Fuori confine

Da Lipsia a Francoforte: il viaggio che racconta due Germanie (anche a tavola)

Tra taverne storiche, mercati popolari, cucina vegana e sidro di mele, viaggio tra due cittร  simbolo di una Germania ancora divisa tra Est e Ovest

  • 01 Maggio, 2026
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Due cittร , due anime e due scene gastronomiche di una Germania che non ha ancora annullato il divario tra Est e Ovest: da Lipsia a Francoforte, un viaggio tra Apfelwein, cucine tradizionali e tavole vegane, mercati contadini popolari e inclusivi e siti industriali riconvertiti allโ€™arte, al design e al buon cibo.

Due cittร , due Germanie

Lipsiaย (o Leipzig), in Sassonia, ex Germania dellโ€™Est, รจ un laboratorio culturale che ha saputo reinventarsi tra nostalgie della vecchia DDR โ€“ la Repubblica Democratica Tedesca, โ€œcrollataโ€ con il Muro di Berlino โ€“ ed ex fabbriche rinate come contenitori di gallerie, atelier, studi di design, residenze per artisti, bistrot, bar alternativi e locali โ€œamarcordโ€.

Lโ€™Orso e il Toro, i due simboli della Borsa di Francoforte

Francoforte, nel land dellโ€™Assia, รจ il cuore finanziario della Germania riunificata, una cittร  di 770mila abitanti con uno scintillante skyline di grattacieli e un cuore popolare che custodisce le sue radici gastronomiche fra mercatini e taverne, dove si va a bere lโ€™Apfelwein, un sidro poco alcolico e leggermente acidulo, fatto con mele autoctone. Viene servito nel Bembel, una brocca grigiolina di terracotta, e si beve nel Gerippte, un bicchiere โ€œsfaccettatoโ€, e accompagna cibi come lโ€™Handkรคs mit โ€œMusikโ€, un formaggio condito con una โ€œmusicaโ€ dโ€™olio, aceto, sale, pepe e semi di โ€œcumino dei pratiโ€ (Carum carvi); o la saporita Grรผne Sosse, una salsa verde mix di panna acida e sette erbe: pimpinella, erba cipollina, crescione, cerfoglio, acetosella, borragine, prezzemolo. Si abbina a carne lessa, schnitzel e pane di segale. Esiste pure come ricetta a sรฉ: base di crema e top di uova sode e patate bollite. Fresca e vegetale.

Lipsia e Francoforte sono cittร  diverse, due anime di una Germania โ€“ a 400 km di distanza โ€“ che a piรน di trentโ€™anni dalla caduta del Muro deve ancora ricomporre tante contraddizioni. Dallโ€™89 le regioni dellโ€™Est hanno dovuto affrontare sfide demografiche e industriali, lo spopolamento e il divario economico con lโ€™Ovest.ย Con la deindustrializzazione massiccia e la fuga giovanile, a partire dal 2000 molte cittร  orientali (Berlino, Lipsia, Dresda) hanno puntato sullโ€™innovazione, la cultura e il turismo.

Permangono tuttavia differenze strutturali: salari medi piรน bassi, minori grandi aziende e un certo squilibrio demografico, un gap economico che รจ causa di divergenze sociali โ€ฆ ed elettorali; con lโ€™Est che registra una forte affermazione dellโ€™estrema destra. Se Leipzig รจ un esempio di successo, da cittร  in declino a polo culturale e accademico (e tra le piรน vivaci), Frankfurt รจ la capitale finanziaria tedesca: la Deutsche Bank, il DAX (la Borsa) e la BCE, la Banca Centrale Europea sono qui. Osservato dalle rive del fiume Main (il Meno), che sfocia nel Reno 35 km piรน a ovest, questo scintillante skyline di grattacieli le fa meritare il soprannome di Mainhattan.

