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Ecco come la crisi della nocciola minaccia il Gianduiotto torinese

Natale amaro per la dolcezza simbolo del Piemonte. Mentre Ferrero blocca gli acquisti dalla Turchia, l'impennata dei prezzi della nocciola mette a rischio la tradizione cioccolatiera torinese

  • 04 Novembre, 2025
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Il cioccolatino piรน celebre di Torino potrebbe presto diventare un bene di lusso fuori portata. E no, non per un mutamento delle abitudini di consumo ma a causa di una crisi senza precedenti che sta scuotendo la filiera della nocciola, impattando duramente su consumatori, imprese e agricoltori e pure sulla produzione dei gianduiotti.

Lo scontro tra giganti

A far scattare l’allarme รจ stata la decisione di Ferrero di bloccare gli acquisti dalla Turchia di fronte all’ennesima impennata dei prezzi delle nocciole. Il campanello d’allarme di uno tsunami economico destinato a travolgere l’intero settore, dalla grande distribuzione fino alle piccole botteghe artigianali delle Langhe. La Turchia detiene infatti il primato mondiale nella produzione e Ferrero ne consuma oltre il 60% della produzione globale. Anche per questo il colosso italiano – che nelle Langhe acquista nocciole solo per i prodotti di alta gamma come i Ferrero Rocher – sta giร  guardando altrove come Oregon, Cile e altre aree del pianeta dove il clima รจ piรน favorevole.

Mercato in crisi

Il baricentro della produzione mondiale di nocciole potrebbe cosรฌ spostarsi altrove, lasciando il Piemonte ai margini di un mercato che sembrava promettere fortune. In parte quanto sta giร  accadendo alla patria della pregiata Tonda Gentile Trilobata. Come spiega Mauro Bianco di Coldiretti Piemonte alle pagine torinesi del Corriere della Sera, il raccolto locale รจ crollato del 60% a causa di malattie delle piante e dei cambiamenti climatici. Una grave ferita per un territorio che in meno di dieci anni aveva triplicato le superfici coltivate passando da 15mila a 20mila ettari. Ma che non ha materiale da vendere proprio nel momento in cui i prezzi sul mercato raggiungono livelli record.ย A peggiorare la situazione anche i costi di produzione, aumentati a tal punto da spingere gli agricoltori a convertire i noccioleti in vigneti.

Gianduiotto sotto assedio

Per gli artigiani cioccolatieri torinesi la situazione รจ drammatica. Il cioccolatino della cittร  sabauda sta diventando un prodotto di nicchia, con prezzi che oscillano tra i 20 e i 60 euro al chilo. Guido Castagna, maestro cioccolatiere e presidente del Comitato Gianduiotto IGP Torino, non usa mezzi termini con il quotidiano milanese: ยซI rincari sono inevitabili, ma trasferire tutti i costi sul consumatore significherebbe uscire dal mercato ed entrare nella dimensione dell’extra-lussoยป. Il problema non riguarda solo la nocciola, ma anche il cacao che in tre anni ha registrato un’impennata del 220%. Un rialzo generalizzato che, ironia della sorte, arriva proprio mentre il Comitato Gianduiotto sta per ottenere il riconoscimento IGP che dovrebbe tutelare e valorizzare il prodotto. Anche per questo i consumatori dovrannoย  prepararsi a un Natale piรน caro, con rincari medi del 30% sui prodotti dolciari e picchi fino al 100% per gli acquisti last minute.ย 

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