La classifica

La classifica del "latte" d'avena

mercoledì 15 Aprile 2026

La classifica del "latte" d'avena

Il test del
Gambero Rosso

Il panel di assaggio

Elvan Uysal

Degustatrice di olio

Eugenio Marini

Editor ed esperto di analisi sensoriale

Gabriella Ciofetta

Assaggiatrice esperta di olio d’oliva

Gianni Olimpo

Esperto di specialty coffee

Indra Galbo

Curatore della guida Oli d'Italia

Mara Nocilla

Giornalista professionista

Matteo Beluffi

Consulente esperto di prodotti vegan

Il sistema di valutazione in Gamberi, da uno a un massimo di tre, è il risultato di rigorosi assaggi alla cieca. Il panel è composto da almeno 5 esperti. Solo una selezione dei prodotti degustati entra in classifica: ogni Gambero assegnato è quindi sinonimo di eccellenza.

Buono

70 – 79 /100

Molto buono

80 – 89 /100

Eccellente

90+ /100

Il latte di avena, tra le bevande vegetali più cercate e consumate, sta vivendo una crescita costante negli ultimi anni, affermandosi come alternativa concreta al latte vaccino. Il suo successo non riguarda più soltanto vegani e intolleranti al lattosio, ma un pubblico sempre più ampio attento a un’alimentazione percepita come più sana e sostenibile. Tra le bevande vegetali, il latte di avena si distingue per diffusione, profilo nutrizionale e versatilità in cucina, diventando una presenza stabile sia nelle case sia nel mondo professionale, dalla caffetteria alla ristorazione.

Il “latte” alternativo, tra dolcezza e sostenibilità

La bevanda di avena, più recente sul mercato rispetto alla soia, è apprezzata per il gusto naturalmente dolce e la consistenza cremosa, qualità che la rendono ideale per cappuccini e preparazioni da forno. Povera di grassi saturi e ricca di fibre solubili come i beta-glucani, utili per il controllo del colesterolo, presenta però un contenuto proteico limitato (circa 0,5-1 g per 100 ml), spesso compensato da fortificazioni con calcio e vitamine. Ben tollerata anche dai bambini e da chi soffre di allergie, si distingue sul piano organolettico quando offre equilibrio, assenza di note amare e una texture non farinosa né astringente.
La scelta di una bevanda a base d’avena offre maggiore delicatezza e una dolcezza naturale che valorizza creme e biscotti, oltre a una migliore stabilità nel caffè, dove si abbina bene all’espresso. Tuttavia la minore presenza di proteine la rende meno efficace nelle preparazioni che richiedono consistenze complesse. La sua capacità di montare e creare una schiuma stabile e corposa la rende perfetta, invece, per cappuccini e latte art, soprattutto nelle versioni professionali “barista”. Questo perché il “latte” di avena mostra una migliore tolleranza all’acidità, offrendo una maggiore stabilità nel caffè. La sua dolcezza naturale si sposa bene con le note amare dell’espresso, rendendolo particolarmente apprezzato dai clienti in cerca di un gusto morbido e avvolgente. Le versioni arricchite con oli vegetali, anch’esse etichettate “barista”, migliorano la schiumabilità, pur senza raggiungere la compattezza della soia.

€ 2.99 / 1 l

Oatly

€ 2.99 / 1 l

Girando per i supermercati abbiamo trovato un solo articolo di questa società svedese, che fa dei prodotti a base d’avena — “oat” in inglese — il cuore della propria offerta (nomen omen). Eppure, è riuscito a sbaragliare la concorrenza. Il primo classificato stimola l’olfatto con nuance vegetali, note soavi di cereali e poi di frutta secca, da cui deriverebbe un trascurabile rebound di tostatura. Gli aromi di avena, noce e mandorla si ritrovano con passo più deciso in bocca, dove la parte grassa vegetale — l’olio di colza — e la dolcezza vengono attenuate nella prospettiva d’insieme da una sollecitazione lievemente acidula, un’astringenza alquanto abbottonata e un finale amarognolo. Come in altri esemplari, esce fuori il sale, che mette in risalto le caratteristiche degli ingredienti, a partire dalla qualità dell’avena adoperata. A livello strutturale, la bevanda si distingue per una beva corposa, conforme alla densità riscontrata all’esame visivo. Secondo la casa madre, consumare Oatly! significa preservare le risorse del pianeta senza rinunciare al gusto, idea con cui è stata fondata nel 1994. Come si legge sulla confezione, sarebbe un «total win-win», una vittoria per tutti.

€ 3.19 / 1 l

Alpro

€ 3.19 / 1 l

Barista Avena – Nel bicchiere sfoggia una gradazione di bianco più scura, stemperata qua e là da sfumature beige. Esprime una buona trama olfattiva, lineare ed efficace nel rimandare alla sfera vegetale e al cereale. Di qui si riconoscono senza interposizioni note di avena, sesamo e pinolo. Una bevanda che si presenta in modo altrettanto caratteristico ed espressivo al palato, rivelandosi piuttosto aderente alla serie aromatica percepita al naso. Dolce e sapida al punto giusto, sorprende solo per il finale di bocca, dato da flebili sentori di liquirizia. Dettaglio che dona carattere alla miscela. Non si rivengono comunque sfaccettature stridenti, neanche all’analisi tattile. Dal blind test eseguito si nota una bella struttura, certificata dalla corpulenza del sorso, e capace di appagare come il sapore pieno del cereale integro. La formula «Barista – Buono come al bar», che include fra gli ingredienti le proteine del pisello e la fibra di radice di cicoria, è stata studiata appositamente per il caffè. Può essere montata per ricavarne una schiuma e sarebbe adatta a chiunque desideri cimentarsi con la latte art, l’estro che conferisce tutt’altro appeal al coffee break.

