Agrodolce, Dissapore Media, Reporter Gourmet, Spaghetti Junction: in un mondo in vorticosa trasformazione l'enogastronomia in rete cambia volto. I blogger sono cresciuti e hanno progetti che escono dalla blogosfera per avvicinarsi alle testate giornalistiche, alle piattaforme web, alle agenzie di stampa, ai siti e ad altre creature sempre più polimorfe ma sempre meno improvvisate. Ecco alcune delle novità che hanno visto la luce negli ultimi mesi o che ancora aspettano il varo online, in rigoroso ordine alfabetico.
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Agrodolce.it
Lorenza Fumelli – direttore editoriale

Cosa è? Un sito enogastronomico, non un blog. Vogliamo informare o divertire. Non discutere.
Quando sarà online? Tra metà e fine novembre.
Il nome? Agrodolce.
Che significa? È un sito che vuole giocare con gli estremi, come nel gusto: l’agro e il dolce. L’alfa e l’omega. Un po’ flat e un po’ moderno e tecnologico.
In cosa flat? Nella grafica, semplice, a griglia, incisiva, a dispetto del nome un po’ lezioso, con una grossa componente visiva.
Il payoff? Come cibo comanda.
Come nasce? L’idea è di Massimiliano Valente, presidente di Gruppo HTML
Da quanto tempo ci lavorate? Circa 4 mesi.
Quanto è cambiato nella sostanza dal progetto iniziale in questo periodo di tempo? Pochissimo rispetto alle prime conversazioni.
Come è organizzato? Ha 3 anime distinte: una per le ricette con la collaborazione di food blogger brave, con belle foto, video, e molta attenzione all’immagine. Una per la guida di ristoranti: una guida geolocalizzata con recensioni, schede brevi, senza voto. L’ultima è un magazine che parla di chef, programmi televisivi, vino, birra, specialità enogastronomiche, con la partecipazione di importanti firme del settore oppure di personaggi noti a vario titolo legati al mondo del food. Per sintetizzare sarà come un quotidiano che vive di diverse anime: articoli di fondo, altri più legati allo stile e alle tendenze, perché il cibo va raccontato anche con stile e come parte del lifestyle, e poi pezzi più giornalistici e di approfondimento. Non mancheranno parti informazione pura.
Il vostro menu? Chi, ovvero i protagonisti. Dove: con un indirizzario che dà indicazioni su dove mangiare o comprare. Cosa: ovvero cosa mangiare o bere, insomma sui prodotti. Infine come, cioè come preparare una ricetta di un piatto o altro.
Ogni quanto viene aggiornato? Diciamo ci saranno parecchi aggiornamenti al giorno, divisi nelle varie aree.
Qualche rubrica da segnalare? Oltre a quelle già dette ci sarà un’attenzione alla parte televisiva perché oggettivamente è il volano del mondo dell’enogastronomia per la gran parte del pubblico non del settore.
Come siete strutturati riguardo ai social network? Ci sarà Facebook, Twitter (già attivo @agrodolceit) e poi ci sarà una comunity interna al sito, in cui ogni commentatore ha la possibilità di avere la sua home page.
Chi c’è dietro? Il Gruppo HTML, una realtà nativa web, che produce siti tematici (motori.it, greenstyle.it). Nel lavoro di progettazione la parte relativa alle strategie web è stata molto presente. È un prodotto editoriale web, parte da una conoscenza specifica di questo ambiente. Ed è orgogliosamente diverso dai blog.

www.agrodolce.it

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Dissapore Media Network
Vincenzo Pagano – Direttore

