La stretta

Stop ai minimarket nel centro storico di Roma. Così la Capitale prova a riprendersi le sue strade

Il Consiglio di Stato dà ragione al Campidoglio e conferma la stretta su negozi di fast food e souvenir contro la turistificazione. Ecco cosa cambia (almeno fino al 2029)

  • 05 Maggio, 2026
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Scattano i primi provvedimenti contro i minimarket nel centro storico di Roma e a breve potrebbero partire le chiusure delle attività aperte negli ultimi anni nelle zone più centrali della città. Un iter reso possibile dal parere positivo del Consiglio di Stato che, dando ragione al Campidoglio, ha confermato la validità del regolamento introdotto nel 2023 e che ora si avvia all’estensione della misura fino al 2029. L’obiettivo dell’amministrazione capitolina è quello di ridurre la pressione legata al turismo di massa e preservare un equilibrio più sostenibile tra funzioni economiche e vita quotidiana nel cuore del centro storico e delle zone limitrofe.

La tutela dell’area patrimonio Unesco

Il provvedimento era sospeso in attesa del pronunciamento del Consiglio di Stato che, nel gennaio scorso, ha dato poi parere favorevole al regolamento varato in Campidoglio nel 2023. La decisione dei giudici amministrativi ha infatti respinto i ricorsi presentati da alcuni esercenti rimuovendo così gli ultimi ostacoli all’applicazione delle norme comunali. Il provvedimento torna ora all’esame dell’aula per l’approvazione definitiva. Da ora, quindi, gli uffici capitolini sono pronti a rendere operativi i provvedimenti già predisposti con l’obiettivo di intervenire soprattutto sulle attività sorte dopo l’entrata in vigore della nuova disciplina.

L’intervento si inserisce in una strategia più ampia di tutela delle aree di maggior valore storico e culturale, soprattutto nel centro storico capitolino che è patrimonio dell’umanità Unesco dal 1980, dove la crescita incontrollata di alcune tipologie commerciali  – compresi i negozi di souvenir – ha alimentato le proteste dei residenti.

Cosa prevede lo stop ai minimarket

Il piano prevede un’azione progressiva che partirà dal Municipio I dove negli ultimi anni si è registrata una forte crescita di minimarket nelle vie del centro storico. In alcuni casi i locali erano già stati individuati e destinatari di ordinanze di chiusura, ma l’iter era rimasto sospeso in attesa dell’esito definitivo del contenzioso. Ora, con la sentenza favorevole al Comune, l’amministrazione può procedere senza ulteriori rinvii. Alla base del giro di vite c’è la volontà di contenere la proliferazione di esercizi rivolti prevalentemente al turismo e di riequilibrare il tessuto commerciale del centro storico. Il regolamento introduce requisiti strutturali più severi, come superfici minime elevate per laboratori e negozi non inferiori ai 100 mq (e qui la questione rischia di diventare ambigua), che rendono difficile l’apertura o la permanenza di attività di piccole dimensioni.

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