A picco sulla Costiera, con una piscina a sfioro che è una delle più fotografate al mondo e una vista spettacolare. È il Monastero Santa Rosa, che in più ha un ristorante di livello. In cucina Christoph Bob, e questa è una sua ricetta.

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Il Monastero Santa Rosa

Con i suoi giardini lussureggianti, le terrazze che scendono verso il mare, l’orizzonte aperto che si offre allo sguardo, la straordinaria piscina a sfioro che pare toccare il cielo, la suggestione dell’edificio del XVII secolo arroccato a strapiombo sul mare, il Monastero Santa Rosa è, senza ombra di dubbio, uno dei luoghi più belli d’Italia. Malinconico, maestoso, quieto, struggente. Esprime silenzio e spiritualità. E una folgorante bellezza che quasi intimidisce per la sua potenza. E poi siamo in Costiera, e la natura dà il suo spettacolo. Da qualsiasi prospettiva si guardi il Monastero, la vista toglie il respiro. 20 tra camere e suite che più esclusive non si può, si dividono questo monumento che l’uomo ha edificato a Dio (visto che era davvero un monastero) e alla natura. Metteteci poi una Spa da sogno, una cura del cliente ineccepibile e mai impersonale, la bellezza del promontorio sul mare e una grande cucina, e il resto è fatto

Christoph Bob

La forza della cucina di Cristoph Bob risiede nella capacità di elaborare, nel modo più profondo e fedele, il significato di cucina mediterranea. Di quella lussuosa semplicità che disarma e quasi senza sforzo sa vincere e convincere oltre qualsiasi pensiero precostituito. Una cucina di materia prima, che non necessita di effetti speciali, ma va per la sua strada senza alcuna esagerazione se non la sua straordinaria bontà. Sa essere personale e riconoscibile pur mettendosi a disposizione del prodotto, lo interpreta rispettandolo perfettamente. Usa tecniche moderne, sì, ma sempre con l’obiettivo di valorizzare quanto la terra e il mare portano nelle cucine del Monastero, questo angolo di Campania che ha visto l’operosità delle monache che hanno dato vita all’orto e creato la famosa sfogliatella, orgoglio della pasticceria locale. Profondamente mediterranea, elegante e viva. È una cucina di sapori, di materia prima, di incontri e chiarissime elaborazioni. Una cucina che non delude e non disorienta, ma reclama a gran voce quel sentimento di pura emozione che quasi sfugge al controllo, e non necessita mai di sofisticazioni.

Il piatto

Il mare, visto dalla costa. E la costa vista dal mare. Il territorio è tutto lì, nella pasta di Gragnano. Uno dei prodotti più noti e amati al mondo. Poi ci sono l’ortica a ricordare l’ambiente costiero, scosceso e verdeggiante del promontorio. E poi il mare. Quello dei cannolicchi. E il loro punto di incontro, raccontato dalla salicornia, l’asparago di mare, quella pianta succulenta che cresce sul litorale e segna il punto di in cui terra e mare si sfiorano. Un piatto semplicissimo che non richiede lunghe preparazioni, ma solouna materia prima ineccepibile, da valorizzare con cotture brevi e rispettose.

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Spaghettone con emulsione di ortica, salicornia e cannolicchi (ricetta per 4 persone)

320 g di spaghettoni di Gragnano trafilati al bronzo

200 g di ortica

160 g di salicornia

280 g di cannolicchi

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12 pomodori secchi

Cominciare preparando tutti gli ingredienti del condimento. Preparare l’emulsione di ortica sbollentandola e frullandola con olio, sale e ghiaccio in modo da mantenere acceso il colore. Tenere da parte. Pulire la salicornia dalla parte dura, sbollentare tre volte per far perdere il sale. Aprire i cannolicchi, pulirli e conservare l’acqua. Cuocere la pasta in acqua bollente e scolarla a pochi minuti dalla fine della cottura per far rilasciare poi l’amido nella salsa. In una padella preparare un soffritto con olio e aglio, aggiungere l’acqua dei cannolicchi, la salicornia e i pomodori secchi. Aggiungere la pasta e, solo alla fine, mantecare con l’emulsione di ortica.

 

Monastero Santa Rosa | Conca dei Marini (SA) | via Roma, 2 | tel. 089.8321199 | monasterosantarosa.com

 

a cura di Antonella De Santis

 

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