Un buon olio extravergine riesce a fare una cosa che pochi ingredienti possono permettersi: trasformare un piatto semplice in qualcosa di memorabile. Basta un filo su una fetta di pane caldo, un pomodoro appena tagliato o una mozzarella per accorgersi della differenza. Eppure continuiamo spesso a scegliere l’olio in base al prezzo, all’etichetta o all’abitudine.
Per questo da sedici anni il Gambero Rosso assaggia e valuta centinaia di extravergini provenienti da tutta Italia insieme a un panel di esperti degustatori. Un lavoro che confluisce nella nuova edizione della guida I Migliori Oli d’Italia 2026/27, dedicata alle aziende e alle etichette che meglio rappresentano il patrimonio olivicolo nazionale. Da quest’anno la guida, oltre a essere acquistabile in formato cartaceo, è anche consultabile on line gratuitamente previa registrazione.
Dietro ogni bottiglia premiata non ci sono soltanto profumi di erba tagliata, pomodoro, carciofo o mandorla fresca. Ci sono territori, cultivar, raccolte anticipate, scelte agronomiche e frantoi che lavorano per preservare la qualità. Ma soprattutto c’è un elemento che spesso dimentichiamo quando parliamo di olio: il piacere.
Per anni abbiamo raccontato l’olio quasi esclusivamente con il linguaggio della tecnica, tra acidità, polifenoli e tecnicismi lontani dal consumo popolare. Tutto giustissimo, per carità. Il consumo reale, però, funziona diversamente. Le persone scelgono ciò che le fa stare bene, che regala soddisfazione, che dà comfort. In altre parole, ciò che dà piacere. L’extravergine di qualità vince proprio qui, nel momento in cui trasforma un’insalata qualsiasi in qualcosa di memorabile, o quando un filo verde su una fetta di pane caldo diventa improvvisamente un’esperienza quasi meditativa e al tempo stesso godereccia. Anche la comunicazione, inevitabilmente, dovrebbe fare i conti con questa dimensione.
Raccontare l’olio solo come prodotto salutistico o come oggetto tecnico rischia di renderlo distante, quasi austero. Parlare di piacere, invece, significa riportarlo nel suo habitat naturale della tavola, della convivialità, della quotidianità. Naturalmente, il piacere dell’olio extravergine non è superficiale. È un piacere colto, stratificato, fatto di territorio, di varietà, di lavoro e quindi anche di fatica. Ma resta pur sempre piacere. E forse la sfida della comunicazione contemporanea dovrebbe essere proprio questa, ovvero spiegare che dietro quel filo dorato nel piatto non c’è solo un prodotto eccellente, ma una piccola quotidiana promessa di felicità gastronomica. Per questo questa Guida vuole essere anche uno strumento di consapevolezza del fatto che il cibo si sceglie con la testa, ma si compra con la pancia. E che raccontare un olio attraverso il piacere sensoriale – del profumo erbaceo, di pomodoro, di mandorla, il “pizzicore” in gola – funziona infinitamente meglio di qualsiasi tabella nutrizionale.

Da 16 anni le Tre Foglie rappresentano l’eccellenza della produzione olearia nazionale, creando una panoramica che ormai è diventata un riferimento per gli appassionati e gli operatori del settore. Ma la selezione dei migliori oli riguarda anche tutte quelle produzioni che vengono recensite e valutate con una e due Foglie e con le due Foglie Rosse. Si tratta di produzioni di altissimo livello che contribuiscono a offrire uno spaccato dettagliato su determinati territori, ma soprattutto di oli in grado di trovare nelle giuste ricette, regionali e non, l’abbinamento perfetto. Perché se è vero che l’assaggio dell’olio viene fatto in modo “assoluto” con il bicchierino
Con l’edizione 2026/27 de I migliori Oli d’Italia, oltre ad aver rinnovato il formato cartaceo, la Guida diventa digitale. Il volume è consultabile gratuitamente online previa registrazione e propone una navigazione pensata per facilitare la ricerca di aziende, etichette e aree di produzione. Un lavoro di selezione che si basa su degustazioni e analisi sensoriali condotte da un panel di assaggiatori professionisti, con l’obiettivo di offrire una panoramica aggiornata delle realtà più significative dell’olivicoltura nazionale. Un prodotto editoriale che si rivolge sia agli operatori della filiera — dai buyer ai ristoratori — sia agli appassionati interessati a orientarsi nel settore.
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