La cantina cinquecentesca di Auerbachs Keller

La cucina di Lipsia tra storia e nostalgia

Lipsia, al contrario, ti accoglie con un centro storico che รจ un salotto di palazzi liberty in un tessuto medievale. La passeggiata piรน bella abbraccia un circuito di trenta gallerie Sette-Ottocentesche, con vetrine, caffรจ e cortili che profumano di borghesia sassone. La piรน celebre, il Mรคdler Passage, ospita due locali storici: il Mephisto Bar, dagli splendidi interni dรฉco, e il cinquecentesco Auerbachs Keller, una cantina fondata nel 1525 โ€“ 500 anni nel 2025 โ€“ e frequentata niente meno che dal giovane Goethe (1749-1832): il grande poeta e drammaturgo del Romanticismo tedesco immortalรฒ infatti lโ€™Auerbachs Keller nel suo capolavoro, il Faust.

Auerbachs Keller locale del 1525. Una botte in ricordo di un episodio del Faust di Goethe

Nata in origine come taverna del vino per gli studenti, ha mantenuto lo spirito conviviale, arricchendosi nei secoli di nuove sale, di aneddoti e di unโ€™aura letteraria che gli ha garantito fama. Risalgono a metร  โ€˜800 gli affreschi ispirati a una scena del Faust. Goethe, studente a Lipsia โ€“ ma originario di Francoforte sul Meno โ€“ si inserรฌ facilmente nella frivola vita cittadina. Ebbe una relazione con la figlia di un oste; scrisse commedie amorose e poesie musicate; e frequentรฒ abitualmente la taverna fondata nel 1525 dal signor Auerbach, allโ€™epoca un ricco commerciante di vino, rendendola celebre in seguito con un episodio del Faust, il poema che narra del patto tra il Dottor Faust e Mefistofele e del loro viaggio alla scoperta della bellezza e dei piaceri mondani. Guarda caso, tappa a Lipsia.ย Questa la storia: giunto davanti alla cantina insieme a Mefistofele (travestito da cane), vedendo che alcuni operai non riuscivano a portar fuori una grande botte, il Faust fece una scommessa โ€œvinicolaโ€ con lโ€™oste, cavalcรฒ la botte, la portรฒ allโ€™esterno e omaggiรฒ di vino il pubblico presente.

Lโ€™atmosfera della taverna รจ rimasta autentica: volte in pietra, colonne secolari, lampadari dโ€™epoca e un silenzioso rispetto per la storia. Invece, tra le arcate del piano superiore va in scena la cucina tradizionale sassone, rustica e generosa: zuppe calde di cipolle, straccetti di maiale cotti nella birra, manzo marinato e brasato (il Saxon Sauerbraten) servito con cavolo rosso, funghi e ravioli di patate.

Il Kaffehaus Riquet in stile art noveau

Tra arte, fabbriche e nuovi spazi

A poca distanza dallโ€™Auerbachs Keller ci attende il Kaffehaus Riquet, un altro locale storico che รจ un gioiello di art nouveau (jugendstil), al pianterreno di un edificio sormontato da una pagoda dโ€™ispirazione cinese; e sulla vetrata dโ€™ingresso due sculture di grandi teste di elefanti.

Nel 1745 era una โ€œcasa del tรจโ€ e di prodotti esotici, oggi รจ un caffรจ dallโ€™eleganza dโ€™altri tempi, con una discreta caffetteria, naturalmente birra, dolci e spuntini. Per un buon calice di vino e un piatto gourmet bastano pochi passi e ci ritroviamo sulla piazza del Mercato, il salotto medievale di Lipsia, al Weinstock, altro locale dagli accenti dรฉco e con un ingresso incorniciato โ€“ stavolta โ€“ dai rami di una vite centenaria di uve rรคuschling. La proprietaria Gritt Englert e il marito Herbert hanno una forte passione enogastronomica. Con una Rapa in carpaccio, spicchi dโ€™arancia in vinagrette e petto dโ€™oca affumicato ci consigliano dโ€™abbinare un rosso leggero e fruttato: lo Spรคtburgunder della cantina Stefan Rinklin. Con la Sella di cervo al sangue in crosta di mirtilli rossi, gnocchi di patate e verza in cremaย suggeriscono un rosso piรน strutturato e speziato; e allora voliamo in Spagna per un calice di Capa Tempranillo Dop di Tierra de Castilla.

