Italian Grape Ale. Nasce lo stile di birra solo italiano. Vol. 2

4 Mar 2016, 12:32 | a cura di William Pregentelli

Mosti e uve diversi per produrre birre diverse. Sono le Italian Grape Ale. Oggi ve ne presentiamo 12, di 6 birrifici diversi.

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Da poco tempo il Beer Judge Certification Program ha riconosciuto uno stile brassicolo tipicamente italiano. Si chiama Iga, Italian Grape Ale (LINK). E prevede l'uso di uva o di mosti. Dal 2006 a oggi, in quasi 10 anni di storia, ci sono stati diversi esempi di questa birra. E la situazione continua a crescere. Vi presentiamo le migliori Iga nostrane.

 

Barley

Nicola Perra e Isidoro Mascia iniziano la loro avventura brassicola nel 2006. Dopo le prime cotte ispirate a stili internazionali, si fa subito spazio la voglia di sperimentare, ed ecco la BB10: il mosto è arricchito con sapa di Cannonau (della cantina Argiolas), vitigno autoctono che dà vini di buon tenore alcolico, dagli aromi che spaziano dai frutti di bosco alle spezie. Queste caratteristiche si integrano perfettamente a quelle dello stile scelto, l'Imperial Stout, contraddistinto da buona alcolicità, struttura solida, sentori torrefatti che virano verso toni di frutta nera.

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Ma la BB10 non è l'unica Italian Grape Ale della scuderia: la BBEvò prevede nella ricetta la sapa di Nasco, un vitigno che in Sardegna viene normalmente utilizzato per produrre l’omonimo vino liquoroso, da dopo pasto. Per rifarsi alla tradizione vinicola, Nicola ha creato la ricetta facendosi ispirare dalla birra da meditazione per antonomasia, il Barley Wine, a cui abbinare appunto la sapa di Nasco.

Poi troviamo la BB9, che nasce dall'amore del birraio per il vino di un'azienda di Magomadas, la cantina Zarelli, che produce una Malvasia secca, leggera e profumata, l'Inachis, la cui sapa è utilizzata per questa birra. Gli esteri fruttati ed eleganti della Malvasia sono perfettamente conservati grazie anche ad un lavoro puntuale sui luppoli.

L'ultima nata di questa serie di birre speciali è la BBboom, in cui viene aggiunta la sapa di un altro vitigno sardo, il vermentino, giocando sulla secchezza e la freschezza che contraddistinguono questo vino.

Barley | Nicola Perra | Maracalagonis (CA) | via Colombo | tel. 070 789496 | www.barley.it

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Loverbeer

Ècerto che per comprendere pienamente il carattere delle birre di Valter Loverier sia necessaria una consapevolezza e una cultura birraria che va un po' al di la di quella del semplice curioso. Il birrificio nasce nel 2009 con la produzione di cinque birre messe a punto in una decina d'anni da homebrewing. E la prima in assoluto è proprio la BeerBera, sul mercato dal 2010, ma i cui esperimenti iniziano già nel 2002: fermenta in tini di rovere grazie all'aggiunta nel mosto di uva barbera pigiata e diraspata che Valter acquista presso Antonio Rabino di Cascina Pioiero, nel Roero. Èuna fermentazione che parte grazie ai lieviti indigeni presenti sulla buccia delle uve e quindi diversa dalla famosa fermentazione spontanea dei Lambic, attivata dei microrganismi presenti a sud ovest di Bruxelles: la potremmo definire una fermentazione piemontese.

Discorso diverso per la DuvaBeer, caratterizzata dall'impiego di un lievito belga utilizzato per fermentare il mosto di birra unito a quello della Freisa dell'azienda Terra dei Santi: il lievito lascia un maggior residuo zuccherino e rende questa birra un omaggio all'antica tradizione di vinificare la Freisa in versione frizzante e dolce.

