Interviste

Tommaso Mazzanti: "All'Antico Vinaio? Mi offrono milioni, ma non vendo. Non mi sento un fico, sono un frignone"

Vita personale e segreti dellโ€™imprenditore che ha trasformato la schiacciata fiorentina in un fenomeno globale. Il "re" de All'Antico Vinaio si racconta al Gambero Rosso

  • 17 Febbraio, 2026
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Quando escono dallโ€™ufficio di Brera sono le 12.03, un giorno di inverno a Milano di luce bassa, taglio nordico, cielo blu-grigio che cambia il colore del vetro. A sinistra, due traverse piรน in lร , cโ€™รจ via Solferino: il giornalismo di carta alle spalle, davanti la cittร  che corre. Bar con i tavolini fuori otto mesi lโ€™anno anche con lโ€™umiditร  che taglia le ossa, ambigui bistrot che si proclamano โ€œcucine del mondoโ€, gente sempre in giacca perchรฉ Milano, piรน che un luogo, รจ un verbo: produrre. Lui invece, almeno allโ€™apparenza, non corre. Cappellino con visiera in testa, giubbotto ben chiuso, spalle larghe, lโ€™aria di un ragazzone di provincia che non si รจ ancora convinto di essere โ€œqualcunoโ€. Appena varca il portone del palazzo, il portinaio lo saluta come si fa con i condomini storici. Due metri piรน in lร , le prime voci: ยซTommaso, possiamo fare una foto?ยป. Lui si schermisce, quasi imbarazzato. Sorride ma non troppo, si piazza davanti al telefono come uno che sa di doverlo fare, non come uno che ci sguazza.

Tommaso Mazzanti รจ il proprietario di Allโ€™Antico Vinaio, lโ€™ormai arcinota catena di schiacciate fiorentine ripiene che dal vicolo stretto di via deโ€™ Neri a Firenze รจ arrivata a una cinquantina di locali fra Italia, Europa e Stati Uniti. Questโ€™anno potrebbe sfiorare i 100 milioni di fatturato. Lui continua a definirsi โ€œfrignoneโ€, a ripetere che รจ timido, che ha paura del giudizio, che si sente ancora il ragazzo delle case popolari di Bagno a Ripoli. La scena รจ Milano, il personaggio รจ Firenze. E il racconto โ€“ un colloquio piรน che unโ€™intervista โ€“ รจ la storia di un imprenditore che ha trasformato un panino in un fenomeno globale, restando ostinatamente, quasi patologicamente, normale.

Dal pollo arrosto alle code

Lโ€™infanzia, dice, lโ€™ha passata in bottega. A sedici anni molla lโ€™alberghiero โ€“ ยซnon ero portato ai libri, nรฉ alle regole della cucinaยป โ€“ ed entra a lavorare nella rosticceria che la madre ha aperto di fronte alla vecchia enoteca rilevata dal padre nel 1991, Lโ€™Antico Vinaio appunto. La schiacciata iconica รจ dallโ€™altra parte della strada, dove lavora lui ci sono solo vassoi di cibo da rosticceria. ยซVendevo pollo e patateยป, racconta.

รˆ dietro quel vetro lucido di unto che il ragazzo comincia a misurarsi col mondo: i genitori ai fornelli, lui al banco, economicamente indipendente prima dei coetanei, ma al prezzo di bruciarsi tutta la leggerezza dei diciotto anni. ยซAvevo i miei soldini, cose che i miei coetanei non avevano, ma lavoravo sempreยป. Non se ne lagna davvero โ€“ ยซSono frignone, piango facilmenteยป โ€“ ma quando scava nei ricordi gli vengono in mente piรน i pianti che le gioie: le litigate in cucina, lโ€™impossibilitร  di avere quella โ€œbriglia scioltaโ€ con cui un figlio distrugge e ricostruisce il lavoro dei genitori. Quella resistenza diventa il suo motore: dimostrare di essere bravo senza sentirsi dire โ€œbravoโ€.

