Street food

Il panino col pesce spada più famoso della Calabria si mangia a Scilla

Nel borgo marinaro di Chianalea, tra feluche, reti da pesca e vicoli sul mare, Civico 5 prepara un celebre panino col pesce spada diventato una tappa obbligata della Costa Viola

  • 08 Maggio, 2026
Per vedere più contenuti su Google, aggiungici alle fonti preferite
Per vedere più contenuti, aggiungici alle fonti preferite

A Scilla il mare entra dappertutto, in particolare arriva a costeggiare le case dei residenti di uno dei suoi borghi, Chianalea. Qui le abitazioni sembrano costruite sull’acqua. Le reti vengono lasciate asciugare davanti agli ingressi, i vicoli sono stretti e, ca va sans dire, in giro è onnipresente l’odore di salsedine che si mischia a quello del gasolio delle barche. Entrambe le “fragranze” inebriano i nasi fin dal mattino. Le barche parcheggiate lungo la riva come fossero automobili lasciate davanti casa si riempiono di gatti. Ogni tanto quale residente esce da casa con un secchio di croccantini, chiama i mici a voce bassa e quelli si precipitano verso il cibo con movimenti nervosi, arrampicandosi sulle grate e sui muretti con la velocità dei ragni. Una piccola colonia vive accanto a Civico 5, un piccolo (grande) locale di street food rannicchiato tra gli scogli e i gradini scavati nella pietra. Qui tutti ci arrivano per mangiare un fantastico panino con il pesce spada, che vale assolutamente il viaggio. Intorno, il Mar Tirreno cambia colore continuamente, soprattutto nel tardo pomeriggio, quando la Costa Viola prende davvero il nome che si porta addosso da secoli.

La tradizione delle feluche nello Stretto di Messina

Scilla vive sospesa tra turismo e pesca, tra il mito omerico e il realismo mistico di un paese che lavora ancora attorno al pesce spada. Da queste parti il riferimento all’Odissea è ben presente, dalle insegne ai racconti dei pescatori, ma basta fermarsi qualche ora per capire che il vero centro della vita quotidiana resta il mare dello Stretto, con le correnti che cambiano all’improvviso, la Sicilia davanti agli occhi e le feluche con cui si pescano i grandi pesci. Le imbarcazioni si muovono lente fin dall’alba, altissime, quasi sproporzionate, nel mezzo si alza una torre metallica che può superare i venti metri, a prua invece le passerelle lunghe decine di metri rimangono costantemente sospese sull’acqua. Da lassù l’avvistatore individua il pesce spada che nuota vicino alla superficie e guida il fiocinatore che deve colpire il pesce, in una tecnica antichissima che da queste coste non è mai scomparsa.

La pesca del pesce spada tra Calabria e Sicilia

Da aprile a giugno le feluche battono soprattutto la costa calabrese, da Bagnara verso Scilla, poi il pesce si sposta verso la sponda siciliana e le imbarcazioni cambiano direzione. Il pesce spada continua a muovere una parte importante dell’economia locale, è una questione di identità familiare prima ancora che gastronomica, è presente nei racconti, nelle feste estive, nei piccoli locali ricavati nella pietra. E non è un caso, quindi, che questa tradizione sia anche il biglietto da visita di Civico 5.

Il panino col pesce spada di Civico 5

Il locale si trova dentro un vecchio deposito di reti e attrezzi da pesca, recuperato nel 2013 dai fratelli Marra. Pochi tavoli all’interno e una pedana affacciata direttamente sul mare, dove si mangia praticamente a pochi metri dall’acqua. Arrivano famiglie, camminatori, qualche motociclista, ragazzi in costume ancora bagnato dopo il mare, turisti che parlano francese o tedesco, ma soprattutto calabresi che attraversano chilometri di costa per fermarsi qui e addentare un grande street food.

Le varianti con cipolla di Tropea, ‘nduja e bergamotto

La base del panino è una ciabatta ben tostata, croccante fuori e morbida al centro, che contiene tranci di pesce spada grigliato e conditi con salmoriglio, emulsione tipica dello Stretto preparata con olio, limone, origano e sale. Ci sono diverse varianti, alcune più classiche, altre costruite con ingredienti che raccontano bene questa parte di Calabria: cipolla di Tropea, capperi, melanzane, olive, ‘nduja, maionese al bergamotto, verdure tagliate fini, pomodoro, finocchietto.

Si può scegliere di mangiare nel dehors, oppure, previa una bella passeggiare, in riva al mare, vicino alle barche ormeggiate. In ogni caso, ovunque andrete, Chianalea vi regalerà un mare che cambia continuamente colore a seconda della luce e del momento del giorno, le barche rientrano quotidianamente nel piccolo porto, passano ragazzi ancora salati dal mare, con le pinne infilate sotto il braccio, e gli anziani che si fermano a parlare in dialetto strettissimo nei vicoletti placidi. Da una parte il castello Ruffo, dall’altra la Sicilia che nelle giornate limpide sembra vicinissima, quasi raggiungibile a nuoto. E i gatti, tantissimi gatti che cercano, ogni tanto, di rubare qualche pezzo di pesce spada che cade accidentalmente a terra. Fate attenzione.

© Gambero Rosso SPA 2026 – Tutti i diritti riservati
P.lva 06051141007
Codice SDI: RWB54P8
registrazione n. 94/2021 Tribunale di Roma

Privacy: Responsabile della Protezione dei dati personali – Gambero Rosso S.p.A. – via Ottavio Gasparri 13/17 – 00152, Roma, email: [email protected]

Made with love by
Programmatic Advertising Ltd

© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati.

Made with love by Programmatic Advertising Ltd