Dop economy

"Dop a rischio: anche le Ig non enogastronomiche potranno usare lo stesso logo". L'allarme di Mauro Rosati

Il direttore di Qualivita punta il dito contro il regolamento che permetterร  a vari prodotti, dal vetro ai gioielli, di ottenere il bollino tramite autocertificazione. Tra le altre minacce per un sistema da 20 miliardi di euro ci sono autarchie, divario Nord-Sud e parchi eolici

  • 26 Novembre, 2025
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La Dop economy raggiunge i 20,7 miliardi di euro di valore alla produzione nel 2024, con il vino stabile a 11 miliardi e il food che supera i 9,6 miliardi. รˆ quanto certifica il 23esimo Rapporto Ismea-Qualivita, presentato a Roma, che registra anche i risultati particolarmente positivi dellโ€™export per i prodotti Dop e Igp che lo scorso anno hanno raggiunto i 12,3 miliardi euro (+8,2%) grazie al โ€œdoppio recordโ€ del settore cibo (per la prima volta sopra i 5 miliardi) e del settore vino (prima volta oltre 7 miliardi).

Tuttavia, non mancano criticitร  e nubi allโ€™orizzonte. A partire dal nuovo regolamento sulle Ig artigianali e industriali che, aprendo a prodotti non agroalimentari, rischia di mandare in tilt lo stesso sistema delle Indicazioni geografiche, come ricorda il direttore della Fondazione Qualivita Mauro Rosati.

La concorrenza delle Ig non agroalimentari

La tutela delle indicazioni geografiche per i prodotti artigianali e industriali fa riferimento al regolamento europeo (Ue 2411/2023) e riguarda prodotti di vari settori: dalla pelletteria al vetro, dalle pietre naturali agli oggetti in legno. ยซPeccato che nel regolamento della Commissione Ue ci siano due errori clamorosi โ€“ spiega Rosati al Gambero Rosso – In primis la scelta dello stesso logo delle Indicazioni geografiche, quindi le colline che da sempre rappresentano lโ€™enogastronomia con tutta la confusione che ne deriverร . In secondo luogo, lโ€™ok allโ€™autocertificazione da parte delle aziende, che si distanzia dal concetto di qualitร  garantita da un ente terzo, come avviene nel caso di vino e cibo. In pratica, รจ come dare la stesse patente a due prodotti completamente differenti. Pensate che confusione per il consumatoreยป.

Stesso logo per prodotti certificati e non

Va avanti il direttore di Qualivita, immaginando possibili futuri scenari: ยซQuando il regolamento verrร  aperto alle Ig extraeuropee, come potrebbe avvenire, il rischio รจ di trovare lo stesso bollino su un aceto balsamico Igp e su un prodotto cinese autocertificato. Questo significa indebolire un sistema di qualitร  che oggi vale 21 miliardi di euroยป.
Dopo lโ€™ok in Consiglio dei Ministri, si aspetta ora il testo definitivo del Ministero del Made in Italy, che potrebbe ancora modificare la parte relativa allโ€™autocertificazione: ยซPiรน volte abbiamo scritto al Mimit, cosรฌ come abbiamo fatto presente al Ministro Lollobrigida i rischi che devirerebbero da questa sovrapposizione, ma da quel che ci risulta si sta andando avanti anche sul piano dellโ€™autocertificazioneยป.