Milano, pandemia e il salto

A Milano ci arriva nel momento meno opportuno: 2020, lโ€™anno in cui si รจ fermato tutto. Firma il finanziamento, trova casa, si sistema. Poi arriva il Covid e quellโ€™energia che abbiamo imparato a chiamare โ€œMilanoโ€ โ€“ la potenza propulsiva, il flusso continuo di denaro e persone โ€“ si zittisce di colpo. La cittร  che lascia indietro molte persone, per un attimo, resta lei stessa indietro. Come il resto dellโ€™Italia. Lโ€™8 maggio si riapre con il famoso metro di distanza, il 15 giugno 2020 Allโ€™Antico Vinaio inaugura a Milano. La coda davanti al negozio, in via Moscova, รจ una delle prime assemblee spontanee del dopo lockdown: corpi ammassati per un panino, come se il diritto al cibo condiviso dovesse essere riconquistato a morsi. รˆ lรฌ che il ragazzo del pollo arrosto, abituato al vicolo di Firenze, si accorge che Milano lo ha adottato: la fila diventa notizia, il panino una specie di simbolo di normalitร  ritrovata. ยซVenivamo da mesi di paura, gente chiusa in casa. Vedere quella fila รจ stato un calcione mediatico, per noi e per la cittร ยป.

Dentro la sede milanese di Moscova, tra un tavolo alto e una parete di mattoni finti rustici, cโ€™รจ una maglia del Paris Saint Germain di Donnarumma appesa con quattro chiodini, nuda, senza teca, a portata di mano. Non cโ€™รจ il confine rassicurante del plexiglass: รจ un cimelio ma non un feticcio, chiunque potrebbe allungare la mano e toccarlo. Una specie di museo senza protezione, straniante per chi รจ abituato ai reliquiari del calcio, e allo stesso tempo coerente con la genuinitร  del personaggio.
Mazzanti la indica ridendo: la maglia รจ vera, il rapporto pure, ยซsiamo amiciยป. Lโ€™amicizia col portiere รจ un dettaglio, ma racconta bene il paradosso: uno che si sente ancora โ€œdi periferiaโ€ abita ormai in un mondo dove i calciatori sono clienti, le loro maglie arredano i muri di un marchio globale, e tutto questo continua a sembrargli, in fondo, un gigantesco equivoco. ยซNon mi sento un ficoยป.

Il ragazzo di TripAdvisor

Prima dei calciatori, prima di Milano, cโ€™รจ stata una piattaforma con le stelle verdi e la grafica da forum di provincia: TripAdvisor. Per lui รจ stata la chiave di volta. Incredibilmente, senza nessuna conoscenza del mondo digital, del marketing, dei social in generale, capisce prima di altri che quelle righe anonime sono un capitale piรน potente di qualsiasi volantino. Si iscrive a Facebook non col suo nome ma con quello del locale: non vuole esistere come individuo, si identifica con lโ€™insegna. Il giorno in cui il Vinaio approda su TripAdvisor, comincia a pubblicare gli screenshot delle recensioni positive, una dopo lโ€™altra, come si appendono i disegni dei figli sul frigorifero.
Le negative, poche allโ€™inizio, le legge con attenzione quasi masochistica. รˆ lรฌ che si inserisce il conflitto generazionale: il padre, cresciuto in un mondo in cui โ€œo lavori o stai zittoโ€, considera quelle note online una perdita di tempo. ยซGli leggevo le recensioni. โ€œBabbo, guarda, ci dicono di usare i guantiโ€. E lui: โ€œLascia perdere queste cose, bisogna lavorareโ€. Era di unโ€™altra mentalitร , non capiva. Io invece andavo a cercare proprio quelle negative: allโ€™epoca erano senza cattiveria. Ti dicevano โ€œhai i guanti sporchiโ€, non ti auguravano la morteยป.

In quella frizione fra lโ€™uomo di bottega che non vuole โ€œfarsi insegnare il mestiereโ€ e il figlio che guarda il web come un audit infinito, si intravede il passaggio dโ€™epoca. A Firenze, quando hai venti recensioni, sei giร  qualcuno. Allโ€™Antico Vinaio, nel giro di pochi anni, le recensioni diventano centinaia, poi migliaia. Il locale scala le classifiche: prima della cittร , poi della Toscana, poi dellโ€™Italia, poi dellโ€™Europa. Nel 2014 arriva il titolo surreale di โ€œlocale piรน recensito al mondoโ€.