Gli interni el ristorante Gaststรคtte Kollektiv

Il bello di Lipsia รจ che tโ€™imbatti anche in locali โ€œnostalgiciโ€ come il Gaststรคtte Kollektiv, un bistrot che รจ un salto negli anni โ€™70 fra arredi originali del periodo comunista, etichette retrรฒ, tavoli in formica, telefoni dโ€™epoca, targhe stradali intitolate a Lenin e tappezzerie kitch. A tavola poche ricette ma di sostanza, cioรจ la cucina tedesca e sassone ai tempi della cortina di ferro come gli Jรคgerschnitzel, un piattone โ€œunicoโ€ di fusilli al sugo con cipolla dolce e un โ€œtopโ€ di cotolette e salsiccia di cacciagione; tutto accompagnato da insalata verde e di cavolo rosso.

Jรคgerschnitzel del ristorante Gaststรคtte Kollektiv

E tra i dolci il Kalter Hund, sorta di wafer al cioccolato servito con panna montata, ciliegie calde, crema e fetta dโ€™arancia; vuoi mettere una piccola intrusione capitalista? In questa cittadina di un Est che punta ad accorciare le distanze, la creativitร  trova larghi spazi in tante fabbriche dismesse e oggi riconvertite in hub culturali.

Westwerk

Come il Westwerk, un ex fonderia che ospita negozi vintage, caffรจ, bistrot, un supermercato e aree comuni tinteggiate da colorati murales. Ancor piรน emblematico รจ lo Spinnerei, un antico cotonificio trasformato in polo artistico: oltre 100 atelier, gallerie, un cinema dal design optical e qualche bistrot per socializzare.

l mezzanino dei banchi di pesce al mercato Kleinmarkthalle

Francoforte e la cucina popolare

A 400 chilometri, Francoforte รจ unโ€™altra storia: una piccola โ€œmetropoliโ€ di 770mila abitanti, dinamica e cosmopolita. Dalla terrazza panoramica della Main Tower, a 200 metri dโ€™altezza, lo sguardo abbraccia la cittร  dove Goethe nacque e dove รจ la sua casa natale e che da secoli รจ un importante centro di scambi commerciali.

Nel 1585 venne fondata qui la Borsa delle valute ma giร  nel Medioevo era un centro di fiere e mercati di tessuti e spezie. Il centro storico, distrutto dai bombardamenti Alleati del โ€™44, รจ stato parzialmente ricostruito: la Neue Altstadt racchiude 35 palazzine medievali ricreate con perfezione filologica. Ma non mancano le avanguardie: la Neue Frankfurt, grande progetto urbanistico del modernismo, ha compiuto un secolo nel 2025 e per tutto il 2026 la cittร  sarร  Capitale Internazionale del Design.

Vista sulla terrazza del vino al mercato Kleinmarkthalle

Sotto i grattacieli della finanza la vita segue anche ritmi lenti e rituali popolari. Per conoscere meglio Francoforte bisogna entrare nella Kleinmarkthalle e sedersi a tavola. Proprio qui โ€“ tra i banchi di questo mercato neo-rinascimentale ricostruito nel โ€™55 e con un mezzanino โ€œbalconatoโ€ che ospita una fila di bistrot e taverne di carne, pesce e ortaggi โ€“ insomma, proprio in questo mercato, lโ€™operaio, lo studente, il manager di banca, il trader finanziario, si ritrovano seduti lโ€™uno accanto allโ€™altro o a condividere lo stesso tavolo sociale. Per un caffรจ, per un wรผrstel, un formaggio, una specialitร  italiana, una birra teutonica, un calice del Reno.

Hรคppchenreise (โ€œviaggio di assagginiโ€ tipici) Piatto del Daheim (โ€œa casaโ€) al mercato Kleinmarkthalle

La โ€œgalleriaโ€ del mercato accoglie 60 banchi di prodotti locali ed etnici: cโ€™รจ il macellaio con i cartelli in giapponese per segnalare ai turisti che taglia la carne alla maniera nipponica; cโ€™รจ lo stand della signora Schreiber, da tutti conosciuta per il panino con il wรผrstel: รจ lโ€™unico prodotto che vende e cโ€™รจ da mettersi in codaโ€ฆ Dal mezzanino โ€“ il corridoio sopraelevato con bar e ristoranti โ€“ si accede invece alla terrazza del vino, affacciata su una piazza e vissuta tutto lโ€™anno per un calice del Reno. Il cibo si porta dal mercato.

