laguna

Alla scoperta della Venezia segreta attraverso i suoi cicchetti, lontani dalle masse

รˆ bello avventurarsi nei sestieri piรน appartati, illudendosi di essere parte della cittร , e mangiare nei luoghi non schiacciati dal turismo di massa

  • 22 Agosto, 2024
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Venezia รจ bella, ma rischia di farci diventare sociopatici. Le folle di mestieranti del turismo, dei camminatori in infradito, dei crocieristi cappellino-e-canottiera, che si intasano sullโ€™asse San Marco-Rialto come in una processione senza santo, spingono allo snobismo piรน becero (roba che poi a ripensarci ci fa vergognare) e a cercare requie in zone dove i โ€œmerenderosโ€ finiscono solo se Google Maps tende loro un tranello.

Tra sestieri e bacari

รˆ bello, quindi, avventurarsi nei sestieri piรน appartati, illudendosi di essere parte della cittร  (errore marchiano, eppure fornitore di felicitร  a basso costo): tra le โ€œvenetian routineโ€ preferite, cโ€™รจ prendere qualche cicchetto al Timรฒn e trasportalo in campo del Gheto Nuovo a Cannaregio, mangiandolo su una panchina ombreggiata di un luogo sempre โ€“ sempre โ€“ silenzioso. Oppure spingerci tra i vicoli di Dorsoduro, dove arraffare un cicchetto al baccalร  mantecato o alle sarde in saรฒr (oppure piรน probabilmente entrambi) con un onesto Pinot Grigio in un bicchiere di plastica al Cantinรฒn giร  ai Schiavi, dove di turisti ce nโ€™รจ ma in misura tollerabile e mischiati a veneziani qualunque. Talvolta รจ piacevole sedersi sul bordo del canale, i piedi a cavalcioni verso lโ€™acqua poeticamente putrida, e piluccare il nostro bottino guardando gli operai che lavorano pigramente allo โ€œsqueroโ€, il cantiere a cielo aperto in cui si fabbricano o si riparano le gondole. Ci si puรฒ distrarre, ma nemmeno troppo, perchรฉ in agguato ci sono gabbiani anabolizzati pronti a insidiare il nostro spuntino e val la pena farsi vedere allโ€™erta.

Un Cynar Spritz con gli studenti

Oppure ci si puรฒ fermare in uno dei bar nellโ€™ellittico Campo Santa Margarita, la piazza piรน grande di Venezia dopo San Marco, dove ascoltare gli studenti parlare della tesi e investire tre euro in un Cynar Spritz, delle patatine attirapiccioni e unโ€™ora a guardare la gente che passa come se Venezia fosse una cittร  normale, di sacchetti della Conad. Altre volte, in epoca di Biennale, si puรฒ andare a Castello, verso la coda del pesce, dove cโ€™รจ lโ€™Arsenale, per mangiare qualcosa al Caffรจ la Serra, un angolo di Parigi a Venezia, magari seduti nellโ€™erba del giardino. E ci si puรฒ anche sentire unโ€™anima buona, malgrado lo snobismo da sociopatici.

Al Timon โ€“ Cantinรฒn giร  ai Schiavi โ€“ Caffรจ La Serra
altimon.it โ€“ย cantinaschiavi.com โ€“ย serradeigiardini.org

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