Dopo la richiesta di Fivi di rinunciare all'edizione 2020 della Fiera di Verona, il dg Mantovani scrive a tutti gli espositori: “Stiamo lavorando a una fiera straordinaria in un momento straordinario. Non possiamo perdere la bussola”. Intanto London Wine Fair conferma le date di maggio.
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Fivi: “Posticipare Vinitaly al 2021”

Rimandare Vinitaly al 2021? Rispunta l’ipotesi di saltare il turno per quest’anno, sotto la spinta di Fivi: “Ci siamo confrontati internamente sulla questione di un Vinitaly a giugno” fa presente la presidente Matilde Poggie la maggioranza dei 220 vignaioli che avevano già dato adesione alla fiera si è detta favorevole a uno slittamento al 2021”. I Vignaioli Indipendenti sottolineano comunque di essere l’unica associazione, tra quelle presenti al confronto con Verona Fiere la scorsa settimana, ad aver assunto questa posizione. Posizione che nasce anche da un’altra considerazione: “La difficoltà delle cantine a conduzione familiare di essere fisicamente presenti nelle nuove date di giugno, periodo in cui il lavoro in vigna è tanto” e che quest’anno andrebbe a sommarsi agli sforzi per restare in piedi dopo mesi difficili anche dal punto di vista commerciale. “Se, nonostante la nostra richiesta, Vinitaly 2020 verrà confermato” è la posizione di Fivi “ci riserviamo di avviare un confronto con Verona Fiere per valutare a fine emergenza i termini di una nostra eventuale partecipazione”.

La risposta di Vinitaly

Dal canto suo l’ente di Verona ha fatto sentire la sua voce tramite la comunicazione inviata agli espositori: “Stiamo lavorando a un Vinitaly straordinario in un tempo straordinario. I cambiamenti repentini di scenario, il bombardamento di informazioni, anche contrastanti che riceviamo quotidianamente, la nostra natura di imprenditori che ci spinge comunque a pianificare e programmare, corrono davvero il rischio di farci perdere la bussola: non si può vivere alla giornata, ma non si possono neanche cambiare i piani a ogni flash di agenzia”. Poi il direttore di Veronafiere Giovanni Mantovani indica una data limite: “C’è un termine che aiuta tutti, ed è quello del 3 aprile indicato dal Decreto del Governo: in questo lasso di tempo è chiesto a tutti noi di adoperarci per il contenimento della diffusione del virus. Stiamo tenendo ferma la data del 14-17 giugno per Vinitaly e procediamo con le attività organizzative, anche di tipo straordinario, che stiamo mettendo in piedi per garantire la massima efficacia possibile alla manifestazione”.

Decisione rinviata, quindi, a dopo il 3 aprile (con ogni probabilità dopo Pasqua), quando, come evidenziato dal Veronafiere saranno verificate, insieme a tutti gli espositori le condizioni generali di svolgimento della manifestazione. Intanto, però, Mantovani fa presente che “Vinitaly non una leadership di cassa: è una leadership di mercato” dice “di progetti, di comunanza d’intenti con un’imprenditoria vivace e intraprendente, portabandiera del Made in Italy, con la quale abbiamo il privilegio di dialogare da 54 anni. Non vogliamo che questo filo si interrompa, e con noi non lo vuole il sistema promozionale italiano”.

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London Wine Fair conferma le date

E mentre in Italia prosegue la diatriba Vinitaly sì, Vinitaly no, c’è chi fuori confine non ha dubbi. È Hannah Tovey, direttrice della London Wine Fair che, alla rivista inglese The Drink Business, ha confermato che la fiera londinese andrà in scena, come previsto dal 18 al 20 maggio. Tovey ha sottolineato che non ci sarebbero troppi problemi dal punto di vista logistico: “In termini di visitatori, solo il 9% potrebbe essere interessato da un blocco di viaggio”. E per quanto riguarda gli espositori, le indicazioni sono di “sostituire eventualmente chi non potrà esserci con gli importatori locali”. Nell’ipotesi, in cui, la manifestazione dovesse essere spostata, Tovey ha indicato l’autunno come eventuale periodo alternativo: “Ora più che mai c’è bisogno di una grande fiera del vino: dopo il rinvio al prossimo anno di ProWein potrebbe essere l’occasione giusta”. Londra, quindi, prova a prendersi gli spazi lasciati vuoti dai competitor. Ma ovviamente bisognerà vedere cosa succederà nei prossimi giorni con l’avanzata del Covid-19, soprattutto dopo che l’Organizzazione Mondiale della Salute l’ha definita ufficialmente una pandemia.

 

a cura di Loredana Sottile

 

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