Cosa è? Un network.
Da quando è online? La nuova veste grafica è uscita a metà settembre, in realtà sottopelle c’erano stati già dei cambiamenti da prima. Per esempio la trasformazione delle risorse interne: abbiamo generato degli spin off nati da ex collaboratori che stanno facendo altre cose. Il nuovo layout è nato quando alcune modifiche strutturali erano già avvenute.
Il nome: Scatti di Gusto risale al 2000, era il titolo di una mia mostra fotografica che aveva per sottotitolo grandi cibi in grande formato; poi l’ho ripreso perché ho sempre pensato che il cibo sul web potesse essere raccontato con la fotografia. All’inizio era complicato perché l’idea dominante era quella del recensore anonimo, ovviamente incompatibile con le esigenze di chi vuole scattare delle buone foto. Poi l’immagine ha acquisito un ruolo determinante. Non che sia stato il primo, ovvio. Dissapore invece gioca sui termini, sapore ma anche polemica e dibattito, mentre il gioco di parole con Spigoloso, che è dedicato alle ricette, è quello evidente della golosità.
Payoff? Scatti di Gusto: ovunque vuoi mangiare. Dissapore: niente di sacro tranne il cibo.
Come nasce? Io e Massimo Bernardi abbiamo unito le forze dei nostri siti per fare un network che coprisse diverse aree di questo mondo. Rimane una realtà con diverse anime: Dissapore, Scatti di Gusto, Spigoloso.
Da quanto tempo ci lavorate? Abbiamo iniziato a lavorare sulla linea editoriale verso febbraio, il layout l’avevamo pronto abbastanza velocemente, già a febbraio, durante Identità Golose, lo abbiamo fatto vedere per avere i primi pareri. Poi abbiamo lavorato su alcune funzionalità. Ci sono stati molti aggiustamenti nell’ultimo mese, dal cambio grafico a oggi, e continueranno a esserci. La veste grafica è simile ma non uguale.
Quanto è cambiato nella sostanza in questo periodo di tempo rispetto al primo progetto? Il cambiamento ha riguardato soprattutto l’interfaccia, l’attenzione nei confronti di chi doveva leggerlo. Spigoloso è rimasto più fedele rispetto all’idea iniziale. Ma già stiamo studiando dei cambiamenti, basta una mail che invia un lettore che permette di migliorare il prodotto. Il web è fluido, in continua evoluzione. Scatti dalla prima uscita a oggi ha fatto una ventina di cambiamenti importanti, tra quelli visibili a quelli che non si vedono. Alcuni di queste trasformazioni sono passate a Dissapore Media Newtwork.
Come è organizzato? Nel progetto che abbiamo e che contiamo di portare a compimento nei prossimi 12 mesi, stiamo cercando di coprire le aree di maggiore interesse per i lettori, secondo quanto emerso dalla nostra esperienza degli ultimi 3 anni e mezzo. Assecondiamo quel movimento e suggeriamo altre cose agli appassionati di gastronomia. I tre siti hanno tre specializzazioni diverse: Scatti di Gusto punta sui ristoranti e il mangiare fuori. Dissapore lancia uno sguardo critico e apre alla polemica sul mondo del cibo, i suoi attori, i protagonisti, senza recinti ma cercando di interessare un pubblico quanto più largo possibile. Spigoloso è dedicato al cucinare a casa. Ci sono delle aree di contiguità o sovrapposizione, per esempio su Dissapore la collaborazione con Gente del Fud, che durerà un anno, porterà a interagire con altri mondi della gastronomia.
Il vostro menu? Rimangono le vecchie categorie. per Scatti: cibo, ristoranti, vino, notizie, stile. Su Dissapore cibo, ricette, indirizzi, ristoranti, notizie; anche se spesso alcuni argomenti sono acavallo tra una rubrica e l’altra. Su Spigoloso ci sono ricette, sapori, cucina, tradizioni, cibo. Il cibo è motore del sito, poi ogni volta si decide dove e come lo vogliamo declinare. Può capitare ci siano ci sono due pezzi sullo stesso argomento: uno è la presa diretta, quindi la prima impressione, un’altro è il pezzo più ragionato, quasi un editoriale. D’altra parte il menu di ogni sito include anche le notizie sugli altri due siti.
Una caratteristica da segnalare? Le rubriche inaspettate rispetto al taglio del sito, per esempio la ricetta perfetta su un sito di discussione come Dissapore; o l’attualità delle nuove aperture o delle guide su Scatti che è dedicato al mangiar fuori con recensioni e foto. Siamo molto trasversali. Spigoloso ovviamente è più lineare ma sempre aperto al dialogo con i lettori.
Ogni quanto viene aggiornato? C’è una certa variabilità dovuta all’attualità, c’è una parte programmata e una parte che si genera d’impeto, legata all’arrivo di una notizia. Per questo possiamo definirci un incrocio tra un’agenzia di stampa, un magazine, un settimanale, un contenitore di notizie e ricette,e un flusso di notizie come quello delle tv. Cerchiamo di essere abbastanza duttili. Ci sono dei capisaldi ma possono cambiare in 5 minuti. E poi seguiamo i lettori: un anno fa nel week end il calo dei contatti era evidente, ora con i tablet è diverso. Bisogna tenerne conto.
Come siete strutturati riguardo ai social network? Presenti su Twitter (@dissapore @scattidigusto) e Facebook da tanti anni anche come profilo personale, la pagina di Scatti è arrivata molto più tardi e oggi ha più di 6300 like e quella di Dissapore più di 10.000.
Chi c’è dietro? Vincenzo Pagano e Massimo Bernardi. Ci siamo ritagliati due ruoli distinti che nella realtà spesso si sovrappongono. È tutto molto fluido, questo è un modo per rispondere velocemente sul web.
Come vi finanziate? Pubblicità e sponsorizzazioni

