Dopo cinquant’anni di oblio, la canapa torna a fare capolino nelle campagne italiane. Non solo filati e corde: oggi la canapa è un alimento prezioso per la salute e la ricerca in cucina. Parola ai protagonisti: coltivatori, trasformatori e chef.

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Sono passati meno di cento anni, ma in pochi ricordano che l’Italia a cavallo tra il finire dell’800 e i primi del ’900, era il secondo paese al mondo (dopo la Russia) a produrre canapa. Ci hanno pensato le fisime proibizionistiche statunitensi (e i loro interessi economici) e uno Stato poco lungimirante a rendere illegale e bandire l’uso della pianta mettendo in soffitta secoli di storia e di cultura contadina.

Il primo censimento agricolo della Repubblica Italiana del 1861 rileva una consistente quota di canapa. I fusti venivano raccolti e messi a macerare in acqua. In questo modo il materiale si decomponeva e si riusciva ad estrarre la fibra meccanicamente, per sbattitura”, spiega il Rodolfo Santilocchi, docente di agronomia e coltivazioni erbacee all’Università Politecnica delle Marche. Con la fibra estratta si producevano corde, tessuti, carta, materiale edile fino ad arrivare addirittura un’intera automobile: la Ford Hemp Body Car di Henry For (1941) era realizzata e alimentata interamente in canapa.

 

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Canapa

Benefici in campo e nel corpo

La canapa è un’ottima risorsa per un’agricoltura sostenibile e moderna: non è una coltura intensiva e si adatta molto bene alla rotazione colturale. “Dopo la canapa si può coltivare grano o mais nell’anno successivo perché il terreno viene lasciato pulito: da quando sono sparite certe colture (tra cui la barbabietola da zucchero) ci sono poche specie che permettano una rotazione razionale”spiega ancora il prof. Rodolfo Santilocchi. La canapa offre invece un aiuto efficace per mantenere la fertilità del terreno e non necessita di pesticidi nocivi (che costano anche molto). Inoltre, può costituire una bella risorsa anche per la biodedilizia e per la tessitura: si stanno cercando sistemi di estrazione meccanica della fibra.

La canapa è una pianta annuale che appartiene alla famiglia delle Cannabinacee. Preferisce i terreni fertili alluvionali, per questo tradizionalmente era coltivata nei migliori fondo valle. Tuttavia, si adatta a molte tipologie di terreno fino a un’altitudine di 1.500 metri, il che la rende una coltura molto diffusa in tutta Italia e nel mondo. Si semina tra fine marzo e fine aprile, in base alle condizioni del tempo. La canapa coltivabile in Italia deve avere un livello di THC (principio attivo: delta-9-tetraidrocannabinolo) inferiore allo 0,2% ed è comunemente indicata come canapa sativa (o industriale). Di fatto, non esiste una distinzione vera tra canapa, cannabis e marijuana: è la stessa pianta, ma con concentrazione di THC differente.

Ma il seme di canapa è anche uno dei frutti oleiferi più preziosi per la nutrizione, tanto che spesso il consumo di canapa è consigliato come integratore nella nutraceutica. Il motivo sta nell’elevato contenuti di acidi grassi essenziali come gli Omega 3,6 e 9, difficilmente presenti nel giusto rapporto in altri oli vegetali. Inoltre è ricca di vitamine A, B e D che sono fondamentali per combattere lo stress ossidativo e i radicali liberi. Consumare semi di canapa e l’olio estratto meccanicamente da essi (quindi senza solventi chimici) aiuta ad alzare le difese immunitarie diminuisce i livelli di colesterolo, combatte il diabete, le malattie vascolari ed è utile anche per combattere psoriasi e depressione: un vero e proprio superfood.

 

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Gli usi oggi

Oggi, la parte più appetibile della canapa è però il seme. “In realtà non è riscoperta”sorride Santilocchi “Ma una vera e propria scoperta. Mai prima del 2000 si era pensato in Italia di poter mangiare i semi di canapa che invece sono un alimento sano e completo”. La canapa autoctona italiana (la più diffusa è la Carmagnola) è per lo più una varietà da fibra: arriva a 8 metri ed è difficile raccoglierne il seme. “Oggi la canapa che si coltiva in Italia è per lo più la francese Futura 75: si presta meglio per la raccolta manuale del seme. Ma stiamo già sperimentando varietà italiane da impiantare per ottenere lo stesso scopo”racconta Marco Cartechini, giovane agricoltore e frantoiano marchigiano che tra i primi ha scommesso in questa nuova avventura. “Di ritorno dal Biofach del 2005 rimasi stupito da quello che in Canada si faceva con la canapa. Così, un po’ per gioco, ne parlai ai mie due amici Mattia Guarnera (titolare del Birrificio Guarnera di Jesi) e Antonio Trionfi Honorati (titolare dell’omonima azienda agricola nelle colline jesine) e da lì nacque l’idea di provarci insieme”. Nel suo frantoio di Montecassiano, specializzato nell’estrazione meccanica di semi oleosi, Marco produce un ottimo olio di canapa a marchio Made in Natura e dal suo mulino arrivano anche farine vive di canapa, lino, sesamo che arricchiscono la creatività di tante cucine.

