Novembre difficile per l’Italia del vino. Con 687 milioni di euro esportati in tutto il mondo il totale degli 11 mesi del 2025 si porta a 7,2 miliardi di euro, in perdita del 3,6% rispetto allo stesso periodo di un anno prima. Anche i volumi, che si sono attestati sul mese a 190 mln di litri, flettono del 2% in un anno e si fermano a 1,95 miliardi di litri. Sarร difficilissimo, a questo punto, per l’Italia superare quota 8 miliardi di euro, come accaduto nel 2024. Pesante, secondo l’analisi dei dati Istat sul commercio estero resi noti il 17 febbraio, il bilancio negli Stati Uniti, da mesi ormai sotto l’effetto dei dazi imposti all’Ue dalla Casa Bianca, ma i segni negativi ci sono anche per altri mercati storici come Regno Unito e Germania. In controtendenza Francia e Svezia.
Nel dettaglio, in un quadro complessivamente difficile per il vino italiano, la voce spumanti limita le perdite, guadagnando lo 0,5% nelle quantitร e perdendo il 2,6% nel giro d’affari, che si ferma a 2,14 miliardi di euro tra gennaio e novembre 2025. Il Prosecco, in particolare, vende piรน di un anno fa (+2,7%) ma a prezzi piรน bassi, il che porta il giro d’affari a 1,65 miliardi di euro, in diminuzione dell’1,7 per cento. Calo in doppia cifra a volume per l’Asti (-11,2%) con valori che si attestano a 141 milioni di euro (-8,2%). Non va meglio, nei volumi, alle altre Dop spumantistiche italiane, che perdono il 9,3% in quantitร pur segnando una tenuta nei valori, con appena -0,7% a quota 83 milioni di euro in 11 mesi. I vini in confezione sotto i due litri perdono il 2,3% nei volumi e l 4,1% nei valori, a quota 4,65 miliardi di euro.

L’analisi dei mercati di destinazione del vino italiano conferma le difficoltร sul mercato statunitense. Gli Usa, secondo i dati disponibili sulle spedizioni tra gennaio e novembre 2025, hanno totalizzato solo a novembre 117 milioni di euro in valore, portando il dato cumulato degli 11 mesi a 1,625 miliardi di euro, vale a dire 142 mln in meno (-8%) rispetto a un novembre 2024 caratterizzato da acquisti sostenuti, considerando il periodo pre-dazi e la corsa agli stock da parte degli importatori americani. Anche se la crisi non รจ solo dipendente dai dazi ma va spiegata sul lungo periodo. Nel primo mercato di destinazione del vino italiano sono scesi anche i volumi (-5,8%) a 312 milioni di litri.
Momento difficile del vino made in Italy nel Regno Unito, con volumi a -2,4% e valori a -4,2% (770 mln di euro). Situazione migliore in Germania, con -3,2% in quantitร ma con un +0,8% in valore, sopra il miliardo di euro, grazie a un novembre che segna il piรน alto valore di tutto il 2025.
Guardando agli altri mercati di destinazione, segni negativi si registrano per Svizzera (-5,5% e -5,4%), Canada (+0,1% e -6,9%), Giappone (-2,8% e -4,8%), Belgio (+1,2% e -5,1% a valore), Russia (-25,8% e -18,4%, in leggero miglioramento nel secondo semestre rispetto a un inizio anno disastroso).
In controtendenza la Svezia (+6,1% e +4,6%) ma soprattutto la Francia , dove si รจ appena chiusa la fiera Wine Paris, che incrementa a volume dell’8,5% e a valore del 4,3%, a 291 milioni di euro. Contrastato il Brasile, paese di riferimento del Mercosur, dove l’export di vino italiano รจ sceso del 4,7% mentre incrementa il giro d’affari (+1,8%), sfiorando i 40 milioni di euro. Delude la Cina che, tra gennaio e novembre 2025, ha acquistato il 16,6% di vino italiano in meno, con un giro d’affari di appena 60 milioni di euro, in diminuzione del 26% rispetto a un anno fa.
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