Chiuso il Salone del Gusto a Torino si apre Artissima e inizia un lungo week end di eventi internazionali dedicati all'arte contemporanea. Ma il cibo non cede il passo e accompagna, ancora una volta da protagonista, i grandi eventi di Torino.
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Torino ha due grandi vocazioni da capitale: l’arte contemporanea e il cibo. Così, appena concluso il Salone del Gusto, è il momento di ContemporaryArt, con un week-end tutto dedicato all’arte con appuntamenti di livello internazionale. Artissima all’Oval del Lingotto, 194 gallerie da 34 paesi del mondo, un appuntamento unico nel panorama delle grandi fiere mondiali, palcoscenico della migliore ricerca nelle arti visive. Paratissima, l’evento off di Artissima, quest’anno per la prima volta nella location di Torino Esposizioni, splendido edificio progettato da Sottsass e Nervi. E ancora The Others, arte contemporanea nello scenario suggestivo dell’ex carcere delle Nuove, Photissima, tra gli spazi fascinosi dell’ex Manifattura Tabacchi. E, chicca-evento, provocatoria quanto basta, la mostra Shit and Die di Maurizio Cattelan per One Torino di Artissima, nelle sale settecentesche di Palazzo Cavour in pieno centro. Tutto concentrato in un week-end da vertigine artistica.

E il cibo che c’entra? C’entra, c’entra anche questa volta, con proposte food un po’ speciali legate ai vari eventi. Solo ad Artissima per esempio accade che un intero ristorante di alto lignaggio, La Credenza di San Maurizio Canavese, si trasferisca per 3 giorni sulla balconata dell’Oval a offrire ad espositori e artisti una ristorazione d’eccellenza. Nuovo look, per colori e decorazioni, e novità anche nella carta della Credenza. Che all’Oval moltiplica le offerte, oltre al ristorante classico con piatti-spettacolo, come gli agnolotti serviti nel tovagliolo con grattata di tartufo bianco d’Alba, o l’uovo di Paolo Parisi con mandorle e fonduta. Gli chef Igor Macchia (che ha già la valigia pronta per partire, appena chiusa Artissima, alla volta di Dubai, dove parteciperà all’Italian Cuisine World Summit) e Giovanni Grasso sono lì a spadellare e a raccontare le loro passioni. Nello spazio bistrot, quest’anno c’è la novità del sushi, anche vegetariano e un’altra novità è l’aperitivo, con due formule esclusive: champagne (Grand Cru Blanc de Blanc Grande Cuvée Encry e La Jolie Fillette Phiippe Gilbert) e sushi, oppure Barolo Brunate Batasiolo e formaggi (20€ in entrambi i casi, con 5 pezzi di sushi e 5 selezioni di formaggi).

Paratissima schiera 600 artisti e creativi, gallerie d’arte contemporanea e di street art, la mostra tematicaThe Dark Side of Beauty con opere di Alighiero Boetti, Nicola Bolla, Rainer Fetting, Nan Goldin, il fotografo del rock Guido Harari, Francesco Bosso e Giovanni Gastel, incontri con artisti, laboratori; e declina la sua anima off anche per la ristorazione. Sotto la volta spettacolare a vela nervata, da cattedrale dell’architettura contemporanea, gioiello di Pier Luigi Nervi, sono installati alcuni dei locali più amati dai torinesi: da M**Bun, agrihamburgeria made in Torino con la cola torinese, la MoleCola, a Poormanger, ovvero tutte le declinazioni possibili della patata al forno, un’idea semplice e geniale che dal locale di via Maria Vittoria si trasferisce qui per il week-end. Poi c’è la celebrata Enoteca Rabezzana, che in uno spazio di bottiglie di vino, opere d’arte e tavoli-botte, propone ogni giorno dalle 18 alle 22, degustazioni di vini Rabezzana con assaggi finger food, abbinate alle immagini della mostra fotografica Gli invisibili, e accompagnate dalle performance live in acustica dei buskers di Paratissima; il panificio Delper, con un progetto di food design per il 2015; e la birra Carlsberg con il C-Lab, il laboratorio creativo, gestito insieme agli artigiani di Corsico 3, in cui si riutilizzano bottiglie vuote birra, trasformate in nuovi oggetti di uso comune: bicchieri, anelli, portalampada. E domenica l’appuntamento è Colazionissima, con colazioni all’insegna di milk art in collaborazione con Delper, Latte FontanaCervo e Lavazza (e colazioni gratis ai primi 100 visitatori di Paratissima che condivideranno le opere di milk art sui propri social media utilizzando l’hashtag #colazionissima.).

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A The Others si punta alle zuppe, con una corroborante ribollita con fagioli e salsiccia e la zuppa di patate della Val di Susa (e volendo c’è pure il cervo in civet), mentre a Photissima il food diventa laboratorio di fotografia in collaborazione con Qubì di via Parma, oltre alla ristorazione fra gli spazi scenografici dell’Ex Manifattura Tabacchi.
Last but not leaast, la mostra-evento di Cattelan, Shit and Die a Palazzo Cavour. Fra le sale settecentesche niente caffetteri,: ma appena si esce, proprio accanto al portone del palazzo, c’è Perino, nome eccellente della panetteria-pasticceria torinese. Dove si trovano per esempio le frittelle di mele della tradizione, ma anche lo strudel alla viennese, la tarte tatin, i deliziosi pasteis di Belem, come a Lisbona. Piccoli capolavori di arte (bianca) internazionale. Mentre tutto intorno si accendono le Luci d’Artista per le vie e le piazze del centro di Torino (non perdetevi l’installazione speciale di Richi Ferrero nel cortile segreto al n. 6 di via Alfieri).
Insomma, a Torino si è lontani anni luce dal panino veloce o una pizzetta mentre si gira per una mostra.

Artissima, www.artissima.it
Paratissima, www.paratissima.it
The Others, www.theothersfair.com/it/
Photissima, www.photissima.it

a cura di Rosalba Graglia