 

Formaggio alla canapa

Canapa da bere e da mangiare e usare 

Filami non fumami” è il titolo del progetto culturale in cui è impegnato Antonio Trionfi Honorati: “L’intento è quello di ricreare la filiera della canapa nella Vallesina dove fino alla metà anni ’60 costituiva una delle colture tradizionali. La canapa è etica al 100%: è una coltura stagionale, se ne ricavano olio, farina, fibre per diversi e molteplici usi. Non ha bisogno di nulla, non ti chiede nulla, ma in compenso ti copre, ti scalda, ti sfama”. Nell’agriturismo Al Casino del Marchese di Jesi, i semi di canapa sono sempre presenti nel menu, impreziosiscono anche uno degli ottimi formaggi del caseificio e sono protagonisti di una linea di cosmesi tutta naturale. Un’idea completamente diversa quella di Mattia Guarnera: il suo birrificio Guarnera produce birra agricola (cioè composta per almeno il 51% di materie coltivate a filiera chiusa nell’azienda) utilizzando i fiori essiccati di canapa al posto del luppolo. Il risultato sono birre d’ispirazione belga con un gusto del tutto personale, dominato da un amaro e da un erbaceo difficilmente rintracciabili in altre creazioni.

 

Fieno

La pasta all’uovo alla canapa

Passando dalle Marche al Lazio, incontriamo la storia di Felice Arletti, anima dell’Agriristoro Il Calice e la Stella di Canepina (Viterbo), primo locale in Italia a proporre un menu degustazione a base di canapa a partire dal 2004. “Il nostro è un progetto agricolo. Vogliamo portare l’agricoltura e le tradizioni della nostra terra nel piatto. Non potevamo ignorare una coltura come la canapa che, addirittura, dà il nome al nostro paese: Canepina. Pensate che a qui il corredo da sposo si regalava anche al marito ed era fatto rigorosamente in canapa. Il mio è filato con la canapa dell’azienda agricola di mia nonna”.

Nella sua cucina potrete assaggiare l’originale fieno di Canepina, piatto storico, lavorato con farina di canapa e ripreso nella produzione anche dal locale pastificio Fanelli. “Questa pasta era l’unica pasta fresca nel 1600 era l’unica impastata con l’uovo: segno di ricchezza di un paesino che era il centro del commercio della canapa”. Una pasta più fina dei tagliolini che tradizionalmente veniva sbollentata in acqua e quindi asciugata in un telo di canapa affinché potesse assorbire tutto il sugo di condimento restando ben tenace. “Oggi, la versione impastata con la canapa la serviamo con un pesto di basilico oppure ortica o anche un ragout bianco di coniglio leprino e granella di nocciole dei Cimini: 400 anni di storia in un solo piatto”.

Prodotti derivati dalla farina di canapa

Il gelato e gli altri impieghi

Dalla sperimentazione di due gelaterie liguri, Perlecò ad Alassio e U Magu a Pietra Ligure, arriva il gelato alla canapa: Fior di Cannabis è ottenuto dai soli fiori di canapa, ha un gusto aromatico gradevole e mantiene vive le virtù nutrizionali della pianta. Insomma, l’impiego dei semi di canapa in cucina è ampio: decorticati sono ideali per impreziosire zuppe e minestre, tostati o al naturale sono ottimi da aggiungere allo yogurt o per farne panature. La farina che se ne ricava è completamente priva di glutine e amido e ricca di antiossidanti: perfetta per chi vuole mangiare sano. Ma può essere usata anche a crudo come spezia, o nella panificazione unita ad altre farine. Il suo gusto è erbaceo, amarognolo, lievemente balsamico, non sempre facile da abbinare. Ma la fantasia di molti chef su tutto il territorio nazionale sta lavorando nel verso giusto per poter portare in tavola un alimento etico, sano ma anche gustoso.

Agricoltura, salute, cucina e nuove opportunità lavorative si fondono nella riscoperta della coltura della canapa” proclama Giovanni Bernardini, presidente di Copagri per le Marche: “Sono sinergie fondamentali per il rilancio del comparto agricolo. Fare cultura, recuperare le tradizioni rurali e gastronomiche e farne qualcosa di nuovo è il volano migliore per la ripresa economica del nostro paese. È un segno che una coltura secolare registri un nuovo successo grazie all’interesse e la passione di giovani, che certamente non l’hanno neppure conosciuta. E se i giovani sono il nostro futuro, la canapa può avere un futuro in agricoltura”.

 

 

Tavole & botteghe

 

Il Casino del Marchese | Jesi (AN) | via Piandelmedico, 101 | www.trionfihonorati.it

Agriristoro Il Calice e la Stella | Canepina (VT) | p.zza Garibaldi, 9 | tel. 328 9024 761 | www.selvacimina.it

Il Convito di Curina | Castelnuovo Berardenga (SI) | loc. Curina | s.da p.le 62 | tel. 0577 355 630 | www.villacurinaresort.com

Ristorante Il Buontempone | Macerata (MC) | p.zza U. Pizzarello, 17 | tel. 0733 231 343

 

Gelateria Perlecò | Alassio (SV) | via Torino, 46 |

Gelateria U Magu | Pietra Ligure (SV) | p.zza Castellino, 3 | tel. 019 624151 |

Oleificio Cartechini | Montecassiano (MC) | via Collina, 13 | tel. 0733 290 940 | www.oleificiocartechini.com

Bottega della Canapa | www.bottegadellacanapa.com

Cesena | via Cervese, 1303 | tel.0547 384886

Bologna | via Marsala, 31 | tel. 051 4121290

Ferrara | via Garibaldi, 125 | tel. 0532 243462

Faenza (RA)| c.so Garibaldi, 18 | tel. 0546 061679

 

info

Lucanapa | Potenza | via L. Braille, 18 | tel. 0971 54390 | www.lucanapa.com

AssoCanapa | Carmagnola (TO) | via Morello, 2/a | tel. 011 0447 974 | www.assocanapa.org

 

a cura di Laura Di Pietrantonio
foto Manuela Tolve

 

Articolo uscito sul numero di Luglio 2016 del Gambero Rosso. Per abbonarti clicca qui