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Ci sono artisti che non si sono mai seduti sugli allori, che hanno sempre saputo ripartire da quello che avevano fatto per creare qualcosa di nuovo, continuamente, un vero flusso evolutivo.

 

Albert Adrià, mente creativa dietro al mitico El Bulli di Ferran Ad

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rià, non è un artista ma uno chef. E anche un artista della cucina, nei fatti. I suoi piani futuri sono costellati di novità, aperture di locali e soprattutto tante idee per riempirli di creatività legata alla gastronomia. Due le opening: a marzo il ristorante giapponese-peruviano Pakta e a luglio il ristorante messicano Yaguarcan, entrambi a Barcellona. Poi c’è il 41°, un locale che era nato come branca del Bulli, per bere un cocktail e assaggiare alcuni appetizer usciti dal prestigioso ristorante del fratello Ferran, e che oggi è sul punto di spiccare il volo con le proprie ali, grazie a una serie di cambiamenti strutturali che lo renderanno un vero e proprio ristorante, esclusivissimo, per gustare il massimo della sperimentazione made in Adrià.

 

Ma andiamo con ordine. Pakta è un concept interessante anche solo a sentirne parlare: cucina a metà tra quella giapponese e quella peruviana per scoprire legami inaspettati che sappiano abbracciare tradizioni gastronomiche apparentemente molto distanti. Gli chef Jorge Muñoz Castro, spagnolo con origini peruviane e Franco Kisic direttamente dal Perù, assieme a Sebastián Mazzola dall’Argentina e and Kioko Ii dal Giappone, daranno vita a questo meltin’ pot culturale. Sul progetto messicano, Yaguarcan – letteralmente “la casa del giaguaro” – invece si sa ancora poco, ma vista la mente che vi è dietro, possiamo aspettarci di tutto e in qualsiasi forma. Se ne riparlerà a luglio, quando aprirà i battenti ufficialmente.
 

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Infine 41°, non la prima creatura di Albert Adrià, ma sicuramente quella che gli permetterà di esprimere in piena liberà il proprio estro dietro i fornelli. Sono in programma numerosi cambiamenti e la trasformazione in un doppio spazio che vedrà al piano superiore un esclusivo ristorante per 16 persone che assaggeranno 41 piccole portate, delle suggestioni sperimentali che sapranno senza dubbio regalare emozioni ai fortunati avventori; al piano inferiore ci sarà un cocktail bar dove bere le specialità miscelate dal barman, magari accompagnandole a tapas provenienti dalle cucine del piano superiore.

 

Alle voci che volevano Albert con le valige in mano alla volta di città come Londra, lui ha risposto di essere molto fiducioso nell’intento di riuscire a portare avanti le proprie idee nella sua Spagna: al momento non c’è alcuna necessità di traslocare altrove.

 

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Per capire davvero il personaggio è importante fare qualche piccolo passo indietro. Nel 2006 Albert inaugurò Inopia, un tapas bar molto innovativo, nel quale ha dato libero sfogo alla propria libertà creativa. Inopia è stato il primo vero “gastrobar”, luogo che rifletteva i valori del bar di quartiere e li coniugava all’alta cucina, altissima. Nel 2010 però chiuse i battenti di questo locale per lasciar posto a Tickets, altra fucina sperimentale e infine al 41°, inizialmente branca del Bulli. E oggi, dopo essere stato una “coctelería-snackería”, questo posto si trasformerà in una vera esperienza sensoriale, come la definisce lo stesso Albert, la “41° experience”, riservata a pochi fortunati – che avranno prenotato rigorosamente on line, come per il Tickets sempre degli Adrià – e che non probabilmente non mancherà di cambiare nuovamente pelle in futuro. Quando sarà il momento di reinventarsi nuovamente.

 

Alessio Noè

09/01/2013