Nasce il primo fondo “Ist uva” in Italia, strumento di gestione del rischio e tutela del reddito delle imprese previsto dalla Pac. Il Trentino fa da apripista, dal momento che il Codipra, il Consorzio difesa produttori agricoli che ha sede a Trento, ha ottenuto il riconoscimento del Masaf come soggetto gestore del fondo. Il decreto è del 10 giugno scorso e dà il via al primo fondo di stabilizzazione del reddito interamente dedicato al settore vitivinicolo. Si completa così un percorso iniziato con la richiesta da parte del Codipra e dell’Asnacodi (che riunisce i consorzi di difesa nazionali) di inserire l’uva da vino tra i prodotti ammissibili all’interno del Piano di gestione dei rischi del 2026. Per il Trentino, il comparto produttivo è stimato in cento milioni di euro annui.
Nel concreto, il Fondo Ist Uva si affianca alle polizze assicurative agevolate e agli altri fondi mutualistici già attivi. Si attiva quando il reddito aziendale registra una riduzione significativa rispetto alla media storica. L’obiettivo di questo strumento della Pac è garantire una maggiore stabilità economica alle imprese viticole, rafforzandone la capacità di affrontare scenari sempre più complessi. Le aziende riunite nel Codipra potranno beneficiare dello straordinario sostegno comunitario con percentuali di aiuto fino al 70 per cento.

«Diventa sempre più importante garantire alle imprese strumenti efficaci per affrontare la volatilità dei mercati e gli effetti dei cambiamenti climatici», ha dichiarato Giulia Zanotelli, assessore all’agricoltura della Provincia di Trento, che ha sostenuto il percorso condiviso tra imprese, sindacati e mondo cooperativo. Il Fondo Ist Uva è il terzo fondo di stabilizzazione del reddito attivato dal Codipra in Trentino che, già dal 2019, subito dopo l’introduzione della normativa, aveva attivato lo strumento per i settori melicolo e lattiero-caseario. Nel complesso, tra 2019 e 2023, hanno incassato contributi Ue superiori ai 26 milioni di euro. «Abbiamo voluto cogliere questa opportunità a tempi di record», ha sottolineato in una nota Marica Sartori, direttore di Codipra, ricordando che il Masaf ha consentito di renderlo operativo già da questo 2026.
«Essere i primi in Italia – spiega il presidente di Codipra, Giovanni Menapace – è motivo di orgoglio, ma soprattutto una responsabilità verso i nostri soci e verso l’intero sistema agricolo. Il mio appello è aderire in maniera importante a questo strumento che rappresenterà un elemento fondamentale per la tenuta e la stabilità delle aziende vitivinicole trentine». Secondo Andrea Berti, direttore di Asnacodi Italia, il fondo Ist è una delle armi a disposizione. «L’esperienza maturata dal Codipra – conclude – apre una strada che potrà diventare un riferimento per tanti altri territori e per altre filiere italiane».
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