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13 milioni di ettari di suolo agricolo sono stati cancellati nell'ultimo secolo. Ed oggi che il 50 per cento del territorio nazionale è sottoposto a tutela paesaggistica da parte dei Beni culturali, ugualmente non si riesce a fermare i processi di degrado che per la maggior parte  avvengono proprio in aree protette.

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Una riflessione sul ruolo dell’agricoltura nella difesa e conservazione del paesaggio è venuta questa mattina in occasione della presentazione del volume  “Paesaggi Rurali e storici. Per un catalogo nazionale” (edito da Laterza) alla presenza del  Ministro delle Politiche Agricole e Forestali Giancarlo Galan.

La poderosa opera, che raccoglie 123 esempi di paesaggi rurale,  è stata finanziata dallo stesso  Ministero nell’ambito di un progetto che ha come obiettivo un inventario dei paesaggi italiani rurali di interesse storico. 

«Ad gni paesaggio schedato nel volume corrisponde infatti – ha affermato il curatore del volume Mauro Agnoletti – una tradizione di buone pratiche agricole che hanno  comportato il buon stato di conservazione del territorio in equilibrio tra attività economica e substrato territoriale. In nessun altro luogo del mondo si può riprodurre quell’unicità che caratterizza il nostro paesaggio rurale».

«Peccato che sin qui – ha sottolineato da parte sua il Ministro – non si sia mai considerato il paesaggio rurale quel grande bene che ha fatto del nostro Paese la prima potenza culturale al mondo».

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Rilevando poi la situazione di forte degrado «che si palesa agli occhi di tutti (in molte aree sono scomparse le architetture tradizionali delle nostre campagne spesso occupate da capannoni scoperchiati e da manufatti  incompiuti)», il Ministro ne ha indicato la ragione  in una serie di «leggi  da cui sono dipese grandi sciagure».

Pier Luigi Petrillo, coordinatore  del gruppo di lavoro Unesco del Ministero ha invece ricordato come in ambito Unesco il concetto di patrimonio culturale e naturale si sia evoluto  fino a riconoscere un valore  culturale al paesaggio rurale.

Il 18 ottobre 2010  il paesaggio culturale  de “Le Colline  del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene” è stato inserito nella Lista di proposte italiane nella quale vengono elencati i siti destinati  ad essere candidati  nell’arco dei successivi anni alla Lista del Patrimonio Mondiale.

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Infine il 31 marzo prossimo verrà trasmessa all’Unesco la candidatura della “Pratica agricola della coltvazione  della vite ad alberello nell’Isola di Pantelleria all’altra lista, quella del Patrimonio Mondiale Immateriale  nella quale, nello scorso novembre, è stata  iscritta la “Dieta Mediterranea”.

 

Raffaella Prandi
3 marzo 2011