Salsa verde alle sette erbe – Grรผne sosse – con uova sode. Piatto del Daheim in der Affentor Schรคnke

La taverna del sidro

Un altro luogo popolare รจ il Daheim in der Affentor Schรคnke, una taverna con 223 anni di vita vicino al ponte vecchio Alt Brรผche, rilevata 11 anni fa da Frank Winkler e dalla moglie Pia, ex consulenti di marketing con la passione per il cibo e il sidro, che pure producono sotto il locale; รจ il tradizionale Apfelwein, un โ€œvino di meleโ€ fresco e acidulo che accompagna zuppe, spรคetzle (gnocchetti), stinco di maiale e la Grรผne sosse (salsa verde alle sette erbe), schnitzel alla maniera di Francoforte (cioรจ con salsa verde) e lโ€™immancabile Handkas mit Musik, il formaggio acido accompagnato da una โ€œmusicaโ€ di condimenti. ยซNiente riso, niente pasta, solo cucina di Francoforte e del land dellโ€™Assia, al massimo qualche piatto tedesco e naturalmente birre e vini di Germania. In questo siamo molto radicali!ยป, puntualizza lโ€™oste Frank Winkler.

La sidreria del Daheim in der Affentor Schรคnke

Le uniche eccezioni sono i liquori (un centinaio) e il sidro, anzi i sidri: 350 etichette da 28 Paesi e 4 continenti, una vera passione. Da Francia, Irlanda, Canada, Spagna, tutto il meglio selezionato da Mr. Winkler, che nella cantina del locale produce il suo Apfelwein lasciandolo maturare in bottiglioni di vetro.

Lo chef Andreas Hoffman, sulla terrazza dellโ€™Occhio dโ€™Oro

A tirare invece le fila della Francoforte etnica e cosmopolita troviamo naturalmente qualche italiano e tra questi lโ€™Occhio dโ€™Oro, il ristorante in terrazza del Flemingโ€™s Hotel, guidato da Andreas Hoffman, chef tedesco innamorato del Belpaese.

Mentre tra le stelle dellโ€™alta cucina svetta il Lafleur, ristorante del circuito Relais Chรขteau. Si trova a ridosso del Palmengarten, un parco con laghetto e serre climatizzate per centinaia di cactus e piante da tutto il mondo. Il Lafleur occupa un edificio liberty ed รจ un bi-stellato pioniere a Francoforte della cucina vegana in versione fine dining. Tra i piatti di questa linea โ€œgreenโ€ la Cicoria e carote con granella di sesamo, yuzu fermentato e ribes sottaceto.

Lโ€™ottimo Cetrioloย con ragรน di asparago verde, chutney di paprika, succo di sedano rapa e quinoa arrostita; (il cetriolo cotto al forno tipo millefoglie). E il superbo Asparago bianco in sautรฉe e ragout di asparago, vellutata di tartufo, patate al forno, piselli, pomodorini al miele canditi e olio allโ€™aglio selvatico. Complesso, note vegetali e terragne. A guidare la brigata e lโ€™ottimo servizio di sala รจ lo chef Andreas Krolik, 51 anni: ยซInizialmente lโ€™alta cucina vegana era una sfida: รจ piรน impegnativa, richiede tanto lavoro e manodopera โ€“ ricorda lo chef โ€“ ma nel tempo trovi le soluzioni e tutto diventa fluido. Lโ€™aspetto piรน complesso? La pasticceria, perchรฉ non ti consente di usare ingredienti come uova e cremeยป. Originario di un villaggio vicino Lipsia e cresciuto in una famiglia di contadini, Krolik dopo vaganti esperienze รจ approdato al Lafleur nel 2015. Lipsia-Francoforte solo andata? Per ora. Domani chissร . Un pezzetto alla volta, le distanze, anche gastronomiche, si accorciano.

Foto di Massimiliano Rella

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