Cru significa unicità. Un cru è un territorio che ha caratteristiche morfologiche uniche che lo differenziano da quelli circostanti. Caratteristiche che rendono i prodotti che vi si coltivano assolutamente unici e irripetibili. Vediamo se Studio Cru, ufficio stampa (ma non solo) di Vicenza, è davvero così unico.

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Studio Cru nasce a Breganze nel 2007 con l’obiettivo di applicare il concetto di cru ai marchi, alle aziende, ai prodotti di cui si occupa: “Li analizziamo, li studiamo, cerchiamo e infine troviamo il linguaggio più adatto per raccontarli e renderli unici”. Spiega il founder Michele Bertuzzo“Il nostro lavoro è mettere in connessione le persone, fare circolare informazioni e idee”. Oggi la sede dello studio si è spostata a Vicenza e la squadra si è allargata: oltre a Davide Cocco, braccio destro dagli albori, Claudia Zigliotto, Anna Sperotto, Silvia Blakely e Laura Ferraro.

Acqua Crua - foto: Ettore Franceschi

Acqua Crua – foto: Ettore Franceschi

Vi siete dedicati fin da subito al food & wine. Per scelta, prevedendo la forte espansione, o per puro caso?

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Nel 2007 non si poteva prevedere tutto questo interesse verso l’enogastronomia ma, se possiamo attribuirci un merito, abbiamo cercato fin da subito di specializzarci in un settore solo. E dato che la passione per vino e cibo era comune, ci siamo dedicati all’enogastronomia. Tra l’altro i clienti provenivano sempre da questo settore.

In quanti collaborate oggi?

Oltre allo staff interno, composto da sei persone, lavoriamo con collaboratori esterni: fotografi, grafici, sviluppatori. Ovviamente coordinando di volta in volta le diverse attività che fisiologicamente tenderebbero a rimanere settoriali. Questa capacità è cresciuta anche grazie ai nostri clienti, che nel tempo hanno richiesto strumenti e competenze diverse, e noi ci siamo adeguati.

Cru significa unicità. Studio Cru in che si differenzia?

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La nostra unicità sta nel cercare l’unicità dei nostri clienti. Sono da sempre affascinato dall’idea di cru, dal fatto che i francesi abbiano dato così tanta importanza a un prodotto solo per il fatto che proviene da un luogo. Così, questa attitudine ce la voglio avere anche con i clienti. Il che implica approfondire la conoscenza di quest’ultimi, individuare il punto di forza, l’unicità, e sviscerarlo fino a che non si ha un ritorno economico.

Qualche esempio pratico?

Con Acqua Crua e Giuliano Baldessari abbiamo individuato una specificità: la purezza. Così abbiamo cercato di comunicarla attraverso un sito pulito e una comunicazione non urlata. Siamo voluti partire in sordina e ha funzionato. Mentre con la cantina Quota 101 abbiamo puntato sulla freschezza dell’azienda, partita solo nel 2011 nonostante abbia acquisito il nome della vecchia gestione. Seguendo la logica dell’unicità, abbiamo ideato un decalogo del vino dissacrante e abbiamo chiesto a degli illustratori di disegnare una mappa illustrata per degustatori romantici. Si voleva rompere gli schemi, segnando anche una spaccatura con la vecchia proprietà. Anche in questo caso la nostra strategia ha premiato.

Che requisiti deve avere l’addetto all’ufficio stampa di food?

Dando per assodata la competenza: pazienza, di comprendere e capire il cliente; tempismo (il troppo presto e il troppo tardi non devono esistere se si sta organizzando un evento), e capacità di lettura delle notizie. Quindi a un giornalista enogastronomico invio un comunicato stampa solo quando lo ritengo notiziabile. Qui risiede la capacità di proporre la notizia. Ecco perché mi comporto come se avessi due committenti: da una parte il cliente, dall’altra il giornalista che, parliamoci chiaro, ha tutto il diritto di non comprendere il linguaggio aziendale. Devo dunque essere utile al giornalista, tanto quanto sono utile al mio cliente, ovviamente sempre nell’interesse di quest’ultimo.

Quali sono i compiti?

Individuare la strategia per comunicare al meglio il cliente; creare il comunicato stampa o l’invito; mantenere i contatti anche attingendo a Facebook; essere presente durante gli eventi.

L’ufficio stampa ai tempi dei social come si deve comportare?

