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Continua la nostra rubrica dedicata alle produzioni food nei penitenziari italiani. Questa volta andiamo nella casa circondariale Rodolfo Morandi di Saluzzo, Cuneo (nota pure come "la Felicina"), dove i reclusi producono una birra artigianale ormai famosa nel circuito gourmet. Una certezza nel suo genere, la prova provata c

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he fare cose buone in galera si può. E quando diciamo buone intendiamo in tutti i sensi: organolettico, economico, sociale. La scelta del prodotto è nata sull’onda della passione brassicola che è esplosa una decina d’anni fa e del successo dei microbirrifici artigianali, un fenomeno apparso alla metà degli anni Novanta che ha regalato oltre 120 sparsi in tutta Italia.

 

Alla buona capacità di aver intuito, orecchio a terra, la domanda del mercato di nicchia si sono associati vari fattori vincenti. Prima di tutto la partecipazione appassionata della cooperativa sociale Pausa Café, in prima fila in una serie di progetti legati al food in diversi penitenziari piemontesi altrettanto di successo, dalle diverse iniziative gourmet attivate nel carcere Lorusso e Cutugno di Torino (caffè, cioccolato, ristorazione) al pane biologico che presto verrà sfornato nelle case di reclusione di Alessandria e di Cuneo. In secondo luogo il coinvolgimento di un mastro birrario, Andrea Bertola, ex del birrificio Troll, con una grossa esperienza nella produzione brassicola, vincitore di premi internazionali.

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Nove le birre prodotte alla Felicina da 4 detenuti (a marzo saranno 5), con marchio e logo Pausa Café, tutte impegnative e realizzate in uno stile tradizionale. Consacrata birra dell’anno dall’Unionbirrai nel 2010 la P.I.L.S, una birra a bassa fermentazione, 4,7 gradi alcolici e profumi intenso dei fiori di luppolo.

 

Premiate con 5 stelle, il massimo riconoscimento, nella guida di Slow Food dedicata alla produzione brassicola: nel 2010 la Tosta, un barley wine, vino d’orzo, con elevate corposità e gradazione alcolica (12,5) e profumi di cacao, nel 2011 la Martina, una birra a fermentazione spontanea fatta in collaborazione con la Coldiretti Giovanni della provincia di Cuneo.

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Seguono la leggera e dissetante DUIeMes, l’alchemica e speziata Ermes, la calda e morbida Tipa (che sta per “traditional indian pale ale”), la Chicca con la nota tostata regalata dall’aggiunta di caffè “Huehue” Presidio Slow Food, la Taquamari, liberamente ispirata allo stile weizen (con il frumento sostituito da tapioca, quinoa, amaranto e riso basmati), la rossa natalizia Navidad aromatizzata da cedro candito, uva sultanina, melograno e spezie segrete. Le birre pausa Café le trovate nelle botteghe del commercio equo e solidale, in Coop e ipercoop del nord Italia e nei negozi del circuito Eataly.

 

Casa circondariale Rodolfo Morandi

Saluzzo (CN)

loc. Cascina Felicina via Regione Bronda, 19 bis

tel. 0175 248 125 – 3355 905 537

www.pausacafe.org

 

La prossima puntata sarà dedicata alle produzioni gastronomiche in altri penitenziari del Piemonte.

 

Mara Nocilla

15/02/2012