, che consente l’utilizzo in etichetta del nome varietale, per noi di Santa Tresa significa anche il riconoscimento dell’impegno che nasce dal nostro campo sperimentale, dalla tecnica agronomica, passa dalle micro-vinificazioni e giunge, grazie alla cultura enologica, al riconoscimento normativoยป, conclude Stefano Girelli.

Con la modifica del disciplinare, frutto di un’amministrazione che sa essere amica, lโ€™orisi esce finalmente dallโ€™oscuritร  e puรฒ riappropriarsi della sua identitร  anche in etichetta, coronando un percorso che unisce ricerca, storia e futuro dellโ€™enologia siciliana. L’Histoire d’O riparte da qui.

ยฉ Gambero Rosso SPA 2026 – Tutti i diritti riservati
P.lva 06051141007
Codice SDI: RWB54P8
registrazione n. 94/2021 Tribunale di Roma

Privacy: Responsabile della Protezione dei dati personali – Gambero Rosso S.p.A. – via Ottavio Gasparri 13/17 – 00152, Roma, email: [email protected]

Made with love by
Programmatic Advertising Ltd

ยฉ Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati.

Made with love by Programmatic Advertising Ltd