Nella capitale inglese il primo negozio all'estero di Campagna Amica: all'ombra del Big Ben, filiera corta e sapori artigianali. Parole chiave: strategie di marketing, tecnologia, servizi e tanta qualità.
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Sul bancone c’è il pecorino avvolto nella paglia da 24 mesi, dagli scaffali pende il pomodorino del Piennolo del Vesuvio e ci sono perfino le conserve fatte a mano da un’artigiana di Frosinone. È una sfida a chilometri-zero quella di Massimo Santoro, pioniere dei sapori Campagna Amica a Londra: il suo Italian Farmers è il primo negozio estero con l’etichetta Coldiretti.

Una scommessa ancora tutta da giocare, soprattutto in una metropoli come la capitale inglese, ma i presupposti per il successo ci sono: “Siamo gli unici fuori dall’Italia” racconta al Gambero Rosso “abbiamo aperto solo da un mese ed abbiamo già tanti clienti, molti dei quali internazionali. Ogni weekend facciamo l’aperitivo, all’italiana: la gente è curiosa e assaggia“. L’asso nella manica? Una marcia in più nel settore dei trasporti. “Il mio socio ha una compagnia di logistica” spiega Massimo “quindi una parte importante del nostro business è legata all’arrivo dei prodotti freschi dall’Italia: abbiamo base a Roma, ma parte tutto da Bergamo. Le scamorze e il pane, ad esempio, arrivano sempre di giovedì”.

Ad ogni cliente, Massimo racconta la propria storia sfoderando anche un discreto inglese: “A Roma organizzavo eventi e mi occupavo di catering” ricorda “ero un venditore e un organizzatore. Ho fatto esperienze anche nel settore della logistica e delle risorse umane. Ma in Italia investire è impossibile, se lo fai sei un pazzo scatenato. A Londra, invece, ci sono 12 milioni di persone e puoi trovare la tua nicchia. E io ho sempre amato il vino e la buona cucina”. Da qui, la voglia di partire: “Mi sono trasferito in Inghilterra apposta per aprire il negozio” confida “anche se all’inizio ero arrivato con l’idea di creare una e-commerce di mozzarelle, visto che a Londra è difficile trovare quelle originali. Una volta arrivato qua, però, mi sono reso conto di poter fare un passo in più: prima ho fatto una ricerca di mercato, poi ho cercato la zona della città che potesse essere perfetta per la mia idea. Ho aperto il negozio a Finsbury Park perché è una zona residenziale che sta crescendo molto. Si sta bene, economicamente, e la fermata del bus è proprio qui davanti“.

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Spazio anche per il marketing e la tecnologia: come la maggior parte delle attività commerciali londinesi, il negozio ha la wifi gratuita e la reward card. Non manca neanche la fanpage Facebook /Theitalianfarmers mentre il profilo Twitter @ItalianFarmers e il sito web sono ancora da sviluppare.

Scorrendo con gli occhi i ripiani viene l’acquolina in bocca: affettati e formaggi, paste e ripieni, vini e dolci. Pochi, pochissimi, i marchi mainstream, e dei migliori: “Volevamo essere differenti dagli altri negozi italiani presenti a Londra e nel quartiere. Qui, infatti, è tutto artigianale” continua il giovane imprenditore, lanciando un’occhiata alla porchetta poggiata su uno dei tavoli “perché l’accordo con Campagna Amica prevede che il 70% della nostra merce provenga dai produttori Coldiretti: possiamo scegliere fra 5mila aziende diverse. Tra loro, c’è un’anziana produttrice del Lazio che ci fornisce creme biologiche per condire la pasta: quando le abbiamo proposto il nostro progetto ci ha spiegato che poteva inviarci le creme un poco per volta perché le prepara tutte a mano. Tra le specialità, molti prodotti toscani e pure qualcuno dalla Sicilia come il cioccolato di Modica e la pasta di grano duro realizzata ad Enna. E poi abbiamo i pomodorini del Piennolo: nascono solo sul Vesuvio, la buccia spessa li protegge e così possiamo mangiarli anche dopo sei mesi dalla raccolta”. Non c’è ombra di etichette in inglese: “Non ce n’è bisogno” prosegue Massimo “perché nel Regno Unito non esiste più una legge che lo impone, come invece avviene in Italia”. Italian Farmers sembra quasi un’isola gastronomica.

Il negozio si trova a Stroud Green Road e resta aperto per dodici ore al giorno, dalle 8:30 del mattino in poi, e rappresenta anche un’opportunità di lavoro anche per altri due ragazzi italiani: dietro il bancone, anche l’amico Giuliano Rinaldi e la ragusana Eliana Campo: “Anche io sono arrivata a Londra da poco”spiega lei “dopo appena due giorni dal mio arrivo ho conosciuto Massimo e ho cominciato a lavorare nel suo negozio. Un vero colpo di fortuna”.

The Italian Farmers | Gran Bretagna | Londra | 186, Stroud Green road | tel. +44.7455930837

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a cura di Francesca Marchese
foto di copertina: Francesca Marchese. Da sinistra, Giuliano Rinaldi, Massimo Santoro, Eliana Campo