Stati Uniti

Trump a Davos: cosa mangia a bordo dell’Air Force One

Durante il viaggio verso Davos, Trump sceglie hamburger e onion rings sull’Air Force One: una scelta che racconta gusto, sicurezza e immagine pubblica.

  • 21 Gennaio, 2026
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Altro che menu gourmet da chef stellati: a volte basta un hamburger con contorno di onion rings per raccontare, meglio di molti discorsi, lo stile presidenziale anche a tavola. È quello che si è visto nelle ore in cui Donald Trump era in viaggio verso Davos: il volo a bordo dell’Air Force One diretto al World Economic Forum è stato interrotto da un “minor electrical issue” e l’aereo è rientrato per precauzione, con il seguito costretto a proseguire su un velivolo di riserva.

Dentro la cornice dei viaggi presidenziali – fatta di ritardi, sicurezza, tempi scanditi dall’agenda – c’è anche il tema del cibo. Uno scatto lanciato sui social tempo fa dal suo collaboratore Dan Scavino – in quel caso il viaggio aereo era di ritorno da Roma – è diventato un piccolo manifesto in cui ha raccontato cosa mangia il Tycoon: più che l’idea di un pranzo presidenziale, un pezzo di personal branding costruito su familiarità, immediatezza e controllo della scena.

Il vassoio d’alta quota

Protagonista indiscusso del vassoio un’icona della cucina stelle e strisce, l’hamburger. Non si tratta però di un panino qualunque. Il bun dalla cupola lucida e dorata, quasi fosse uscito da una pubblicità anni Cinquanta, sfoggia impresso a fuoco il marchio AF-1, sigla del mitico Boeing 747-200. Al suo interno una farcitura classica: carne, pomodoro e lattuga croccante. Una combinazione tradizionale, accompagnata da anelli di cipolla fritti da intingere in una doppia scelta di salse. Da un lato un ketchup rosso vivo, dall’altro una cremosa cheese sauce color oro, servite entrambe in bicchierini monouso come solo negli autentici diner statunitensi. A chiudere il pasto un brownie fondente con noci pecan e caramello. E per non lasciare nulla al caso, ecco anche la salviettina “Fresh Nap”, pronta a cancellare ogni traccia di cibo dal palmo presidenziale prima di tornare agli affari di Stato.

hamburger trump

Tra burger-mania e paranoia

Una scelta gastronomica sui generis rispetto ai menu scegli dagli altri presidenti americani che però non stupisce. Trump è celebre per la sua passione per i burger. Dai pranzi a base di McDonald’s alle ordinazioni record – come quella da 5.500 dollari per la squadra della Clemson University alla Casa Bianca – il presidente statunitense ha trasformato il junk food in un vero e proprio marchio di fabbrica. Basta sfogliare il libro della sua ex manager Corey Lewandowski per scoprire la sua dieta: due Big Mac, due sandwich di pesce e un dessert al cioccolato in un solo pasto, per un totale di oltre 2.400 calorie. Non è tutto. Trump è celebre anche per la sua abitudine di accompagnare ogni pasto con svariate Diet Coke. Un’alimentazione tutt’altro che salutare, che Melania Trump e il nuovo responsabile della Sanità americana Kennedy Jr. hanno più volte cercato di modificare, fallendo. TheDonald non sembra affatto disposto a cambiare le proprie abitudini, neppure in viaggio. 

rump musk mcdonald's af1

Patatine fritte, salse, bibite gassate. I suoi vassoi presidenziali sono la risposta più eloquente a chi vorrebbe vederlo a dieta. Ma la scelta non è solo di gusto. Dietro l’egida della cucina americana, c’è infatti la ben nota fobia per  l’avvelenamento. La paura di essere avvelenato ha portato Trump a istituire protocolli di sicurezza alimentare estremamente rigidi, soprattutto a bordo dell’Air Force One, dove ogni pasto è preparato sotto stretta sorveglianza, con controlli rigorosi e personale di fiducia che supervisiona ogni fase. Una paura, radicata già nella sua carriera imprenditoriale, che lo ha spinto a preferire cibi standardizzati come il junk food perché percepiti come più sicuri. Ora anche marchiati a fuoco per avere la certezza che nessun morso sia mai un rischio.

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