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Dopo i dazi il vino tedesco cambia rotta: crolla l’America, cresce il Nord Europa

Nel 2025 le esportazioni verso gli Stati Uniti crollano sotto il peso dei dazi, ma il vino tedesco trova nuovi equilibri tra Scandinavia, Polonia e Cina. A trainare sono i bianchi leggeri, sempre più richiesti a livello globale

  • 19 Marzo, 2026
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Effetto dazi sulle esportazioni di vino della Germania, con gli Stati Uniti che crollano pesantemente in un anno e vengono compensati – e in qualche modo “sostituiti” – dal blocco dei Paesi Scandinavi. A certificare questo sorpasso nel corso del 2025 è l’Istituto del vino tedesco (Dwi). Un anno in cui le vendite verso il primo cliente dei vini tedeschi, a causa delle tariffe imposte dall’amministrazione Trump sui beni europei importati, sono diminuite dell’11% a volume (118mila ettolitri) e del 19% a valore (51 milioni di euro), con prezzi medi scesi di 41 centesimi di euro al litro (a 4,43 euro). Parallelamente, sono aumentate le spedizioni verso Scandinavia, Polonia, Cina. Il solo gruppo scandinavo, che comprende Norvegia, Svezia e Finlandia, vale oggi 71 milioni di euro con quantitativi totali pari a 211mila ettolitri.

Il successo dei vini bianchi e leggeri

Nel complesso, l’export di vini tedeschi nel 2025 presenta numeri migliori di Francia, Italia e Spagna. Infatti, è cresciuto a volume (+1%) per un giro d’affari in calo a 377 milioni di euro (-2 per cento). Il segmento dei vini di qualità, che pesa per il 71% delle quote sul totale (con 1,2 milioni di ettolitri), sembra non aver risentito degli effetti negativi del mercato, con +3% a volume con valori stabili. «Siamo avvantaggiati dal trend globale che predilige il consumo di vini bianchi e leggeri. E con due terzi della superficie vitata coltivata a vitigni a bacca bianca noi siamo ben posizionati», ha sottolineato Steffen Schindler, direttore marketing di Dwi.

Il 2025 è stato un anno in cui gli imprenditori vitivinicoli hanno investito molto sui mercati esteri alternativi agli Stati Uniti, ma anche per compensare la diminuzione dei consumi in Germania, dove è stata appena annunciata una massiccia campagna promozionale (basata sul claim “dein moment, dein wein“, ovvero “il tuo momento, il tuo vino”) con un target di consumatori a 360 gradi, per rilanciare l’immagine del prodotto collegando il vino agli aspetti emozionali e a un moderno stile di vita.

Le migliori performance

Analizzando nel dettaglio i mercati con le migliori performance del 2025 verso l’estero, c’è la Norvegia, attualmente secondo acquirente dei vini tedeschi. Nel 2025, le spedizioni sono cresciute del 4%, a valori stabili, con un prezzo medio di 4,77 euro per litro, decisamente più alto della media nazionale di 3,14 euro al litro. La Svezia, un mercato in cui il consumo di vino è sceso del 4 per cento, fa sapere il Dwi, ha registrato un boom di acquisti, con +32% in volume e +44% in valore, portando la Germania al secondo posto tra i fornitori di vini bianchi. Anche la Polonia si sta affermando un valido cliente del vino tedesco, considerando che tra 2020 e 2025 ha raddoppiato gli acquisti raggiungendo un giro d’affari di 31 milioni di euro, passando dal sesto al terzo posto. Segnali di crescita, infine, dalla Cina dove, fa sapere il Dwi, i consumatori stanno apprezzando in modo particolare i Riesling.

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