“Primo 3,50. Secondo 4,50. Contorno 3,00. Formaggio 3,00. Frutta 2,50. Dolce 2,50. Vino 2,50. Birra grande 2,50. Pane e coperto 1,00. Lattina 2,00. Caffè 1,00. Menu completo 12,00”. Amen. Ma questo lo aggiungiamo noi. Non c’è certo bisogno di essere degli esploratori metropolitani per scovare Junior Grill, in via Carlo Marochetti, nel quartiere San Salvario-Nizza Millefonti, a Torino, tra il Parco del Valentino e l’ex area industriale Fiat. Basta solo passarci davanti. O che ti arrivi voce della sua esistenza. Il cartello esterno è un manifesto di intenti, scemo chi non legge, e fuga tutti i dubbi di chi ha pochi euro in tasca o poca voglia di spendere.

I prezzi fuori dal locale
Junior Grill, con quel nome da modernariato dell’anima, da futuro visto dal passato, è uno degli ultimi self service di Torino, di quelli che negli anni Settanta e Ottanta servivano gli operai quando esistevano gli operai e che ha resistito in anni in cui era fuori moda e che oggi va di moda perché si sa che va di moda quello che non andava di moda. Vabbè, avete capito. Oggi da Junior Grill vanno anziani, turisti, studenti, disoccupati, sottoccupati, occupati frettolosi, commercianti, artigiani, scappati di casa, foodies in vena di esotismi antropologici, curiosi, tirchi, insospettabili. Sbarrare una o più caselle. Il prezzo è un richiamo, l’insegna-scontrino è una trovata di marketing irresistibile. Occhio: Junior Grill è aperto solo a pranzo, dalle 11,45 alle 14, tutti i giorni tranne la domenica, il giorno della brava gente.

L’interno
Se c’è fila si aspetta, se non c’è fila si entra, dritti al punto. L’ingresso spartano dà accesso a una sala rumorosa e calda, zeppa all’inverosimile di tavoli quadrati di marmetto con certe seggioline verdi di legno. Più in là c’è anche una sorta di veranda un po’ più spaziosa. I colori sono quelli del Pantone regolamentare delle trattorie di umile retaggio (e degli oratori, e di certe caserme dei carabinieri della Basilicata, e delle sale d’aspetto di medici generici ma senza riviste del 2012), il perlinato onnipresente rappresenta la nemesi di un interior designer. Sulle pareti qualche poster, qualche oggetto da bric-à-brac, poca roba, giusto per rispettare la grammatica base dell’osteria senza pretese. Il cliente prende un vassoio in fòrmica e da un bancone da mensa universitaria preleva pane, posate, tovaglioli, bicchiere e i piatti freddi mentre per quelli caldi si fa servire da una signora che attinge con sveltezza olimpica dagli scaldavivande. Tutto come era, tutto come deve ancora essere. Poi si paga quel poco che c’è da pagare e si accomoda dove trova posto.

Una frittura di pesce
Certo, dal menu non c’è da attendersi mirabilie gourmet. Tavola calda, signori. Diciamo che potrebbe essere quello di una massaia piemontese non troppo talentuosa e senza alcuna voglia di far bella figura, ma con l’unico obiettivo di sfamare i familiari e guai a chi obietta o peggio protesta. Zitto e mangia. Ma non temete, tutti sono gentilissimi.

Un piatto di pasta
Il menu cambia ogni giorno per accontentare una clientela abituale e la proposta del giorno è riassunta in una lavagna in cui stampatello e corsivo hanno lo stesso diritto di cittadinanza: Pasta al ragù, Pasta al forno, Minestra di lenticchie, Pasta salsicce e funghi, Polpette in umido (molto molto buone, va detto), Omelette, Arrosto con funghi, Verdure miste, Caprese. Per dolci la Zuppa inglese e altre delizie ziesche. C’è anche un’irresistibile pera cotta servita in una vaschetta in alluminio anch’essa da pranzo anni Ottanta. Il vino è in caraffa, inutile farsi troppe domande sulla provenienza, ma è localissimo. I prezzi li abbiamo detti, un secondo costa meno di un pacchetto di sigarette. Le porzioni sono abbondanti e non da Design Week, anche se sono certo che di creativi in incognito qui ne arrivino a mazzi, a secchiate. Il cibo è onesto, qualche piatto è davvero piacevole qualcun altro ricorda il crollo di una diga, come diceva il poeta, o più prosaicamente un pasto in ospedale. La differenza è che qui non sei in pigiama. Ma se pure lo indossassi probabilmente nessuno se ne scandalizzerebbe.
Junior Grill, via Carlo Marochetti 7, tel. 0116963595. Aperto tutti i giorni solo a pranzo, tranne la domenica
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