Ma c’è un'altra Italian Grape Ale nella gamma di LoverBeer, prodotta in piccole quantità ma di grande successo: la Nebiulin-a: nasce nel 2009 da uve nebbiolo di La Morra e appare sul mercato solo nel 2013 come assemblaggio di tre annate di birra fermentata e maturata in barrique (tipo Geuze) ma con in più l'aggiunta di una quarta parte di uva, un doppio tributo alla birra più tradizionale del Belgio e al vino più importante del Piemonte.

Loverbeer | Walter Loverier | Marentino (TO) | s.da Pellinciona | tel. 347 3636680 | www.loverbeer.com

 

Montegioco

Nel punto in cui Piemonte, Liguria ed Emilia intrecciano i propri confini, nel luglio del 2004 nasce il birrificio Montegioco. Siamo nella Val di Grue, nel tortonese, dove Riccardo Franzosi, si avvicina al mondo della birra (come molti) iniziando a produrla in casa.

La prima gamma di birre nasce dal ricettario casalingo (Runa, una Blonde Ale; Ratweizen, una Weizen; Demon Hunter, una Strong Ale) e la Bran, un'Imperial Stout.

Poi, sperimenta altro: la Dracoai mirtilli; la Quarta Runacon le Pesche di Volpedo, e la Tibir con mosto di Timorasso. Riccardo scherza, ma nemmeno troppo, quando racconta che il metodo produttivo da lui utilizzato è quello della cadrega, cioè la sedia come strumento d'attesa: brassare e poi attendere il tempo necessario affinché la magia della fermentazione faccia il suo corso.

Al momento le Italian Grape Ale sono due, la Tibir con uve timorasso, e la Open Mind, all'inizio della produzione con barbera, e oggi con croatina. Montegioco collabora con alcune delle aziende vinicole più importanti del tortonese non solo per le uve ma anche, per le botti: La Colombera, Walter Massa, Claudio Mariotto e Terralba sono le realtà vinicole che si sono prestate al gioco degli incontri tra la birra e il vino. Ma Riccardo non ricerca gli aromi vinosi, quanto il ricordo del frutto: l'uva viene aggiunta in fermentazione, rimanendo nella birra per diverse settimane.

Montegioco | Riccardo Franzosi | Montegioco (AL) | fraz. Fabbrica, 1 | tel. 335 5748181 | www.birrificiomontegioco.com

 

Toccalmatto

Bruno Carilli è il birraio di Toccalmatto, birrificio di Fidenza che dal 2008 si è ritagliato uno spazio molto importante nel panorama brassicolo italiano. Originalità, personalità, innovazione mai fine a sè stessa: è questa la filosofia del birrificio. Birre fortemente caratterizzate, vicine come impianto stilistico a quello americano e anglosassone, non solo per gli utilizzi dei luppoli, ma anche per l'approcio rigoroso alla produzione. Ma sarebbe riduttivo racchiudere la gamma di Toccalmatto entro certe etichette; ultimamente si sta lavorando molto anche sulle birre acide e sulle Barrel Aged. E all'interno di questo continuo percorso di ricerca, le cui suggestioni rimbalzano da una parte all'altra dell'Oceano, c'è un'ancora territoriale, che lega una delle sue birre alla Bassa.

La Jadis, pur nella sua originalità, ha cuore emiliano in quanto realizzata con l'aggiunta di mosto di uve fortana. Come stile di partenza è una Double Blanche, una Blanche leggermente più strutturata e alcolica, tipologia abbastanza originale e assolutamente in linea con la filosofia produttiva del birrificio, a cui viene aggiunto il mosto di fortana. L'azienda vinicola con la quale Riccardo ha deciso di collaborare è la Cantina Bergamaschi, una delle più tradizionali produttrici di Fortana del Taro, a Samboseto (il paese della leggendaria Trattoria Cantarelli). Il fortana, allevato su terreni sabbiosi e spesso su ceppi a piede franco, è stato utilizzato, oltre che per la sua spiccata tipicità, per il suo aroma di frutti di bosco e frutti rossi, freschi e intriganti che si amalgamano perfettamente alle note agrumate di mandarino e buccia di arancia, proprie dello stile di riferimento.

