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C'è stato un momento, qualche anno fa, in cui San Lorenzo (quartiere universitario romano), era un avamposto della nuova ristorazione: c'era Giovanni Passerini che dava un'accelerata allo storico Uno e Bino (tra i primi bistrot a tutto vino della Capitale), c'erano Enrico ed Eleonora al Vinarium, poi volati in pieno centro in un ristorante di gran pesce, che ha mantenuto la memoria dei tempi andati nel nome, Il Sanlorenzo, c'era il vegetariano con cantina Arancia Blu, ora migrato a est, sulla Prenestina. Dopo quel periodo ne è subentrato un altro, assai più buio per i gourmet. Rimaste le trattorie, prime tra tutti Marcello e Pommidoro, e poco altro.

 

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Pare però che una nuova era possa affacciarsi, puntando su indirizzi vecchi e nuovi. Il Tram Tram è lì da oltre 20 anni, con gli arredi presi in prestito dai vecchi tram cittadini.

 

 

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È uno di quei posti affidabili, che non riservano mai cattive sorprese, al contrario: in bilico tra tradizioni romane e pugliesi, come la famosa fave e cicoria, o la tiella riso, patate e cozze, è un carosello di piatti solidi e ben realizzati: coda, alici fritte dorate, pajata, battuta al coltello. Una cucina vera che si accompagna a una selezione di vini non banale.

 

 

Aperto anche per un aperitivo al bancone, con assaggi del menu in versione mignon e calici al bicchiere, bollicine in prima linea.

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Poco più in là il Pastificio San Lorenzo, al piano terra del palazzo dell’ex pastificio ora sede di studi d’artista, scuole di fotografia e spazi espositivi, è un indirizzo contemporaneo, negli arredi e nella proposta. L’ambiente è firmato dall’architetto Liorni, e si vede: grandi vetrate, lungo bancone, mobili vintage, accogliente e glamour, frequentato da un pubblico stiloso. La cucina dall’aperitivo in poi è un mix goloso di ispirazioni di oggi e di ieri. Molti gli ingredienti firmati e i “classici moderni”. Si beve bene, anche cocktail, con la possibilità di arrivare anche per il dopo-cena approfittando dei divanetti.

 

Per la merenda e la spesa più golosa c’è Said, fabbrica di cioccolato che mantiene intatta la struttura originale degli anni ’20, pur con una ristrutturazione così riuscita da meritare il viaggio. Toni vintage (autentici), atmosfera tra il nordeuropeo e il provenzale e offerta differenziata dal mattino alla sera, ma soprattutto cioccolato a profusione. Spostandosi appena fuori dal quadrilatero sanlorenzino, accanto all’università, c’è un locale nascosto in una stradina chiusa, tra officine, fabbri e marmisti.

 

Parliamo di Sushi Ko, ristorante giapponese in miniatura, nessuna insegna, una manciata di tavoli e poche sedute al bancone. Pochi i piatti, grande la qualità. Una sequenza di classici della cucina nipponica: zuppa di miso, sushi, sashimi, e così via. Pochi anche i vini in carta, ma il rigore di questo locale a noi piace e piace anche a molti romani e non che non faticano a battezzarlo come il miglior giapponese in città.

 

Se però non volete rinunciare a un buon calice, magari prima o dopo il sushi, c’è un’enoteca che in poco più di un anno si è ritagliata un posto di tutto rispetto tra i frequentatori del quartiere da tempo orfani di un buon riferimento per il vino: il Sorì.

  

 

Una sola stanza con cinque tavoli, un paio di sedute al piccolo bancone e una carta dei vini in continua crescita. Mescita alla lavagna, e altre proposte ancora più interessanti a voce. Italia, Francia, Germania soprattutto, con un occhio ai vini naturali, ai piccoli produttori e a qualche rarità che, appena si presenta l’occasione (leggi: un cliente che ha voglia di provare qualcosa di speciale) compaiono come per incanto. Da mangiare mozzarella (e ricotta!) di bufala Rivabianca, salumi e formaggi scelti con cura, e qualche piatto caldo. Pochi, ma buoni. Paste artigianali, sottoli e altre amenità anche in vendita: un’oasi!

 

 

Arriviamo alle new entry delle ultime settimane: cambia identità (ma non aspetto) un locale a via degli Equi, prima birreria, oggi trattoria. Nessun volo pindarico per il nome Trattoria degli “Equi” né per la proposta del cibo: linea romana casalinga, pasta e fagioli, arrabbiata, mozzarella in carrozza, e qualche piatto di pesce povero, unico richiamo all’esperienza de ‘A Ciaramira (gloriosa tavola di pesce in Trastevere, da poco chiusa) dei patron. Semplice e con prezzi concorrenziali. Vedremo nel proseguo come evolverà.

 

 

Ultima novità, in ordine di tempo, è la trasformazione del Fuzzy Bar in Farinè, pizzeria che unisce lunghe lievitazioni, farine bio a una proposta semplificata al massimo, solo pizza (stile romano e tanta leggerezza) e qualche dolce, con un mini menù di sei classiche (marinara, margherita e così via) e una special che cambia ogni settimana. Tre dimensioni accontentano tutti gli appetiti.

 

 

Da bere vini e birre, in bottiglia e alla mescita, eredità del “vecchio” Fuzzy Bar, di cui Farinè costituisce la naturale evoluzione, visto che la gestione è invariata. Segnaliamo in ultimo Il Serpente per gli appassionati di birre: tipico ambiente da pub e una bella selezione di birre artigianali, italiane e non, rum, whisky e così via. Diverse linee di birre alla spina e una a pompa, spillatura professionale e cantina refrigerata.

 

a cura di Antonella De Santis
25/03/2013

Tram Tram | Roma | Via dei Reti, 44 | tel. 06.490416 | www.tramtram.it
Pastificio San Lorenzo | Roma | Via Tiburtina, 196 | tel. 06.97273519| www.pastificiocerere.com/ristorante
Sushi Ko | Roma | Via degli Irpini, 8 | tel. 06.44340948
Il Sorì | Roma | Via dei Volsci, 51 | tel. 393 4318681 | www.ilsori.it
Trattoria degli “Equi” | Roma | Via degli Equi, 39. | tel. 06.4469014
Farinè | Roma | Via degli Aurunci, 6 | 06.4451162 | www.farinelapizza.it
Il Serpente Pub |  Roma | Via dei Marsi, 21 |