www.dissapore.com
www.scattidigusto.it
www.spigoloso.com

Reporter Gourmet
Pietro Pio Pitzalis – fondatore

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Cosa è? Reporter Gourmet srl è una società editoriale che si occupa di enogastronomia a 360° (ristoranti, chef, hotel, vini e birre, prodotti e aziende, bar e pasticcerie, eventi), una testata giornalistica con un direttore responsabile e anche una guida on line con le varie sezioni.
Da quando è online? Il sito è on line da giugno 2013 con la nuova versione, testata giornalistica e società editoriale. Ma era già on line precedentemente come blog dal maggio 2011
Il nome? Reporter Gourmet
Che significa? Pensando a internet e a un mercato globale, pensando alla futura traduzione in inglese, volevo un nome che potesse essere il più internazionale possibile, facilmente riconoscibile in tutto il mondo e semplice da ricordare, che andasse bene in Italia come all’estero. Due parole conosciute in tutto il mondo, che unite suonano bene e che descrivono il senso del sito: il reporter che è anche gourmet, che va in giro, scatta fotografie, curiosa, e riporta notizie sul mondo enogastronomico.
Payoff? La ricerca del gusto
La vostra mission? Divulgazione enogastronomica in tutti i suoi aspetti, vogliamo dare alle persone un valido strumento per documentarsi con correttezza e imparzialità su questo meraviglioso mondo.
Come nasce? Nasce dalla mia passione per il cibo e il vino di qualità, qualcosa che mi porto dietro sin da ragazzino. Intono ai 40 anni c’è stata una svolta, quando ho deciso di chiudere con il lavoro che avevo fatto per oltre vent’anni e dunque un po’ anche con la vita precedente.
Una caratteristica da segnalare? La particolare attenzione agli aspetti grafici e fotografici, e la validità degli argomenti.
Da quanto tempo ci lavorate? Ho iniziato a pensarci dalla fine 2010, anche se il progetto vero e proprio del sito, e degli aspetti da curare è cominciato nel settembre 2011; la società editoriale invece nasce nel gennaio 2012 e per tutto il 2012 si è lavorato per sviluppare il progetto del sito poi realizzato da una società esterna.
Come è organizzato? Per il momento è organizzato e pianificato quasi tutto da me ed altri due collaboratori, per quanto riguarda gli aspetti commerciali che per la gestione-manutenzione del sito, il caricamento degli articoli, le foto e così via.
Quanto è cambiato nella sostanza in questo periodo di tempo rispetto al primo progetto? È emerso inaspettatamente il grande successo della parte giornalistica, con validi collaboratori e buon consenso di pubblico.
Il vostro menu? È diviso in due aree, una più giornalistica con diverse voci: tendenze italiane, tendenze europee, world wide, world top, dormire fuori, arte & cibo, prodotti, la tradizione italiana, eventi, dormire in Europa, mangiare in Europa. Una seconda parte è invece una guida di ristoranti e pizzerie, hotel e b&b, bar e pasticcerie, vini e birre, prodotti e aziende. A questo si aggiungono le voci photo gallery e video gallery.
Ogni quanto viene aggiornato? 2-3 volte alla settimana, da novembre passiamo a 5 volte alla settimana con una notizia nuova ogni giorno.
I collaboratori principali chi sono? Collaborano con me giornalisti e addetti al settore già affermati tra i quali: Alessandra Meldolesi, Roberto Mostini, Lido Vannucchi, Carlo Spinelli, Bob Noto. In futuro prevediamo altre collaborazioni rilevanti.
Come siete strutturati riguardo ai social network? Abbiamo un profilo Twitter creato da poco tempo (@ReporterGourmet), in contemporanea con l’uscita del sito, per quanto riguarda la pagina Facebook è presente da prima; dall’inizio anno a oggi ha raggiunto i 10.000 fans.
Chi c’è dietro? Io, Pietro Pio Pitzalis, con tutta la mia passione ed i miei sogni.
Come vi finanziate? Con sponsorizzazioni, banner e con la vendita delle schede alle aziende, ristoranti e simili.

