Vino e salute

“Bere moderatamente può aumentare le aspettative di vita”. La ricerca che riabilita il vino

Presentata a Verona un'analisi scientifica del nutrizionista Scapagnini che analizza il ruolo protettivo del vino contro stress e invecchiamento. Sandro Veronesi: "Dobbiamo investire in comunicazione"

Per vedere più contenuti su Google, aggiungici alle fonti preferite
Per vedere più contenuti, aggiungici alle fonti preferite

In collaborazione con Signorvino

 

Lanciare un nuovo patto di comunicazione per controbattere al dry Januaryalla demonizzazione del vino. È il messaggio che arriva da Verona, dove Signorvino – catena di enoteche con cucina attiva dal 2012 – mercoledì 14 gennaio ha chiamato a raccolta il mondo scientifico, quello delle imprese e della comunicazione. Nel convegno sono stati presentati i risultati sul ruolo protettivo, culturale e sociale del vino, con l’obiettivo dichiarato di contribuire a una narrazione più chiara del suo consumo e della sua percezione all’interno della dieta mediterranea.

La ricerca e il consumo consapevole di vino

“Il gusto di sentirsi bene”, questo il titolo dell’incontro per promuovere un’operazione culturale collettiva in risposta ai tanti messaggi negativi dell’ultimo anno. «I dati della ricerca – ha dichiarato Giovanni Scapagnini, docente di Nutrizione clinica all’Università del Molise e ricercatore di fama internazionale – evidenziano come il vino, se inserito in un contesto di consumo consapevole, agisca come uno scudo contro lo stress, favorendo il relax e la socialità e contribuendo così a ridurre le tensioni quotidiane che minano la qualità della vita moderna». Il vino favorisce i rapporti umani e la vita sociale, che per la scienza è elemento essenziale per la riduzione dei rischi legati a malattie e invecchiamento. Un benessere mentale che sembra sfuggire nelle analisi, nonostante la preoccupante crescita costante in Italia, e nel mondo, di ansiolitici e farmaci antidepressivi, anche tra i più giovani.

Alcuni studi analizzati nel progetto, secondo i dati presentati nel convegno promosso da Signorvino, indicano che «un consumo moderato è associato a un’aspettativa di vita più lunga e a una significativa riduzione del rischio di mortalità cardiovascolare rispetto a chi non ne consuma affatto». Fondamentale, ha evidenziato il docente, il consumo a pasto, stigmatizzando la preoccupante moda del binge drinking da parte dei giovani nel fine settimana.

Il gusto di sentirsi bene – da sinistra Sandro Veronesi, Federico Veronesi, Giovanni Scapagnini, Benedetta Rinaldi – convegno Verona

Differenze di età

Il professor Scapagnini ha poi ricordato che anche la cardiologia europea ha reintrodotto il consumo moderato di vino, in particolare quello rosso, nelle sue linee guida. Ha invitato ad analizzare il vino per la totalità dei suoi composti, attaccando l’uso decontestualizzato di dati per gettare ombre sul mondo enologico. Il docente ha anche scardinato un falso mito: «Il concetto di moderazione è sempre molto interpretabile, sicuramente c’è una differenza di genere, ma l’aspetto di cui si parla poco è la differenza di età. Non è affatto vero che i giovani reggono meglio l’alcol e che gli anziani devono ridurlo: è vero l’opposto. Più si va avanti con l’età, più si alza l’asticella in positivo con vantaggi in termini di prospettiva di vita e protezione da malattie. Un ragazzo non dovrebbe superare i 2-3 bicchiere al giorno, se è di sesso femminile massimo 1-2 nell’arco della quotidianità».

«Fondamentale è l’inserimento in un modello alimentare sano – ha sottolineato – perché spesso si occultano fattori di rischio anche più pesanti dell’alcol», tra cui anche una dieta con alti indici glicemici, basata su un eccesso di pane e pasta. Ultimamente, sono arrivati dei segnali meno rigidi dai governi, come gli Stati Uniti, che nelle nuove indicazioni per la salute degli americani ha parlato di consumo moderato di alcol, senza inserire il temuto concetto di “no safe level” (nessun livello sicuro), sostenuto dall’Oms.

Le Blue Zones

Scapagnini sta portando avanti studi approfonditi a livello globale su base anagrafica. «Le Blue Zones sono le aree nel mondo dove c’è una grande quantità di centenari. Le vere zone sono tre: Okinawa in Giappone, Nicoja in Costa Rica , Ogliastra e Barbagia in Sardegna. In comune nelle persone analizzate c’è un uso moderato di alcol, in particolare di vino rosso con alto contenuto di polifenoli, soprattutto nel caso italiano». L’aspetto interessante degli studi è il vantaggio del consumo soprattutto per gli over 90: riesce ad aumentare la probabilità di sopravvivenza di quasi il 20% secondo analisi su campioni ben rappresentativi. «Non a caso solo sul resveratrolo ci sono ben 120 trial clinici attivi in questo momento».

Federico Veronesi, CEO di Oniwines e Signorvino

L’appello al sistema

Il convegno si è aperto con un intervento schietto di  Sandro Veronesi, presidente di Oniverse, che si è chiesto l’origine e l’interesse dei numerosi attacchi al mondo del vino «C’è la volontà precisa di spingere su altri settori. È il momento di lanciare la controffensiva del vino italiano: o subiamo o lavoriamo insieme». Il Gruppo Signorvino, che ha stimato una chiusura in crescita dei ricavi 2025 (a 90 milioni di euro, con obiettivo 100 milioni nel 2026), ha ribadito l’urgenza di investire in un’altra comunicazione del vino, in un marketing positivo per ribaltare il sentiment: «Vogliamo raggiungere una massa critica più significativa di utenti e lo vogliamo fare attraverso il messaggio del bere con salute, elogiare il consumo di vino a pasto, valorizzare un modello di vita italiano. Vogliamo portare avanti questa cultura del mangiare bene, semplice e abbinare il vino. Una cosa che rischia di perdersi in un periodo in cui domina il fast food. Il vino deve trasmettere positività e questo è un tema di cui si deve fare carico tutto il comparto del vino, anche se in Italia è particolarmente frammentato».

È stato lo stesso amministratore delegato Federico Veronesi a lanciare un appello al sistema vino: «Produttori, autorità scientifiche e stakeholder devono agire insieme e costruire uno spazio di dialogo permanente. Dobbiamo superare il concetto di pura distribuzione per dare vita a una nuova narrazione perché gli addetti ai lavori parlano una lingua incomprensibile per le persone normali». L’obiettivo è «proteggere la percezione del settore vino guidando i consumatori verso una consapevolezza nuova, profonda e responsabile. «In questo momento abbiamo bisogno di una scossa e di un po’ di sana audacia. Dobbiamo riportare il vino al centro: eventi, feste, musica. Perché non pensare a un grande evento nazionale sul vino nelle maggiori città in stile Oktoberfest unendo piacere e didattica?».

© Gambero Rosso SPA 2026 – Tutti i diritti riservati
P.lva 06051141007
Codice SDI: RWB54P8
registrazione n. 94/2021 Tribunale di Roma

Privacy: Responsabile della Protezione dei dati personali – Gambero Rosso S.p.A. – via Ottavio Gasparri 13/17 – 00152, Roma, email: [email protected]

Made with love by
Programmatic Advertising Ltd

© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati.

Made with love by Programmatic Advertising Ltd