La data del 22 giugno 2026 è di quelle che fanno la storia per i viticoltori e produttori del Nizza Docg, perché segna la nascita ufficiale del Consorzio di tutela, grazie al riconoscimento arrivato dal Masaf (ministero dell’Agricoltura, sovranità alimentare e foreste). Una data che porta a termine un lungo iter partito nel 2002 con la nascita dell‘Associazione dei produttori del Nizza, che dal 2000 era una sottozona della grande famiglia del Consorzio Barbera d’Asti e vini del Monferrato. L’ultimo miglio del riconoscimento istituzionale era stato avviato a ottobre 2025, con l’uscita dal grande ente piemontese e con l’annuncio che entro il 2026 le imprese avrebbero dato vita a un consorzio autonomo.

Promozione, valorizzazione e tutela della denominazione sono le tre funzioni che il Testo unico del vino attribuisce al Consorzio del Nizza Docg, il quale ha una rappresentatività che gli consentirà di operare in modalità erga omnes, estendendo la propria attività a beneficio dell’intera Dop, anche nei confronti di quelle imprese non associate. La sede del nuovo Consorzio sarà a Nizza Monferrato (via Gobetti 5). Alla guida è stato confermato Stefano Chiarlo (della Michele Chiarlo), che sarà affiancato dai vicepresidenti Gianni Bertolino (Tenuta Olim Bauda) e Daniele Chiappone (Erede di Chiappone Armando).

Nizza Docg – la mappa dei suoli (fonte Consorzio Nizza Docg)
La sede del nuovo Consorzio sarà a Nizza Monferrato (via Gobetti 5). I numeri della Docg indicano un milione di bottiglie vendute nel 2025, oltre 180 etichette, un valore complessivo di circa 30 milioni di euro con una percentuale esportata sui mercati esteri pari al 55 per cento. Volumi che si concentrano nel canale Horeca, e una presenza in oltre 40 mercati internazionali. I clienti più affezionati sono in particolare in Svizzera, Nord Europa, Regno Unito e Nord America.
Guardando al futuro, i circa 720 ettari ancora potenzialmente rivendicabili come Nizza Docg, nel cuore del Monferrato patrimonio Unesco dal 2014, potrebbero consentire un importante incremento della produzione. «Il nostro obiettivo di lungo periodo è raggiungere una produzione di 4-5 milioni di bottiglie», ha annunciato il presidente Chiarlo. «Vogliamo farlo mantenendo intatta la nostra identità e coinvolgendo un numero sempre maggiore di aziende. Ci proponiamo come un Consorzio inclusivo, aperto a chiunque condivida la nostra visione. Il nostro impegno – ha dichiarato durante la conferenza stampa di presentazione del 30 giugno – sarà sempre custodire, promuovere e raccontare al mondo l’anima del Nizza Docg: il legame indissolubile tra il vino, la terra e le persone che ogni giorno la vivono».
Oggi, il Consorzio rappresenta 97 aziende socie che producono Nizza da vigneti situati in 18 comuni dell’area di produzione, con fulcro a Nizza Monferrato. Il 2000 è l’anno del riconoscimento della sottozona della Barbera d’Asti Superiore; nel 2002, nasce l’Associazione Produttori, nel 2008 la Barbera d’Asti ottiene la Docg con un disciplinare più rigoroso. Nel 2014, nasce la denominazione Nizza Docg e vengono introdotte la versione Riserva e la menzione Vigna. Il presidente Chiarlo parla di un traguardo che rappresenta il «sogno» di un’associazione nata quasi 25 anni fa. «Il nostro primo obiettivo sarà fare del Consorzio un luogo di confronto e crescita per i produttori e uno strumento di valorizzazione dell’intero territorio e di tutti gli attori che ne fanno parte».

Stefano Chiarlo – presidente Consorzio Nizza Docg
Il Consiglio di amministrazione, oltre a Chiarlo, Bertolino e Chiappone, è composto da Francesca Bava (Bava), Gianmario Cerutti (Coppo), Clementina Cossetti (Cossetti Vini), Claudio Da Casto (Da Casto Duilio), Mauro Damerio (Damerio), Alessandro Durio (Durio Adriano), Bruno Fortunato (Cantina Sociale Tre Secoli), Stefano Gagliardo (Tenute Garetto), Susanna Galandrino (La Gironda), Lorenzo Giordano (Cantina Sociale Vinchio Vaglio), Gianluca Morino (Cascina Garitina) e Diego Rodella (Cantina Sociale di Nizza Monferrato).
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