La nuova linea di Moschino s'ispira a McDonald’s ma i dipendenti USA si offendono. “Il nostro salario è inferiore al costo di una borsetta”

10 Mar 2014, 08:33 | a cura di Saverio De Luca
I dipendenti del fast food sono insorti perché si sento presi in giro dalla linea di abbigliamento presentata alla Milano Fashion Week. Ma sull’argomento ne Moschino ne McDonald’s hanno preso posizione.
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La casa di moda Moschino ha presentato una linea di abbigliamento ispirata ai colori e alle forme di McDonald’s. In particolare l’abbigliamento riproduce le divise che i dipendenti indossano durante il servizio. Anche i colori riprendono le esatte tonalità di giallo e rosso, solo la classica M è stata arrotondata a forma di cuore. Non è chiaro se ci sia stato un accordo tra i due grandi brand, l’unica cosa sicura è che in USA ai dipendenti del fast food la cosa non è piaciuta granché. La linea disegnata dal direttore creativo della maison italiana,Jeremy Scott, è stata accusata di offendere il lavoro di chi percepisce un salario ai limiti della sopravvivenza. “Lavorare da McDonald's non è alla moda”, dichiara un gruppo di insorti alThe Daily Mail. Ciò che ha scatenato la polemica è proprio il prezzo dei vestiti e degli accessori: una borsetta costa circa 1.200 dollari, ovvero più del salario che un dipendente statunitense del fast food percepisce in un mese. “Una persona che spende mille dollari per acquistare un vestito ispirato a McDonald's non ha idea di cosa significhi lavorare per percepire uno stipendio minimo. È una beffa al nostro lavoro e alla nostra situazione” hanno detto.La borsa in pelle trapuntata rossa di Moschino, un inno all'Happy Meal Box, e del costo di 1265 dollari, è già tutta esaurita. La capsule collection comprende anche un maglione al prezzo di 780 dollari, un abito/T-shirt per 350 dollari e una custodia per smartphone per 'soli' 78 bigliettoni.
Forse” è stato il commento di alcuni dipendenti “le persone che lavorano nel mondo della moda pensano che sia trendy indossare abiti ispirati alle divise che mettiamo ogni giorno per nutrire i nostri figli e non pensano che col nostro lavoro riusciamo a guadagnare solo lo stretto indispensabile per pagare le bollette”.

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