Per un poโ€™ sembra una favola. Finchรฉ la favola non comincia a rivoltarsi contro il protagonista: Mazzanti diventa โ€œquello che lavora grazie a TripAdvisorโ€, come se il pane, i salumi, le ore dietro al banco fossero dettagli di contorno. ยซLe code erano, secondo loro, solo merito del sito, non del panino. Ho smesso di pubblicare, ho tolto il logo TripAdvisor dappertuttoยป. Rifiuta lโ€™idea di essere il sottoprodotto di una piattaforma.

Il panino: qualitร  replicabile

La schiacciata fiorentina ripiena รจ, in teoria, una delle cose piรน semplici del mondo: una focaccia, un ripieno generoso, una regola non scritta che dice โ€œesageraโ€. Ma la semplicitร , qui, รจ ingannevole. Mazzanti non rivendica la superioritร  assoluta del proprio prodotto; sa benissimo che in giro ci sono artigiani che lavorano meglio, forni piรน allโ€™avanguardia, salumi piรน rari. ยซNon dico mai che la mia schiacciata รจ la migliore, ci sono prodotti eccellenti in giro per il mondoยป. Il punto, nel suo caso, non รจ la vetta qualitativa ma la ripetibilitร : trasformare un gesto di bottega in una macchina che funziona uguale a Firenze, Milano, Palermo, New York, Londra. Replicare quotidianamente lo stesso morso in cinquanta luoghi diversi.

ยซSe ci riesci, hai fatto bingoยป. I prezzi sono โ€œpopolariโ€: sei-dodici euro. A Moscova, fra affitti che sfiorano i 300mila euro lโ€™anno, sei euro per un panino sono giร  una presa di posizione. ยซA sei euro ti mangi un pasto, non uno snackยป, ripete spesso. รˆ una frase che ha qualcosa di sindacale e qualcosa di intelligente: mette insieme ciรฒ che piace ai ragazzi โ€“ lโ€™abbondanza, la foto, lโ€™idea di โ€œsfondarsiโ€ โ€“ con la vecchia idea di pasto che ti regge fino a sera. ยซรˆ sempre stata la nostra politica: dare importanza al rapporto qualitร -prezzo e ai collaboratori. รˆ la combo vincenteยป, dice davanti al banco. La standardizzazione passa attraverso i fornitori, che nella narrazione di Mazzanti assumono i tratti di una famiglia parallela, cresciuta insieme al suo brand. Il produttore storico della sbriciolona, ad esempio, ha investito mezzo milione di euro per stargli dietro. Molti altri hanno fatto lo stesso.

Nel mondo dei gourmet, dove ogni panino deve giustificare la propria esistenza, Allโ€™Antico Vinaio sembra quasi un corpo estraneo. Non abbastanza raffinato per chi si affida al dogma del โ€œterritorioโ€, troppo popolare per le confraternite del lievito madre, impossibile da archiviare nel cassetto rassicurante dello street food โ€œautorialeโ€. Mazzanti รจ lโ€™incidente statistico che disturba il mondo dellโ€™enogastronomia italiano: una schiacciata che muove folle piรน dei menu degustazione, un format replicabile che fa tremare il mito della qualitร  irripetibile.

Il fenomeno non si spiega con la retorica dellโ€™โ€œautenticitร โ€, nรฉ con la nostalgia toscana, nรฉ con lโ€™Instagrammabilitร  delle schiacciate gonfie. La logica รจ piรน brutale e piรน limpida: ripetere ogni giorno, in cinquanta luoghi diversi del mondo, lo stesso prodotto con la stessa consistenza, lo stesso sapore, la stessa esperienza riconoscibile. รˆ questa riproducibilitร  โ€“ industriale nellโ€™organizzazione, artigianale nellโ€™impatto โ€“ a far saltare il banco della distinzione tra โ€œaltoโ€ e โ€œbassoโ€.