www.reportergourmet.com

Spaghetti Junction
Andrea Sponzilli – responsabile e socio con Alessandro Bocchetti e Giulio Bagnale

Cosa è? Un magazine online di cultura enogastronomica italiana, rivolto anche a un pubblico straniero.
Quando sarà online? Il 21 ottobre
Il nome? Spaghetti Junction
Che significa? Fa riferimento alla matassa intricata, per esempio di spaghetti, o agli incroci delle autostrade americane.
La vostra mission? Raccontare l’Italia dei produttori, dei ristoranti, degli artigiani in una logica da magazine. L’eccellenza dell’Italia vera, non quella patinata. Per questo ci sono anche le ricette delle mamme… le mamme vere, non quelle da pubblicità. L’idea di fondo è che gli italiani inizino a presidiare la comunicazione verso l’estero di uno dei comparti più forti del made in Italy. Cosa che finora è stata lasciata agli stranieri in transito o di stanza in Italia. Sarà una bussola per orientare le persone (italiani o stranieri) nelle diverse città. Non è un magazine legato necessariamente all’attualità dell’evento o dell’episodio da segnalare. Per quello c’è il nostro blog, meno istituzionale.
Da quanto tempo ci lavorate? Un anno scarso.
Quanto è cambiato nella sostanza in questo periodo di tempo? Dal punto di vista editoriale il progetto era chiaro da subito. Abbiamo lavorato sulla costruzione del timone, la definizione sezioni, la struttura del sito. Il logo ancora non c’è perché verrà selezionato attraverso un concorso con lo IED.
Il vostro menu? Mangia: che include tutto quel che riguarda il cibo: la tavola (con una guida senza punteggi), lo street food, le storie di sala, la strana coppia (tutorial o approfondimenti sulle ricette), mamma (ricette casalinghe), chef (ricette di grandi chef), degustazione di prodotti. Bevicon articoli su vini, birre, storia di banconi, recensioni di bar. Amache racconta di un’Italia non strettamente collegata al mondo del food: c’è il paesaggio italiano con racconti di diverse aree d’Italia (suggestioni enogastronomiche, artigianali, ambientali e non solo), prodotti e produttori, pasta, città con microitinerari per scoprire le città anche in pochi giorni, artigiani non necessariamente legati al mondo del gusto, olio e lenzuola ovvero alberghi.
Ogni quanto viene aggiornato? Il magazine ha un timone mensile, ma i caricamenti sono giornalieri e alcune rubriche avranno una cadenza settimanale. Tutti i materiali pubblicati, testi, foto, video, sono autoprodotti, sono tutti contenuti originali. Per i video stanno partendo collaborazioni con giovani filmaker.
Una caratteristica da segnalare? È completamente tradotto in inglese.
Come siete strutturati riguardo ai social network? C’è la pagina di fb Spaghetti junction, e poi twitter @spagojct ed instagram spaghettijunctionit
Chi c’è dietro? Un gruppo di appassionati del settore: Alessandro Bocchetti, Giulio Bagnale, Giorgio Melandri, Paolo Trimani, e me. Poi ci sono vari collaboratori.
Come vi finanziate? C’è la pubblicità e poi una struttura che opera nel settore enogastronomico con attività di vario genere.

www.spaghettijunction.it