Deve lavorare il doppio perché la mole di lavoro è aumentata. Quasi mai i nostri clienti vogliono autogestirsi i profili social, quindi delegano tutto a noi. E questo è assolutamente un bene perché così riusciamo a integrare i social con l’ufficio stampa e a dare diffusione e soddisfazione al giornalista che si è interessato al progetto.

Quali, invece, non sono i compiti dell’ufficio stampa?

Tutto quello che rientra nelle mansioni del cliente. Vietato sostituirsi a quest’ultimo.

L’errore imperdonabile per un addetto all’ufficio stampa?

Ripeto: sostituirsi al cliente. L’ufficio stampa non si deve far prendere troppo né dalle logiche aziendali, tanto meno dalle logiche redazionali. Deve mantenere un punto di vista distaccato facendo da portavoce al cliente, non da voce. Ecco perché quando parliamo di un cliente non lo facciamo in prima persona, non per deresponsabilizzarci ma per sottolineare i vari ruoli. Altrimenti assolderebbero un interno!

Cose da non scrivere nei comunicati stampa?

Eliminare del tutto gli aggettivi: al bando favoloso, bellissimo e così via.

foto: Carlo Fantinellifoto: Carlo Fantinelli

Chi sono i vostri clienti?

 

Per un 70% sono cantine, la percentuale restante è composta da ristoranti e aziende alimentari. Per ognuno di loro studiamo una strategia sartoriale. Per Acqua Crua, come anticipato sopra, abbiamo deciso di cominciare in sordina. Niente inaugurazioni ma solo inviti mirati, che poi nella ristorazione sono quelli più utili, sia per il giornalista che per il cuoco/ristorante. E anche per noi, perché si creano con i giornalisti dei rapporti più consolidati. Per le cantine, invece, organizziamo molti eventi o degustazioni.

Finora hai parlato solo di giornalisti. I blogger?

Nel settore del food la figura del blogger è molto cambiata, ha sviluppato competenze e spesso collabora con le testate. Diciamo che i due mondi, blogger e giornalisti, non sono più così distanti. Tra l’altro molti giornalisti andati in pensione continuano a scrivere, magari in un loro blog. E questi in che categoria li mettereste? Sono blogger? O rimangono pur sempre giornalisti? L’unica distinzione che faccio, solamente perché la fanno in primis i clienti, è tra chi scrive pezzi lunghi e chi invece utilizza i social per scrivere poche righe di post o twittare. In questo caso per il cliente continuano ad avere più valore i primi. O meglio, non sono ancora sostituibili con i secondi.

Parliamo di inviti mirati a una cena. Poi il giornalista/blogger deve scrivere un pezzo?

No. Facciamo sempre presente al cliente che non è detto che scrivano e che noi non possiamo chiedere di scrivere. Detto questo cerchiamo di invitare solo coloro con i quali si è creato un rapporto di fiducia, e che dunque se sono rimasti soddisfatti, scriveranno.

Se non c’è la notizia?

È qui che si vede la bravura dell’ufficio stampa. La notizia la si può confezionare ad hoc.

Chi sono gli influencer?

Preferisco parlare di opinion leader. Nel food per esempio c’è Luigi Cremona, nel vino Marco Sabellico. Ma solo per fare due esempi.

L’errore più assurdo che avete fatto?

Anni fa, utilizzando un programma di newsletter e di gestione email, al posto degli auguri di Natale, abbiamo inviato una foto con la faccia di Dario Cecchini con una fiorentina in mano (la foto l’avevamo usata per fare delle prove). La cosa incredibile è che abbiamo ricevuto pure parecchie mail di ringraziamento!

Il maggior momento di difficoltà?

Quando mi sono trovato di fronte Bernard Magrez (uno dei nomi più noti e importanti dell’enologia francese) e non ho potuto dargli la mano perché insanguinata! Era uno dei nostri primi grandi lavori, il committente era proprio lui. Avevamo organizzato una bella degustazione con annate e giornalisti importanti, pianificando tutto. Tutto, tranne l’arrivo dei bicchieri, che sono arrivati tardi e pure asciugati male. Così, noi dello staff, ci siamo messi ad asciugarli. Il resto della storia ve l’ho anticipato.

www.studiocru.com

a cura di Annalisa Zordan

illustrazione: Giulia Sagramola

 

Gli uffici stampa del food&wine

1: MAGENTAbureau di Milano

2: AromiCreativi di Verona

3: MGLogos di Roma