Passepartout per le cene d'estate (ma non solo), intramontabile e salvifica, è la scatoletta di tonno. Che oggi diventa il nostro banco di prova per il gioco degli abbinamenti cibo-vino.

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Ammettiamolo: quante volte ci siamo ritrovati con il frigorifero vuoto, ma con in dispensa almeno una scatoletta di tonno? Golosa e versatile, la mitica piccola lattina di pesce azzurro è sempre lì, pronta per essere utilizzata all’ultimo momento, salvifica risorsa anche in caso di ospite inatteso con poche pretese. E allora prestiamo più attenzione a questo tesoro casalingo che viene in soccorso in tante occasioni, per esempio quando le temperature tengono alla larga da fuochi e fornelli. La nostra scelta è andata al tonno rosso di Carloforte, pescato lungo le coste meridionali della Sardegna e prodotto con metodi artigianali, con la sola aggiunta di olio di oliva e sale marino. Basterebbero burro e pane senza sale, per accompagnarlo, ma oggi ci vogliamo divertire cercando l’abbinamento perfetto tra piatto e bicchiere.

Partiamo con le bollicine: apre le danze AltemasiTrento Brut ’07 di Cavit, ma il tonno non sembra essere molto d’accordo: una spiacevole sensazione metallica invade la bocca, che chiede pulizia immediata. Decisamente meglio il Franciacorta La Montina: l’Extra Brut Vintage Riserva ’05,infatti, riesce a fare il suo dovere sgrassante, portando per mano per alcuni secondi il nostro pesce, in un abbinamento che pur non entusiasmante è sicuramente più equilibrato del precedente.

La Ribolla Gialla (Collio Tenuta RoncAlto ’09 Livon) e il suo legno mal si sposano con il tonno sott’olio e mettono in crisi l’equilibrio raggiunto, ma fortunatamente arriva subito in soccorso il Cortese di Bruno Broglia (Gavi di Gavi Tenuta La Meirana ’10) che merita quantomeno il 6 politico, anche se l’incontro tra le diverse sapidità non entusiasma. Segue la scia il Pinot Bianco Vial ’10 (Cantina di Caldaro): in questo caso non serve neanche il velo di burro, buona sia la lunghezza che la potenza aromatica dell’abbinamento che gioca la carta della freschezza.

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Non convincono il Fiano di Avellino Rocca del Principe ’10 (troppo grasso), il Greco di Tufo (stesso effetto della Ribolla), il Collio Friulano Vigna Runc ’10 Il Carpinoin cui la nota dolce non concilia con l’olio del tonno, segno negativo anche per il Pallio di San Floriano (Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Pallio di San Floriano ’10): troppo aromatico, con un registro gustativo completamente diverso che non si armonizza con il tonno.
Dopo tutti questi tentativi, però, arriva il Vermentino di Gallura Superiore (Genesi ’10 Cantine Gallura). Fatelo riposare qualche minuto appena aperto e lasciate che il bicchiere vi sorprenda: spezie provenzali, rosmarino, mentuccia ma anche melone e pera. Un affondo dinamico e mutevole negli aromi mediterranei, splendido abbinamento, e in più ottimo rapporto qualità/prezzo della bottiglia.
Scendiamo inevitabilmente di livello per il connubio con il Trebbiano d’Abbruzzo (Castello di Semivicoli ’08 Masciarelli), abbinamento riuscito ma che convince poco, quando qualcuno tira fuori il Portogallo e quindi una bottiglia di Alvarinho (Contacto ’10 Anselmo Mendes): buono il vino, ancor di più l’abbinamento grazie a un leggero contrasto di acidità.
Si distingue dalla massa l’Ansonaco dell’Isola del Giglio ’10 di Altura, unanime il voto favorevole della giuria per la capacità di sostenere la parte retrogustativa e l’untuosità tipica del tonno, mentre male, anzi malissimo sia il Sauvignon (Montan ’09 Cantina Tramin) che il Riesling Kabinett Trocken ’10 Jakoby Pur, rispettivamente troppo vegetale e troppo giovane.
Arriva il momento del Five Roses ’11 di Leone De Castrische conquista più in bocca che al naso, forse perché il troppo frutto non si abbina al prodotto in scatola. Il Falesco Tellus ’10 piace al primo sorso, quando si incontrano le succulenze aromatiche, ma molto dipende dalla temperatura di servizio che deve essere bassa. A questo punto ci verrebbe voglia di continuare il nostro viaggio e sperimentare un Rossese e, perché no, anche un Lambrusco. Sperimentate voi e fateci sapere cosa ne pensate.

a cura di Giulia Sampognaro. Ha collaborato Giuseppe Buonocore