La Commissione europea accelera sulle misure di sostegno al settore agricolo per contrastare il forte aumento dei prezzi dei fertilizzanti, cresciuti – secondo le stime di Bruxelles – di circa il 70% rispetto alla media del 2024. Un rincaro legato alle tensioni in Medio Oriente, che continuano ad avere effetti diretti sui costi energetici e sulle principali rotte commerciali internazionali. A riferirlo è l’Ansa, citando il piano d’azione adottato a Strasburgo dall’esecutivo guidato da Ursula von der Leyen per evitare la rivolta degli agricoltori, che da settimane protestano per i ricati.
Alla base dell’intervento europeo c’è il timore di nuove ripercussioni sui mercati energetici dopo l’escalation della crisi nell’area mediorientale, con le tensioni tra Israele e Iran e i rischi per la sicurezza della navigazione commerciale nel Golfo Persico. Gli operatori guardano in particolare allo Stretto di Hormuz, passaggio strategico da cui transita una quota rilevante delle forniture mondiali di petrolio e gas naturale liquefatto (ne avevamo parlato qui). Eventuali rallentamenti o blocchi lungo questa rotta avrebbero effetti immediati sui prezzi dell’energia e, a catena, sui costi di produzione dei fertilizzanti.
Per sostenere le aziende agricole, Bruxelles intende rafforzare “prima dell’estate” la riserva agricola della Politica agricola comune (la cosiddetta Pac), così da garantire liquidità immediata agli agricoltori più colpiti dall’aumento dei costi di produzione. La Commissione prevede inoltre modifiche mirate alla Pac per consentire agli Stati membri di riprogrammare i rispettivi piani strategici nazionali e utilizzare parte dei fondi europei per compensare almeno in parte il caro fertilizzanti.
L’esecutivo comunitario punta infatti a introdurre un regime temporaneo di sostegno alla liquidità, con l’obiettivo di attenuare l’impatto economico della crisi sulle imprese agricole europee. Una misura che si inserisce nel più ampio tentativo dell’Ue di contenere gli effetti dell’instabilità internazionale sui prezzi agricoli, e quindi del cibo in generale, e sulla sicurezza alimentare.
Accanto agli interventi destinati agli agricoltori, Bruxelles guarda anche al comparto industriale. Nel pacchetto di revisione dell’Ets, il sistema europeo di scambio delle quote di emissione atteso per luglio, la Commissione vorrebbe introdurre ulteriori margini di flessibilità per l’industria dei fertilizzanti, settore energivoro particolarmente esposto all’aumento dei prezzi del gas e delle materie prime.
Secondo Bruxelles, il rischio è che l’aumento dei costi energetici finisca per ridurre ulteriormente la competitività dell’industria europea dei fertilizzanti, già sotto pressione per la concorrenza internazionale e per gli elevati costi ambientali legati alla transizione verde. Da qui la scelta di affiancare ai sostegni per il comparto agricolo anche misure temporanee di alleggerimento normativo per le imprese produttrici.
Il piano europeo arriva in un contesto internazionale ancora segnato da forti tensioni geopolitiche e dalla volatilità dei mercati energetici. L’obiettivo della Commissione è evitare che l’impennata dei costi possa tradursi in nuove difficoltà per il settore agricolo europeo e in ulteriori pressioni sui prezzi alimentari.
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