Toccalmatto | Bruno Carilli | Fidenza (PR) | via San Michele Campagna 22/c | tel. 0524 533289 | www.birratoccalmatto.com

 

Bruton

Jacopo "Apo" Lenci e Andrea Riccio. Il fondatore del birrificio e l'attuale birraio. Anima punk il primo, ingegnere il secondo. Da una parte un vulcano di idee, dall'altra metodicità e costanza. Uno lucchese, l'altro pisano. La collaborazione nasce nel 2009 e da subito alle complesse birre in stile belga create da Jacopo, si aggiunge un apporto di eleganza e finezza grazie al lavoro di Andrea, appassionato di basse fermentazioni. Una gamma che non tenta di stupire con eccessi, improntata alla ricerca di equilibrio, sia al naso che al palato. Jacopo è cresciuto in mezzo alle vigne; la sua famiglia possiede la Fattoria di Magliano, azienda vinicola situata in Maremma, sulle colline a sud di Grosseto.

Era inevitabile un'interazione tra la sua passione e la tradizione di famiglia, uno sconfinamento dell'una sull'altra. E quel confine si chiama Limes (come quello che divideva l'impero romano dal mondo barbarico), una birra che nasce da un'intesa inaspettatamente facile tra Jacopo e Andrea, accomunati dall'amore per le Saison, birre caratterizzate da secchezza, toni speziati, e facilità di beva. L'accostamento con il Vermentino maremmano è stato immediato; malto pils, nessuna spezia, luppolatura discreta e non invadente per fare esprimere appieno il lievito saison. Quando la fermentazione inizia a perdere forza, avviene l'aggiunta di uve vermentino, semplicemente spremute e stabilizzate a freddo. Il risultato finale è un ibrido affascinante, con una vena acida e minerale, quasi salina, su note di ananas e frutta esotica. Se chiedete a Jacopo l'abbinamento perfetto, lui risponde: “con il sole a picco, a bordo piscina e i piedi nell'acqua. Come non essered'accordo.

Bruton | Jacopo Lenci | San Cassiano di Moriano (LU) | via Lodovica, 5135 | tel. 0583 494955 | www.bruton.it

 

Birrificio Sorrento

Come la maggior parte dei birrai nostrani, anche Giuseppe Schisano ha mosso i suoi primi passi da birraio nel garage di casa. Con la preziosa collaborazione del cognato-socio Francesco Galano, nel 2009 inizia un percorso di stampo più professionale, appoggiandosi per la produzione ai microbirrifici locali. Oggi nell'impianto di Massa Lubrense, attivo dal 2014, le birre riflettono il sole della Penisola Sorrentina grazie all'utilizzo di ingredienti locali, impiegati in maniera saggia e mai invadente. I limoni IGP, o le noci di Sorrento sono solo due di questi, ai quali da poco si è aggiunta un'altra eccellenza campana, famosa in tutto il mondo: per la loro Italian Grape Ale, Giuseppe ha deciso di contattare una delle aziende vinicole che ha fatto la storia del vino sulla Costa d'Amalfi: Marisa Cuomo. La Ligia,che riprende il nome di una delle sirene protagoniste di tante leggende sorrentine, si arricchisce di elegante complessità grazie all'utilizzo, in fermentazione, del mosto di Furore Bianco (60% Falanghina, 40% Biancolella); anche qui l'ingrediente non prevarica il gusto della birra, ma lo impreziosisce con profumi nuovi, note leggermente agrumate, tipicamente territoriali, e un intrigante quanto curioso contrappunto sapido. Una birra tutta da bere, che cambia nel bicchiere ad ogni sorso e ad ogni sorso svela qualcosa in più di sè, perfetta per piatti a base di pesce e crostacei, o magari su un provolone dei vicini Monti Lattari.

Birrificio Sorrento | Giuseppe Schisano | Massa Lubrense (NA) | via Nastro d Oro, 19 | tel. 081 877 3708 | www.birrificiosorrento.com

 

Per leggere Italian Grape Ale. Nasce lo stile di birra solo italiano. Vol. 1 clicca qui

 

a cura di William Pregentelli

 

 

 

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