A Chivasso li mangiano da più di due secoli e continuano a pesarli quasi come allora: un grammo appena. Piccoli, croccanti e profumatissimi di nocciola, i nocciolini sono diventati il simbolo della città piemontese, dove ancora oggi vengono lasciati asciugare sulla carta paglia e confezionati negli storici sacchetti rosa.
Non solo sono il dolce più piccolo del mondo, ma anche il più leggero, dato che, secondo la tradizione, il peso dell’impasto – composto da zucchero, albume e nocciole – è esattamente un grammo. La loro storia inizia ufficialmente nel 1904, quando viene concesso il brevetto di fabbrica da Vittorio Emanuele III di Savoia. Una targa commemorativa dedicata è stata collocata nel centro città in occasione dei 120 anni.
Ma l’invenzione è molto più antica: è il pasticcere chivassese Giovanni Podio che, nel 1810, nella sua pasticceria di via Torino 35, mescola nocciole, zucchero e albume creando quell’impasto perfetto. All’epoca si chiamavano noisettes, nocciole in francese. Il nome «nocciolini» comparirà negli anni Trenta del Novecento, sotto il fascismo, quando i termini stranieri erano vietati. In seguito, il genero di Podio, il Cavalier Ernesto Nazzaro, diventa il titolare della Fabbrica di nocciolini e li fa conoscere anche fuori dalle mura cittadine. Li presenta a Roma nel 1888, all’Esposizione Universale di Parigi del 1900, dove ricevono un attestato di merito, e all’Esposizione di Torino del 1911. Ed è Nazzaro a ottenere il brevetto col relativo marchio di fabbrica e il titolo di «Fornitore della Real Casa».
Attestato ufficiale del cavalier Nazzaro
Oggi il nocciolino, riconosciuto come PAT, Prodotto Agroalimentare Tradizionale della Regione Piemonte, è prodotto solo qui, in laboratori artigianali, secondo la ricetta storica che prevede esclusivamente tre ingredienti: nocciola Piemonte Tonda Gentile, zucchero e albume d’uovo. L’impasto viene poi immesso nella macchina colatrice, che fa scendere in appositi fogli di carta paglia speciale tante piccole goccioline, che devono essere lasciate asciugare per circa quindici – venti minuti per poi passare in forno. Infine i nocciolini vengono confezionati, in sacchetti rigorosamente rosa (è il colore ufficiale degli incarti) che li proteggano dall’umidità, visto che sono igroscopici e vanno conservati sempre chiusi. Risultato, un dolce croccante, friabilissimo che in bocca si frantuma sprigionando l’inconfondibile gusto di nocciola dal sapore caratteristico della Nocciola Piemonte “Tonda Gentile”.

Nocciolini Bonfante sui tipici fogli di carta paglia
I nocciolini sono ideali da accompagnare con il caffè, con lo zabaione e con vini dolci come il Passito di Caluso e il Moscato d’Asti. Dal 2010, il marchio dei nocciolini di Chivasso è diventato di proprietà del Comune, ceduto dal Grande Ufficiale Mario Bertolino della “Confraternita del Sambajon e dij Noase’t”, nonché genero del cavalier Nazzaro.
Oggi sono tre i laboratori di pasticceria che ancora producono i nocciolini secondo la ricetta ottocentesca.
L’indirizzo più storico. Una pasticceria liberty rimasta intatta, tutta marmi e specchi, con banconi e boiserie decorata in noce piemontese. Una perfetta atmosfera anni Venti, come ai tempi di Luigi Bonfante che iniziò l’attività nel 1922, oggi continuata da Franco Ortalda. Da Bonfante i nocciolini vengono sempre offerti insieme al caffè, sono proposti anche in versione noccioloni, e diventano ingrediente pure di gelati e dolci. Anche se per gustarli appieno vanno assaggiati “ nature”.
Caffè Pasticceria Bonfante – via Torino, 29 – nocciolinidichivasso.com/it/

Azienda nata nel 1965, è stata acquistata dal gran gelatiere Alberto Marchetti, che propone i nocciolini insieme a due sue specialità, ovvero il gelato – Marchetti conferma di essere stato affascinato “fin da piccolo dai Nocciolini di Chivasso, il topping perfetto per il mio gelato”- e, soprattutto, lo zabaione. Un abbinamento che esalta il gusto dei nocciolini è infatti proprio quello con lo zabaione: non per nulla, nel 1982 è nata la Confratèrnita dël Sambajon e djj Nocciolini. I nocciolini Marchetti classici sono proposti nelle confezioni rosa, con il marchio del Duomo di Chivasso (il legame con il territorio è fondamentale); stesso incarto ma azzurro per quelli con zucchero grezzo, giallo arancio per la versione all’arancia candita e marroncino per la variante al caffè.
Dolciaria Fontana – via Ivrea 31, Chivasso (TO) – www.nocciolinifontana.it
I ” chivassini” di Dolce Canavese
Il Dolce Canavese è l’azienda più recente. Nasce nel 2008, quando Bruna Milanesio decide di lasciare il suo lavoro d’ufficio e aprire un piccolo negozio di dolci nel centro storico della città. Con il passaparola, i Nocciolini di Chivasso e le sue torte Chivassine hanno iniziato a farsi conoscere. Inizialmente ha chiamato i suoi nocciolini artigianali con il nome ottocentesco di noasetti, oggi ribattezzati “chivassini”. Nel 2015, il figlio di Bruna, Francesco Masera, si unisce al progetto per guidare lo sviluppo commerciale, mentre la nipote Giovanna Bonfante ha preso in mano la gestione della produzione. L’attività ha conosciuto un’importante crescita, e si è spostata in un laboratorio più grande e fuori Chivasso. Nel 2024 ha lanciato (come gli altri produttori) il suo e-commerce, facendo conoscere i nocciolini a un pubblico ancora più ampio.
Il Dolce Canavese – via Borghetto 19, Betlemme, frazione di Chivasso (TO) – www.ildolcecanavese.it
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