Cronaca

"Niente gay o comunisti in cucina": chef condannato per discriminazione

La sentenza del Tribunale di Trento chiude il caso nato dallโ€™annuncio su Facebook e accoglie il ricorso presentato dalla Cgil del Trentino. Il cuoco dovrร  risarcire una somma pari a 6mila euro

  • 29 Aprile, 2026
Per vedere piรน contenuti su Google, aggiungici alle fonti preferite
Per vedere piรน contenuti, aggiungici alle fonti preferite

Dal post sui social allโ€™aula del Tribunale di Trento. Si chiude con una condanna per discriminazione e un risarcimento da 6 mila euro alla Cgil del Trentino il caso di Paolo Cappuccio, chef napoletano con esperienze in alcuni stellati, finito al centro del ciclone nellโ€™estate 2025 per aver pubblicato un annuncio di lavoro in cui escludevano a priori comunisti, gay e persone con problemi di alcol o droga dal suo staff di cucina.

Dall’annuncio alla polemica

Il messaggio, diffuso il 4 luglio scorso sulla sua bacheca Facebook, cercava personale per la brigata di un hotel quattro stelle di Madonna di Campiglio: uno chef, tre capi partita e un pasticcere per la stagione invernale, da dicembre a marzo. Un avviso di selezione come tanti, almeno fino allโ€™ultima parte. Nel testo, accanto ai requisiti professionali, comparivano criteri di esclusione di tutt’altro tipo: niente “comunisti/fancazzisti“, niente “persone con problematiche di alcol, droghe o orientamento sessuale”. Il post si chiudeva con un ironico “se resta qualche soggetto piรน o meno normale, ben volentieri”.ย 

Non era la prima uscita di questo tipo. Nel giugno del 2020 Cappuccio aveva pubblicato un annuncio simile su Instagram, passato allora quasi inosservato. Stavolta no. E invece di smorzare la polemica, lo chef aveva scelto di alimentarla. Al programma radiofonico La Zanzara di Giuseppe Cruciani su Radio 24 aveva ribadito le sue posizioni sull’orientamento sessuale e sulla presunta scarsa propensione al lavoro dei “comunisti”, confermando la stessa linea anche al Il Giornale. Abbastanza affinchรฉ la Cgil del Trentino decidesse di agire in giudizio.

Il giudice: ยซDiscriminazione anche senza rifiutoยป

Il Tribunale di Trento ha accolto la tesi del sindacato. Per la giudice Passarelli, quelle dichiarazioni costituiscono una discriminazione in materia di occupazione perchรฉ stabiliscono distinzioni tra candidati basate non su ragioni oggettive o titoli professionali, ma su caratteristiche che appartengono alla sfera personale dell’individuo. Non serve, ha chiarito la giudice, che ci sia stato un rifiuto concreto di assumere qualcuno. รˆย sufficiente che le parole abbiano avuto un effetto “dissuasivo“, scoraggiando qualcuno dal presentare la propria candidatura.ย 

La rimozione del post non ha migliorato la situazione, anzi. Il Tribunale ha infatti rilevato che la portata delle affermazioni era stata amplificata dai mezzi di comunicazione, garantendo una diffusione rapida e capillare. Anche la tesi difensiva, secondo cui le opinioni di Cappuccio non fossero sorrette da pregiudizi ma esprimessero un giudizio sulla propensione al lavoro di certe categorie, non ha convinto: introdurre criteri differenziali fondati su componenti personali, ha stabilito la sentenza, contrasta con i principi costituzionali di uguaglianza e solidarietร .

Esulta la Cgil:ยซMolto soddisfattiยป

La condanna prevede un risarcimento di 6mila euro alla Cgil del Trentino, oltre alle spese legali, e la pubblicazione della sentenza sui principali quotidiani. Per Manuela Faggioni, delegata alle pari opportunitร  del sindacato, รจ il risultato atteso: ยซNon possiamo che dirci molto soddisfatti. Quelle parole sono state inaccettabili. Un lavoratore e una lavoratrice possono essere giudicati per le loro capacitร  professionali, non per la loro appartenenza politica o per il proprio orientamento sessuale. รˆ grave pensare e scrivere che chi si riconosce in idee di sinistra, o voglia semplicemente far valere i propri diritti, sia un nullafacenteยป.

A febbraio 2026, sette mesi dopo lo scoppio del caso, Cappuccio era tornato su Facebook per precisare di ยซaver sempre valutato i collaboratori solo per competenza e professionalitร , e di non aver mai discriminato nessunoยป. Un tentativo tardivo di chiudere la vicenda in attesa dellโ€™esito della sentenza.

ยฉ Gambero Rosso SPA 2026 – Tutti i diritti riservati
P.lva 06051141007
Codice SDI: RWB54P8
registrazione n. 94/2021 Tribunale di Roma

Privacy: Responsabile della Protezione dei dati personali – Gambero Rosso S.p.A. – via Ottavio Gasparri 13/17 – 00152, Roma, email: [email protected]

Made with love by
Programmatic Advertising Ltd

ยฉ Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati.

Made with love by Programmatic Advertising Ltd