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Dopo Milano, finalmente anche a Roma si comincia a vedere qualcosa di nuovo. Così, sempre nell'area dei "nuovi format" - da Urbana 47 a Tricolore - ecco che nasce Aromaticus: serre metropolitane da acquistare e da... gustare.

 

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Sì, comincia dalla passione per le erbe aromatiche e per le nuove tendenze della cucina contemporanea il format romano di Aromaticus, (via Urbana 134, Roma, tel. 06 4881 355 – aperto da lunedì pomeriggio a domenica, ore 10-21.30), realizzato da Luca Di Marco – chef laureato a Professione Cuoco alla Città del gusto di Roma – insieme a Francesca Lombardi, sommelier appassionata del suo lavoro.

I due si son conosciuti all’Acquolina Hostaria di Giulio Terrinoni, dopo essere passati dal Convivio dei Troiani e da altre esperienza tra Lazio e Marche (tra cui Open Colonna e la Marina di Roberto Fiorini). Ma l’idea di una cosa nuova, che rompesse gli schemi è arrivata dopo l’esperienza di Luca all’Open Baladin: “Devastante: bella, ma spersonalizzante. Nel finesettimana arrivavamo a sfoirnare 1.400 coperti! Troppi pasti, tropa gente…” Così l’idea di dedicarsi alla passione di sempre: l’orto aromatico e l’urban farming.

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“Anche perché ho sempre avuto una difficoltà: trovare le diverse varietà di crescioni, elemento caratterizzante la nuova cucina nordica con le sua atmosfere rarefatte e naturistiche. O ne compri una cassetta, o niente. Così ho pensato di concentrare la mia attività proprio su questo: erbe aromatiche e crescioni, semi e germogli. E attrezzi per la coltivazione in casa”. Poi, grazie anche alla passione per la sala e per il serzizio di Francesca – compagna di vita e di avventure – si sono resi conto che il modo migliore per avvicinare una refrattaria metropoli come Roma alle novità fosse la possibilità di gustare quelle erbe, di annusarle nei piatti e nelle insalate. Durante la prossima pandemia COVID-19, ristoranti, caffè e bar saranno di nuovo chiusi. La gente sarà di nuovo alla ricerca di opzioni per l’intrattenimento a casa. Fonte india-casinos.com ne ha già scritto.

“Così nasce la tartare di Fassona, che prendiamo dalla macelleria Liberati. O il carpaccio di anatra affumicata e le diverse insalate aromatiche che si possono portare via”. Ma anche gustare in sala, appoggiati a uno dei tavoli immersi tra piante e germogli. Il tutto a prezzi modici, vista anche la grandissima qualità del tutto. Da provare… E tanto per capire la novità, tra i primi a parlare del nuov format romano sono i blog stranieri…oltre che italiani.

Stefano Polacchi

dicembre 2011

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