Collaboratori e welfare

Su una cosa Mazzanti si infiamma piรน che sulle schiacciate: i dipendenti. Diventa un piccolo sindacalista. Rivendica di applicare i contratti nazionali, di avere un buon welfare aziendale, una โ€œsettimana bonusโ€ di ferie dopo il Covid, qualche viaggio regalato ai collaboratori per i momenti importanti. Soprattutto, ha una memoria quasi sentimentale dei nomi: ยซClaudio, Daniele detto โ€œlo Zaccaโ€, Matteo รจ diventato direttore nazionaleยป. Li conosce uno per uno, ci ha fatto la guerra delle prime code, le chiusure a mezzanotte, gli esperimenti andati male. ยซHo a cuore ognuna di queste famiglieยป.

Timidezza patologica

Cโ€™รจ un paradosso evidente in tutta questa storia: uno che compare in centinaia di video social, riconosciuto per strada, fotografato davanti alle sue schiacciate, racconta di essere timido. Mentre cammina verso la trattoria in cui va a pausa pranzo, si definisce educato fino al difetto: ยซForse รจ il mio problema piรน grandeยป. Ha la fortuna di conoscere moltissime persone โ€“ calciatori, personaggi televisivi, imprenditori โ€“ ma non chiede mai un favore, un contatto, una spinta. A cena con โ€œuna persona super importanteโ€, uno di quei nomi che farebbero titoli a caratteri cubitali, vive la serata come un premio in sรฉ. Non una foto, non un post, nulla. Lโ€™idea di disturbare gli รจ intollerabile.

La stessa timidezza, capovolta, diventa ipersensibilitร  al giudizio. ยซVivo malissimo il mancato riconoscimento. รˆ bruttissimo da dire, ma รจ cosรฌยป. Dentro resta il bambino che aspetta un โ€œbravoโ€ dal padre per aver dosato bene la melanzana e invece incassa solo rimproveri. Da adulto questa fame di riconoscimento lo spinge e lo logora: se arriva una critica, va a vedere dovโ€™รจ il problema; se arriva un insulto gratuito, gli rode perchรฉ sa quanto si sta spaccando la schiena.

I social ormai sono piรน uno sforzo che un divertimento. Sa benissimo che i video che funzionano di piรน sono quelli sporchi, senza montaggio, girati dai ragazzi in negozio, genuini come la maglia di Donnarumma appesa ai chiodi. Sul suo profilo personale non posterebbe nulla: ยซLโ€™idea che un giorno qualcuno lo spenga non mi dispiaceยป. Ma il personaggio pubblico non puรฒ sparire, quindi resta, a metร , in quellโ€™equilibrio scomodo tra esposizione e rifiuto.

Lโ€™episodio della Lamborghini, un post dove raccontava il percorso che lโ€™aveva portato a potersi comprare quellโ€™auto, gli รจ rimasto addosso come un graffio. Era convinto fosse una storia di lavoro e riscatto, poco autoreferenziale; i commenti lโ€™hanno trasformata nellโ€™ennesimo processo al โ€œnuovo riccoโ€. ยซMi hanno massacrato, ma io non sono quello che hanno dettoยป.

Famiglia e lavoro

La vera ossessione di Mazzanti non รจ il fatturato: รจ la famiglia. Tre figli โ€“ Tancredi, Ranieri, Celeste โ€“ e una moglie, Clara, fiorentina del โ€œcentro storico veroโ€, che lo prende in giro perchรฉ lui viene da Bagno a Ripoli ma si proclama fiorentino da generazioni. Si sono conosciuti come si conviene a una storia coerente: al bancone. Si innamora subito, senza effetti speciali. Non รจ uomo da gesti clamorosi, da sceneggiate romantiche. Racconta perรฒ una scena, sulle scale del vecchio appartamento della sorella di Clara, che tradisce una vena sentimentale piรน profonda di quanto ammetta. Cโ€™รจ una frase scritta da qualche parte, ยซSolo noiยป. Lui la guarda e la ripete. Lei se la tatua dietro il collo. Fine del gesto, inizio del resto.

