Una fantastica villa al centro di Roma, molto ben restaurata. 11 stanze, un bel ristorante con uno chef famoso, un bistrò che punta anche alla cucina da passeggio, un giardino delizioso, tre bar di cui uno segreto. E un'edicola. Ecco contenuti, contenitori e ideatori di un nuovo progetto di hotellerie romana.
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Quattro soci, una villa insolita nel cuore del Rione Aventino a Roma, le sue botteghe, un’edicola lì davanti e il pallino di inventarsi un nuovo concetto di albergo, townhouse, boutique hotel o chiamatelo come volete. Parliamo di The Corner che apre il 22 giugno all’incrocio tra Viale Aventino e Via San Saba, all’angolo appunto. Ai piedi dell’angolo, nel basement, c’è il touch point principale della struttura, la cosa più visibile dalla strada, dal traffico, dal tram e dai mezzi pubblici che transitano sul grande viale: il bistrò di strada, quindi il bistreet. Cucina veloce e sincera, carta delle polpette, cocktail e centrifughe e naturalmente aperitivi sul marciapiede. Oggi già esiste, si chiama Caffè Papageno ed è nel cuore di una certa Roma hipster che piace alla gente che piace. Cambierà tutto: arredamento, colori, anche cucine. E sarà semplicemente The Corner Bistreet, la punta dell’iceberg, la parte con più visibilità di un progetto molto più ampio che si sviluppa sopra.

Eccoci sopra. Una terrazza, finemente arredata con gazebi, tende bordò e ferri battuti. Subito all’interno della struttura un grazioso bar a servizio. Dentro, tre livelli felicemente restaurati: due piani con quattro e un piano con tre stanze per un totale di undici rooms e 2000 mq. Foto d’epoca di grandi paparazzi capitolini alle pareti che in ogni stanza hanno un colore diverso, bel focus sui bagni, molto curati e tagliati sugli spazi a disposizione, fino ad arrivare alla suite all’ultimo piano e la sua piccola e indimenticabile Jacuzzi sul terrazzino. Tutto all’apparenza caldo ed emozionale, tutto in realtà percorso dalla più sofisticata domotica avanzata, tanto che ogni elemento della stanza si gestisce da un tablet. Alle spalle, nascostissimo ma con un suo accesso indipendente su strada, a fianco del bistrò, il ristorante. Semplicemente The Corner Restaurant. “L’obbiettivo è stare entro i 40 euro a persona” ci promettono dall’albergo, nonostante l’atmosfera decisamente esclusiva del tutto. Sessanta coperti in sala (ma è una sala che basta pigiare un pulsante che diventa terrazza) e qualcuno anche all’aperto. Proposta legata a una tradizione rivisitata e con un tocco di nostalgia (c’è il tavolaccio da falegname pensato per fare la sfoglia, magari con l’aiuto della mamma dello chef), più rassicurante rispetto a quella del bistrò al pieno inferiore.

Non basta. Sono ancora due gli elementi che completano questo progetto di ospitalità intelligente ed evoluta che guarda al passo che hanno alcuni alberghi di Londra e di New York. E sono i due elementi forse più curiosi. Dentro al bistrò, infatti, in un angolo nascosto, c’è una vecchia cabina telefonica, con il bell’apparecchio vintage al suo posto. Basta conoscere il codice, digitarlo sulla pulsantiera e spingere la parete: si accede ad un club segreto con il suo cocktail bar in puro stile speakeasy come va per la maggiore adesso. E anche il divertimento notturno, nei sotterranei e senza dar noia agli ospiti delle stanze, è assicurato. E poi torniamo in strada. Sul fronte. Proprio davanti al bistrò e ai tanti tavolini sul largo marciapiede. Lì c’è l’edicola. Come entra un’edicola in questo progetto? C’entra perché i soci che hanno sviluppato questo investimento si sono accaparrati anche quella, un faro segnaletico di fronte all’hotel, da sfruttare in qualche modo. Subito dopo l’estate diventerà The Corner Emporium: all’esterno la stessa e identica sagoma dell’edicola attuale, all’interno un concept store con prodotti selezionati dei migliori artigiani, stilisti indipendenti, gioiellieri e makers romani. Dai jeans alle candele passando per la bigiotteria. E alcuni oggetti, ben presto, andranno a comporre l’arredamento per le stanze, disponibili in vendita per gli ospiti.

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Il progetto è così descritto, non ancora i protagonisti. Abbiamo parlato di quattro soci? Eccoli: Danilo Maglio è l’architetto – già ben rodato su altri progetti alberghieri – che ha progettato tutti gli spazi interni ed esterni; Fabio Baldassarre, chef che torna a Roma (dove ebbe buoni successi con L’Altro Mastai) dopo lunghi anni milanesi, gestirà le due linee di cucina con alla sua destra il delfino Daniele Maragnani mentre ai bar è stata collocata la brava Valeria Sebastiani; Antonio Esposto sarà il direttore della ristorazione qui dopo esserlo stato in grandi progetti come ‘Gusto Osteria e Antico Arco e infine Giuseppe Capasso, manager e uomo di marketing, ad amministrare il tutto.

Un’ulteriore conferma – forse la più evidente, compiuta, matura e plateale – dello sviluppo di quest’area dell’Aventino a Roma. Un’area e uno sviluppo di cui vi avevamo già dato cenno qualche tempo fa. E non finisce qui se è vero come è vero, giusto per fare un ulteriore esempio, che la Laurenzi Consulting sta progettando, sempre su Via di San Saba, la nascita di un nuovo particolare ristorante pronto probabilmente per ottobre: gli spazi sono quelli della ex discoteca Executive, al suo posto 500mq, un giardino, 140 coperti, 36 spine di birra per un’atmosfera tra la sagra paesana e l’Oktober Fest. Cibo? All’insegna del fusion: tradizione italiana, piccole rivisitazioni in salsa orientale, fritti, girarrosto, wok, burger. E tutto, con piattini di colore diverso per identificare il prezzo, girerà su un tapis roulant lungo il bancone come nei tradizionali kaiten sushi giapponesi.
Insomma nuove idee e nuove sfide all’Aventino, dentro e dietro l’angolo.

The Corner Townhouse | Via San Saba 3 – Viale Aventino 123 | http://thecornertownhouse.com/

a cura di Massimiliano Tonelli