€ 2.99 / 1 l

Alpro

€ 2.99 / 1 l

Avena Senza Zuccheri – Continua l’impegno del gruppo Danone nel ridurre il contenuto di zuccheri nei propri prodotti. Tant’è che nella ricetta non sono previsti dolcificanti. In tal caso, la dolcezza si deve per la maggior parte alle proprietà naturali dell’avena, qui presente all’8,3%. Proprio intorno al cereale, che domina la palette aromatica, si concentrano naso e palato. Si rilevano comunque delle note secondarie di mandorla pelata tostata e juta, arricchite da un eco floreale che aiuta a preservare la leggerezza retrolfattiva, dovuta soprattutto all’assenza di quei composti aromatici che possono essere utilizzati dalla grande industria per ricostruire fragranze e sapori. D’altra parte, la sensazione di pulizia effettiva non abbandona la bocca nemmeno quando emerge la componente oleosa della bevanda (olio di girasole), un’angolazione che, alla luce dei tratti accentuati di avena, riporta i più nostalgici alla classica colazione a base di latte e fiocchi, tanto amata dai bambini. Quel pizzico di sale marino ben integrato nella preparazione valorizza il sorso, per texture abbastanza consistente, ma dall’aspetto praticamente traslucido. Da gustare sia freddo che caldo, pure nel cappuccino.

€ 3.19 / 1 l

Alpro

€ 3.19 / 1 l

Questo non è latte Classico – «Ce l’abbiamo fatta! Ti presentiamo il gusto ricco e avvolgente che ami, in una bevanda all’avena! Lo chiamiamo classico perché, con il 3,5% di grassi, offre un gusto deliziosamente pieno». In effetti, l’offerta vegetale di Alpro, che l’azienda stessa definisce rivoluzionaria, è sorprendente: la formula in questione, che incorpora pure la fibra di radice di cicoria e la lecitina, richiama per davvero il latte intero di origine animale, quanto meno nella capacità di farsi rotonda e riempire la bocca con materia e volume; la beva è cremosa, grassa, di grande corpo. Perciò, si fa apprezzare a partire dalla dimensione tattile densa e “polputa”. Si tratta di una proposta vegan cui si aggiunge calcio e vitamina D, e che in realtà assomiglia molto al latte vaccino. Perfino nel bicchiere, dato il bianco intenso che emana. È dolce? Sì, ma non eccessivamente, e poi senza forzature aromatiche, nonostante le incursioni vanigliate. A comporre il quadro sostanzialmente ordinato, in cui si registra la predominanza delle note di cereale (avena coltivata in Europa), anche sentori vegetali e di fieno che lambiscono il palato, oltre a sfiorare con finezza il naso.

€ 2.99 / 1 l

Bjorg - Abafoods

€ 2.99 / 1 l

Avena integrale – Produzione biologica «interamente italiana» del marchio Bjorg di Abafoods, specializzato in bevande vegetali e nato una trentina di anni fa sulla spinta di una nutrizionista che voleva promuovere un’alimentazione sana, equilibrata e vocata al biologico. Come si scrive sulla confezione, l’approccio è quello delle rotazioni agricole, della concimazione organica e della coltura di piccoli appezzamenti. Si osserva un esemplare per densità lattiginoso, di un bianco sporcato da sfumature avorio, che sprigiona note di cereale, juta e miele d’acacia arrivando a costruire uno spettro olfattivo sincero e di profonda immediatezza. Nonostante la coerenza fra naso e palato, l’aroma di avena — non raffinata — si fa un pochino più vivido e intenso in bocca, dove l’oleogusto, la dolcezza e i sentori morbidi, tutto sommato contenuti, restituiscono a chi assaggia l’impressione iniziale di bere del latte vaccino fresco arricchito con il miele, fermo restando il retrogusto appena amaro. Dal sorso di questo campione poi non emerge massima pienezza e corposità: della struttura la parte liquida prevale sulla composizione più densa. Resta un prodotto semplice, in grado di incontrare il gusto di molti.

€ 2.99 / 1 l

Valsoia

€ 2.99 / 1 l

Avena Zero Zuccheri – Una bevanda plant based che non sembra per nulla artificiosa o costruita, preparata con acqua, il 7% di avena, inulina, olio di girasole, sale, calcio carbonato e gomma di gellano. Palesa un bianco chiaro, con qualche fascia trasparente, sfumato da varie tonalità di colore che vanno dall’avorio al grigio tenue. Dall’inizio alla fine il latte d’avena esprime un panorama aromatico poco esplosivo, da cui scaturiscono delle note di cereale, mandorla, juta o deboli sospiri di maturazione vegetale. Eppure, più che sottotono, il prodotto pare delicato e composto, senza punte acide, spunte amare o astringenze. Tanto da poter ritenere che il profilo organolettico un pochino dimesso — come si usa dire “low profile” — sembri costituire in realtà il proprio punto di forza, quanto contribuisce a non appesantire in alcun modo la bocca. E anche l’apporto zuccherino resta moderato, a indicare una lavorazione che trasmette l’idea di un prodotto “naturale” e, in un certo senso, sincero; poco importa se sia frutto della distribuzione di largo consumo. A berne un bicchiere invece si evince una struttura abbastanza liquida e filtrata, che determina un sorso super agile.

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