Lo sapevate che

Nonnamaxxing: perché tutti vogliono vivere come le nonne italiane

Tra pasta fatta in casa, ritmi lenti e comunità, il trend del Nonnamaxxing racconta un bisogno sempre più diffuso: rallentare e vivere meglio

  • 29 Aprile, 2026
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È ufficiale: la nostalgia ha preso il sopravvento. Basta vedere l’immagine di una nonna in vestaglia che tira la pasta per sentirsi ispirati, malinconici, commossi. Ma dietro l’ultimo trend social del Nonnamaxxing, che idolatra le nonne italiane e il loro stile di vita, c’è di più, un bisogno spasmodico di rallentare per rimanere in salute.

Cos’è il Nonnamaxxing

Sono anni che la vita bucolica viene idealizzata su Instagram, a suon di hashtag #cottegcore, con sfondi delle campagne inglesi e ceramiche dalle decorazioni campestri (non a caso, sta tornando di moda anche la burriera). Nonnamaxxing è l’ultima tendenza di questo filone, quella che parla delle nonne italiane e le loro abitudini, non solo alimentari: ricettari scritti a mano, camicie di cotone leggero, piatti in porcellana, quella vecchia e sacrosanta abitudine di fare rete, condividere la quotidianità con le signore vicine, la comunità, il quartiere. Tutto ciò che le nuove generazioni hanno perduto, o peggio, non hanno conosciuto.

La lezione dimenticata delle nonne italiane

Immagini sbiadite che diamo per scontate ma che oggi sono preziose, perché è il ritratto di un’Italia che non esiste più, almeno non per quelli di noi nati dopo gli anni ’80. Sono rappresentazioni che conosciamo bene, ma che non viviamo in prima persona, ritmi lentissimi che abbiamo assaporato nelle estati d’infanzia, alla casa al mare o in montagna, ma che non abbiamo mai più ritrovato. E che, ormai è risaputo, fanno bene al benessere psicofisico: e questo è il vero cuore del trend Nonnamaxxing.

Il segreto per vivere meglio

«Le nonne italiane sanno come vivere a lungo» è la didascalia che più spesso si trova nei post di questo genere. Accompagnata dalla mappa delle Blue Zone, le zone più longeve al mondo dove l’alimentazione mediterranea fa tutta la differenza, che in Italia si trovano in Sardegna. Il cibo è al centro delle immagini, tra pasta fatta in casa e pomodori freschi strusciati sul pane, ma a catturare è anche tutto il resto. Il modo in cui le nonne si tengono attive, fosse anche solo per mondare le verdure o lavorare di polso col mattarello, la rituale passeggiata, concetto per noi italiani scontato ma per gli stranieri a volte davvero sorprendente.

E poi la comunità, la capacità di mantenere i rapporti, magari mettendosi a ricamare insieme alle amiche. Prendersi il tempo per un caffè in balcone da sole prima di cominciare la giornata, godere di una casa ordinata e pulita, con pochi fronzoli e tanta cura.

Il problema della vita moderna

Quello che ci manca, insomma, è il tempo. Il segreto per mantenersi longevi quest’estate non è solo usare un buon extravergine (vero!), ma anche imparare a decomprimere, impegnarsi per mantenere attivi i rapporti senza diventarne schiavi. E mentre imperversa il trend delle nonne italiane, la scrittrice britannica Michelle Elman ha coniato il termine «cultura del recupero» per descrivere il circolo vizioso in cui è finito chiunque di noi abbia superato i 30 anni, un vortice di aggiornamenti periodici tra amici che non riescono a programmare un caffè insieme con meno di un mese di anticipo.

Conversazioni che restano bloccate nel tempo, amicizie sospese con l’illusione di conoscere ancora l’altro solo perché lo seguiamo sui social: una vita di cui siamo spettatori passivi, in cui rimandiamo sempre i discorsi importanti al prossimo incontro con la promessa, puntualmente disattesa, di vederci più spesso.

Le nonne, tutto questo, non lo fanno. E in più mangiano anche bene: l’esempio che vorremmo imitare, ma che forse non saremo mai davvero in grado di replicare.

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