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Se negli ultimi dieci anni bar e ristoranti sono aumentati del 10,6%, con un saldo attivo nel periodo 2005-2011 (calcolando aperture e chiusure) di 11mila nuovi locali, ora la crisi si fa sentire e comicnia a mordere. Secondo uno studio della FIPE, appena pubblicato, i prezzi in bar e ristoranti sono aumentati in un anno )l'ultimo) "solo" del 2.2% a fronte di un'inflazione del 3.2%.

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“E’ dall’inizio del 2011 che i prezzi di ristoranti e bar mantengono un profilo di crescita moderata in un contesto inflattivo vivace, in particolare nei servizi pubblici locali (acqua, elettricità, rifiuti) e nei prodotti alimentari, voci entrambe pesanti nei costi della ristorazione” afferma lo studio Fipe.

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In particolare per i bar, lo studio prende a esempio caff, cappuccino e panino, elementi simbolo dei locali con il bancone. Rispetto ad un anno fa il caffè è aumentato di tre centesimi e il cappuccino di due. Attualmente il prezzo medio in Italia (da Nord a Sud) della tazzina di espresso è di 93 centesimi di euro, mentre per un cappuccino sono necessari, sempre in media, 1,25 euro.
Il panino (tra chi pranza abitualmente fuori casa lo sceglie uno su quattro) ha un prezzo medio di 2,86 euro con un aumento di otto centesimi rispetto ad un anno fa.

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Ma lo studio prende in esame anche ristoranti e pizzerie: qui l’inflazione è ancora più fredda. In un anno i prezzi sono aumentati dell’1,9%. Oggi per un pasto in pizzeria (pizza+ e bibita) sono necessari 8,81 euro, 21 centesimi più di quanto si spendeva un anno fa (valori medi).

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“Questa debole dinamica dei prezzi è la prova provata di una domanda che non tira. Nel primo semestre di quest’anno le vendite reali della ristorazione, ovvero al netto dell’inflazione, sono calate dell’1,9%” afferma Fipe. E a dimostrazione cita i dati di Infocamere: tra gennaio e giugno del 2012 hanno cessato l’attività 14.004 imprese e se ne sono iscritte 9.063. Mancano 5mila aziende all’appello, in appena sei mesi.

13 settembre 2012