Oggi la sua vita รจ un triangolo tracciato con il righello: casa-ufficio-scuola. Si sveglia intorno alle cinque, ma non per andare a correre in vestito tecnico come gli imprenditori snob. Ha due ore sue, dalle cinque alle sette, in pigiama, sul divano, con una sigaretta: il cervello resetta, rimette in fila conti, problemi, idee. Alle sette comincia il ยซdelirioยป domestico: bambini da svegliare, colazioni, zaini, calzini spaiati. ยซAlle nove e mezza sono in ufficio fino alle tre e mezzo, poi torno da loroยป.
Ogni santa mattina porta i figli a scuola, ogni pomeriggio โ€“ quando non รจ allโ€™estero โ€“ li va a riprendere. รˆ la sua forma privata di ricchezza, lโ€™unica su cui non accetta compromessi. Dice che il prezzo del successo รจ stato diventare ยซun uomo troppo impegnatoยป e non aver avuto una giovinezza da cazzone: niente ventโ€™anni passati a bere tutte le sere, niente notti vuote.

Il peso del castello

Alla domanda se si sente ricco risponde di no con una naturalezza che spiazza. ยซVengo da una famiglia dove mio papร  mi cazziava per un centesimo di melanzane in piรนยป, dove lโ€™economia era una cosa concreta, misurata in spiccioli. ยซSono consapevole di quello che ho, ma ho sempre paura che crolli tutto. Per quello rompo le scatole ai ragazzi: devโ€™essere tutto perfetto. A volte basta poco per buttare giรน un castelloยป. Il castello, nella sua testa, non รจ fatto di mattoni ma di persone: centinaia di dipendenti e relative famiglie. Se crolla la persona-brand, crolla il marchio e con lui gli stipendi.

Le offerte di acquisto arrivano di continuo. Proposte โ€œbelleโ€ moltissime, proposte โ€œserieโ€ qualcuna, di quelle che ti mettono in mano centinaia di milioni e ti spiegano come potresti non lavorare mai piรน. Per ora le ha rifiutate tutte. Allโ€™Antico Vinaio รจ suo figlio, ripete, e i figli non si vendono.

Londra & Las Vegas

Fra i voli che lo tengono lontano dai figli e dal divano ci sono Londra, Las Vegas, adesso Parigi. I prodotti arrivano dallโ€™Italia, via container. ยซPer fortuna i dazi non ci ammazzano. Se guardi i numeri sui salumi, i formaggi al chilo, ci stai dentro. รˆ complicato, ma lo facciamoยป. Ma viaggiare gli pesa piรน di quanto vorrebbe. ยซLasciare mia moglie con tre figli a casa non รจ facile. Cerco sempre di accorciare: lโ€™ultima volta, per tornare prima, ho preso una macchina, ho fatto sei ore di viaggio da solo, sono partito da Boston invece che da New York pur di essere a casa un giorno prima. Ci sono valori che non hanno prezzoยป.

Quando la luce di Brera si abbassa ancora e il freddo taglia il cortile, ci accompagna alla porta. Ringrazia piรน volte, come se fosse stato invitato e non intervistato. Dice che ha passato una bella giornata, ยซquasi riposanteยป scherza, lui che di solito le giornate le consuma tutte. Si allontana con passo svelto, pronto a infilarsi di nuovo nel suo triangolo casa-ufficio-scuola. Domani, alle cinque, il pigiama e il divano lo aspetteranno per due ore di reset mentale. Gli haters continueranno a spiegargli come si fa un panino, i social resteranno ยซun puttanaioยป, le code davanti ai locali di mezzo mondo si allungheranno di qualche metro.
Lui, il ragazzo โ€œfrignoneโ€ di Bagno a Ripoli che a sedici anni vendeva pollo arrosto e piangeva in cucina, continuerร  a chiedersi se qualcuno gli dirร , un giorno, semplicemente: ยซBravoยป. Nel frattempo, ha messo in fila centinaia di persone davanti a una schiacciata. E per uno che ha paura del giudizio, non รจ un cattivo modo di rispondere.

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