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Chi è il food&beverage manager? Quali sono i temi caldi che lo riguardano? Perché lo scorso settembre è nata un'associazione con l'obiettivo di raggruppare questi professionisti? Di questo (e non solo) si è parlato a Rimini (24-25 febbraio) al primo meeting della neonata

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com/” target=”_blank”>AIFBM (Associazione Italiana Food&Beverage Manager) organizzato con il supporto tecnico di Rimini Fiera.

 

 

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E noi abbiamo cercato di saperne di più chiedendo al presidente dell’associazione Severino Dellea: “La crescente attenzione alla ristorazione, la diffusa attività congressuale con annesso banqueting e il valore strategico assunto dal bar, richiedono una professionalità che sintetizzi problematiche e ricerchi soluzioni a favore dell’impresa. Per questo l’attenzione delle hotellerie si è concentrata sula figura relativamente nuova del food&beverage manager. Colui che si occupa di coordinamento e che ha mansioni molto vicine a quelle del direttore, quasi un suo braccio operativo”.

 

Dal punto di vista pratico seleziona i fornitori e gli addetti agli acquisti e organizza il personale di cucina e di sala. Nata all’interno delle grandi catene alberghiere internazionali è una figura che si sta affermando anche in Italia con sempre maggior vigore, soprattutto in realtà dove esistono più punti ristoro (ristorante, bar, sale banqueting per congressi, etcc..).

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Tante, quindi, le tematiche che alla due giorni di Rimini sono state affrontate in sei diverse tavole rotonde moderate dal giornalista Alessandro Cecchi Paone. A partire dalla prima colazione con “Breakfast: servizio o opportunità di business?” in cui analizzala prima colazione che per il cliente alberghiero, infatti, può contribuire in maniera determinante a creare la reputazione di una location o di un’intera catena di hotel. Insomma è un servizio da non sottovalutare.

 

Di ristorazione si è parlato nell’incontro “Come si evolve la ristorazione nell’hotellerie di prestigio?”, tema di grande attualità che ha aperto con una riflessione: se all’estero la miglior ristorazione è generalmente espressa all’interno dell’albergo di lusso, in Italia per anni la cucina degli hotel è stata considerata un mero traino per l’ospitalità. Insomma una cucina di serie B. Solo negli ultimi anni le cose son cambiate e la critica ha iniziato a interessarsene proponendoli nelle sue guide.

 

Tra gli altri argomenti di discussione, non poteva poi mai mancare il riferimento al vino con un eterno dilemma: “Cantina: costo o investimento?”: da una parte la volontà di avere a disposizione un’offerta enologica di pregio, dall’altra il problema delle giacenze in cantina che fanno del vino un vero capitale immobilizzato.

 

Questi alcuni dei temi affrontati in questo primo incontro della nuova associazione che avrà un ruolo determinante nella definizione del profilo del food&beverage manager, un passo avanti per la professionalizzazione di un settore protagonista della nostra economia.

 

a cura di Loredana Sottile

11/03/2013