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LIMA. Sweet tooth people, questo è per voi! Eccoci finalmente arrivati al momento che aspettavate: va bene il pane, va bene il cuy (sì, il povero porcellino d’india si chiama così), va bene la quinoa e anche il cebiche, vanno bene tutti i grandi chef, ma in Perù a parte la cioccolata sembrava che il dolce fosse una chimera. Invece preparatevi a veder salire la glicemia perché fra i picarones (forse la cosa meno dolce sulla piazza, ma la più famosa; nella foto di apertura) e il Turrón de Doña Pepa, chi ama il dolce non ha che l’imbarazzo della scelta.

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Palmarès allo stucchevole irrinunciabile va al suspiro de limeña, ideato dalla moglie del poeta Barrenechea, che sulla base del ben più antico manjar blanco elaborò verso la metà dell‘800 questo dolce tipico della città di Lima con latte, uova, zucchero e meringa.

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Si trova invece un po’ in tutto il Perù, ed è consumato soprattutto nel mese di ottobre quando si celebra il Signore dei Miracoli, la mazamorra morada (foto sopra) a base di mais morado, quel mais dagli splendidi riflessi viola dal quale si ottiene anche la bevanda nazionale: la chicha morada. Servita da sola con riso al latte, la mazamorra fa parte dei cibi di strada, come i picarones, ciambelle fritte di patata dolce e zucca, o di quinoa e di kiwicha, anche questi tipici della celebrazione del Signore dei Miracoli. Presente a Mistura con uno stand, se vi trovate in giro per Lima a fiera chiusa cercate al parco Kennedy a Miraflores i picarones di Mary: da 22 anni speciali picarones di grano e zucca conosciuti come i migliori in assoluto della città.

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Sempre fritte, ma possono essere salati o dolci, sono le yuquitas fritas, a base di yuca (manioca), che fanno parte a pieno titolo dello street-food dolce peruviano ma spesso si trovano come contorno salato ad alcuni piatti tradizionali.

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Novità in fiera il gelato alla quinoa, rinfrescante e salutare per pulire il palato e passare all’altro dolce dedicato al Signore dei Miracoli, conosciuto con il nome di Turrón de Doña Pepa (foto sotto) creato “per grazia ricevuta” da donna Josefa Marmanillo, conosciuta come Doña Pepa, alla fine del XVIII secolo e caratterizzato da una bagna di sciroppo di chancaca e dai confetti colorati in superficie.

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Un po’ più raro da trovare è il rafañote, antichissima tradizione peruviana che piano piano è in via di riscoperta soprattutto da alcuni grandi chef che ne propongono interessanti rivisitazioni in chiave contemporanea, come il dessert “Clasicos a mi Estilo” di Mitsuharu Tsumura del Maido. Un piatto che da solo merita il pellegrinaggio da questo straordinario chef in Calle Colón 192, Miraflores Lima.

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Un pellegrinaggio per i Pisco addicted, invece, è al bar del ristorante Mayta, av. 28 de Julio Miraflores (Lima) dove lo chef Jaime Pesaque, appassionato di Pisco, offre una collezione di macerati in Pisco oltre che a 40 cocktails differenti. E se il Pisco Sour vi ha annoiati, provate il suo il Chilcano (un quasi mohito a base di ginger, hierba buena e maracuia, oltre al Pisco) e diventerà il vostro drink dell’anno. Introvabile invece fuori fiera, a meno che non si vada a Lunahuanà, l’Algarrobino, cocktail di Pisco e sciroppo di carrube specialità della casa Don Camillo (nella foto sotto i due titolari). Lo trovate al Gran Mercato, dove offre 5 varietà di Pisco da qualità differenti di uve (foto sopra). Ci salutiamo brindando con il suo ottimo Mosto Verde, e come si dice in Perù: seco y volteado a tutti!

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Serena Guidobaldi
16 settembre 2012