Lutto a Montefalco e in tutta l’Umbria vitivinicola per la scomparsa di Arnaldo Caprai, figura di spicco dell’imprenditoria regionale e italiana. Se n’è andato all’età di 92 anni dopo una vita dedicata dapprima all’industria del tessile e poi a quella del vino, con una cantina che ha favorito in modo decisivo la rinascita della viticoltura regionale e che ancora oggi, grazie a suo figlio Marco (con lui nella foto in basso, tratta dall’archivio di famiglia), prosegue l’opera di ambasciatrice del Sagrantino di Montefalco Docg in tutto il mondo.

Vigneti a Montefalco|
A Foligno, Arnaldo Caprai (che è stato insignito del titolo di Cavaliere del lavoro per meriti in agricoltura nel 2003) esordì nel mondo dell’imprenditoria nel settore del tessile. Nel 1964, apre il suo primo maglificio artigianale e nel 1968 crea la società Maglital, poi conosciuta in tutto il mondo con il marchio Cruciani. Negli stessi anni, emerge la passione dell’imprenditore per i manufatti in merletto. Inizia così a costituire una straordinaria collezione da oltre 25mila reperti, considerata la più importante collezione delle arti tessili esistente al mondo. E, nel 2007, inaugura il primo Museo virtuale delle arti tessili.
Ma è nel 1971 che ci fu la svolta nel settore vino, con l’acquisto di terreni nelle campagne dello storico comune della provincia di Perugia, dove si dedicò alla coltivazione delle uve sagrantino. Quarantadue ettari, di cui quattro vitati nella Tenuta Val di Maggio, consentirono a Caprai di realizzare il suo sogno: condurre un’azienda agricola e produrre vino. Da subito, intuì le potenzialità di questa varietà rossa autoctona e proseguì negli anni successivi il suo progetto, ampliando il numero di ettari, dando il via a una lunga storia di successi e di rilancio dell’intera viticoltura umbra. «Nostro padre – raccontano i figli – compra la prima parte di questa azienda agricola con l’idea di produrre Sagrantino perché quello era il vino che faceva ancora allora la differenza di notorietà di questo territorio».

Marco e Arnaldo Caprai – foto archivio famiglia Caprai
Oggi, sono 160 quelli gestiti dal figlio Marco, arrivato a condurre l’azienda nel 1986, oggi arrivata a circa un milione di bottiglie prodotte, per un giro d’affari annuo intorno agli 8 milioni di euro. Anche nella Guida Vini 2026, il Montefalco Sagrantino 25 anni (annata 2021) ha ottenuto l’ennesimo riconoscimento dei Tre Bicchieri del Gambero Rosso, a cui si affiancano altri premi come Cantina dell’anno (2006) e Viticoltura sostenibile (2023). A conferma del prestigio e della qualità del lavoro aziendale (sempre più attento al rapporto con l’ambiente e i principi della sostenibilità) e di un’eredità forte, quella lasciata da Arnaldo Caprai: «Un uomo – come ha dichiarato lo stesso figlio Marco, conversando con l’agenzia Ansa – che ha sempre creduto nel realizzare grandi imprese, con una visione generosa e con un profondo impegno sociale».
«Caprai – ha scritto la governatrice dell’Umbria, Stefania Proietti, in una nota ufficiale – è stato un vero e proprio ambasciatore del Sagrantino nel mondo, contribuendo in modo decisivo a far conoscere Montefalco e l’intera regione a livello internazionale». Il Gambero Rosso si unisce alle condoglianze per Fiorella, Marco, Arianna e Luca e per tutta la famiglia Caprai. La commemorazione funebre è fissata per il 7 gennaio 2026 (ore 10) presso la Chiesa di San Feliciano di Foligno.
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