Dal Sud si scappa, possibilmente senza guardarsi indietro. Eppure, esistono storie che seguono un corso diverso: famiglie o singole persone che, invece di fuggire, scelgono di tornare e di mettere radici dove nessuno se lo aspetterebbe. È il caso della famiglia Geier, che ha lasciato alle spalle l’Alto Adige per stabilirsi a Canosa di Puglia. Siamo nel Nord barese: una terra difficile e diffidente rispetto agli “stranieri”. Ma i Geier hanno trovato il modo di prosperare grazie a un’idea: coltivare piante mediterranee. Da questo “seme” è nato un ramo speciale, sul mare però: Sàben, la gelateria di Sabine Geier e Ruben Fumagalli.
Sabine nasce a Bolzano, ma cresce a Canosa, città che a un certo punto inizia a starle stretta. Frequenta l’università tra Milano, Torino e Genova, studiando architettura del paesaggio. Poi si volta indietro e scopre di voler tornare in Puglia per continuare a coltivare ciò che i suoi genitori avevano costruito.

Sabine Geier nel frutteto di famiglia
Alla storia si aggiunge però un personaggio: Ruben Fumagalli. Sabine lo incontra nel 2018. Lui sa già che il suo futuro è nell’arte fredda. Infatti, aveva abbandonato il lavoro sicuro in Ferrovie dello Stato, iscrivendosi a un corso in Cast Alimenti. Lavora nella zona di Lecco, ma come accade spesso nelle vicende umane, l’amore ci mette lo zampino: Sabine e Ruben intrecciano le loro strade e dopo un po’ lei gli butta lì l’idea di tornare giù e aprire una gelateria insieme. Ruben le dice solo: «Va bene, proviamoci».
«Ambientarsi in Puglia è complicato, a Canosa poi!… – ricorda Sabine – In più, c’era già una gelateria, Scoop, che stava facendo molto bene». È il 2019. Sabine e Ruben scelgono di andare verso il mare, a Trani. Ma poi arriva il Covid, che mette le ganasce al loro sogno. Aprono Sàben a Pasqua 2021. «Per i primi due anni è stato complicato: lavoravo sia in azienda che in gelateria. Dormivo quattro ore a notte. Ma al terzo anno abbiamo capito che il format stava funzionando: stranieri e local alimentavano il nostro business. Avevamo trovato il personale. E avevamo notato che il prezzo del nostro gelato era diventato un fattore secondario».

La crema Sàben, il gusto più venduto dopo nocciola e pistacchio
Il gelato di Sabine e Ruben è fatto con materie prime selezionate di prima mano. «Sfruttiamo la frutta locale, dell’azienda della mia famiglia e di altri produttori, per realizzare prodotti davvero stagionali». In più, non volevano offrire i “soliti” gusti (anche se ci sono e sono fatti a regola d’arte). «Progettiamo ogni ricetta proprio come le voci di un menu da ristorante».
Il cioccolato è prodotto a partire da masse selezionate. La crema Sàben, che all’inizio non convinceva gli avventori, oggi è un must, il gusto più venduto dopo nocciola e pistacchio. La ricotta di pecora cambia “compagni di viaggio” a seconda delle stagioni: «la alterniamo con albicocca, arancia, canditi o amarene». Quando arriva l’estate e i fichi si fanno succosi, non si butta nulla, nemmeno le foglie dell’albero. Anzi, le si mette in infusione con la panna, si strizzano e si accoglie tutto il loro sapore per ottenere un gelato unico. Il frutto? Va a realizzare uno dei tanti, golosi sorbetti estivi. Quando arriva in carapina il gusto miele e polline, allora i clienti sanno che l’inverno sta per arrivare.

Il gusto puffo, ovvero cocco e spirulina
Da Sàben c’è anche il gusto Puffo, ma fatto con spirulina blu e cocco, frutto di una collaborazione con la tea room vicina, Terza Luna di Paola e Adriano. E, a proposito di territorio, va assaggiato il gelato al passito fatto con il moscato di Trani.
Sabine ha chiaro il prossimo obiettivo: «Comunicare il nostro gelato in modo continuo e appropriato». Ma non solo. «Vogliamo superare la stagionalità e offrire prodotto fresco tutto l’anno, superando la criticità del personale e la contrazione della domanda di consumo. Speriamo che Trani diventi in grado di abbracciare più turisti in ogni stagione, anche se siamo consapevoli del fatto che la città non è ancora strutturata per accoglierne di più». Visto che a breve si vota per il nuovo sindaco, l’obiettivo di Sabine e Ruben potrebbe diventare quasi uno sprone elettorale.
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