Il rischio delle politiche autarchiche

Lโ€™altra questione che potrebbe rimettere in discussione i record 2024 della Dop Economy รจ la geopolitica. ยซIl sistema delle Ig โ€“ ricorda Rosati โ€“ nasce proprio con gli accordi bilaterali di fine Ottocento. Se gli Stati non sono in buoni rapporti tra di loro, neanche le Ig possono stare bene. E, in questa fase (Stati Uniti, in primis; ndr) assistiamo sempre piรน Paesi che si chiudono come fortiniยป. Secondo i dati del Rapporto, vendere un prodotto fuori dai confini รจ piรน vantaggioso di venderlo sul mercato domestico: su 100 euro di ricavi, il valore aggiunto allโ€™estero รจ di 70 euro contro i 57 italiani. Ma altrettante sono le restrizioni, in termini di barriere allโ€™entrata, di cui il 40% adottate negli ultimi cinque anni, mentre sono 40 quelli in vigore.
ยซรˆ in questa direzione che deve lavorare lโ€™Europa โ€“ รจ lโ€™esortazione del direttore della Fondazione โ€“ a partire dall’accordo con il Mercosur che, al di lร  delle criticitร , offre grandi opportunitร  per le nostre Ig che potrebbero addirittura raddoppiare in termini di export, senza considerare la possibilitร  di essere riconosciute da una popolazione di 780 mila personeยป.

Il peso del Nord Italia e il divario con il Sud

Unโ€™altra quesitone che salta agli occhi a partire dal Rapporto รจ il divario Nord-Sud. Nel podio delle regioni con le maggiori ricadute della Dop Economy sul territorio ci sono Veneto (4,9 milioni di euro), Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Toscana. In particolare, le quattro regioni del Nord-Est si confermano โ€œmotore pulsanteโ€ con un valore aggregato di 11,24 miliardi euro. Molto bene nel complesso il Nord-Ovest (+7,1%), trainato per il secondo anno di fila dalla Lombardia. Cresce sรฌ anche lโ€™area Sud e Isole (+3,4% su base annua), ma con valori assoluti ben piรน bassi: 3,16 miliardi di euro in totale. In terreno negativo il Centro, che cede un ulteriore 0,9%.
Anche le prime cinque denominazioni per valore alla produzione si trovano nel Nord-Italia: Prosecco, Dop delle Venezie, Conegliano Valdobbiadene, Asti, Amarone.

Su questa Italia a due velocitร  si รจ focalizzato il Ministero dellโ€™Agricoltura Francesco Lollobrigida nel suo intervento: ยซUn divario enorme e non giustificato: le regioni del Sud devono recuperare in competitivitร  e cogliere le occasioni che vengono dalle Indicazioni geografiche, anche perchรฉ in termini di potenzialitร  mostrano ancora piรน vantaggi anche in un altro fenomeno legato a doppio filo allโ€™agroalimentare: il turismo che ne deriva sui territoriยป.

La minaccia delle energie rinnovabili

Lโ€™ultima โ€œminacciaโ€ al settore enoturistico e, quindi, alla Dop Economy viene dallโ€™avanzata dei parchi eolici e solari, come giร  denunciato anche da diversi produttori di vino. ยซDal Morellino di Scansano, al Primitivo di Manduria, passando per Vini di Suvereto, sono giร  iniziate le proteste dei Consorzi. Bisognerebbe fare una mappatura โ€“ propone Rosati โ€“ per capire dove si vanno ad installare pali eoliche e pannelli. Se lo si fa sui territori vitivinicoli si distrugge quel valore legato alla Dop Economy che abbiamo cosรฌ tanto decantatoยป.
Dello stesso avviso il ministro Lollobrigida che parla di vere e proprie ยซlobby entrate nei palazzi del potere. Esiste un fenomeno speculativo – continua – che, approfittando di una visione iper ambientalista ha costretto a fare scelte di accelerazione. Il paradosso รจ che se oggi dici che non vuoi mettere una pala eolica nelle colline del Chianti, vieni visto come uno contro lโ€™ambiente e poco sensibile. Noi โ€“ aggiunge – siamo stati chiarissimi sullโ€™impiantistica. Gli speculatori hanno messo lโ€™agricoltura davanti ad un bivio: produrre buon cibo o accettare incentivi pubblici per lasciare spazio agli impianti. Le pressioni sono venute anche dallโ€™Europa, ma noi non abbiamo assecondato questa visione, dimostrando che si puรฒ produrre energia pulita senza sacrificare lโ€™agricoltura. Creare ricchezza significa questoยป.

 

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