I mercati del futuro e piรน attrattivi per il vino? Polonia, Repubblica Ceca e Messico. Lo scrive Wine Monitor nel suo ultimo report in materia di Paesi emergenti. L’Osservatorio in capo a Nomisma oggi ha posto l’attenzione su Europa orientale, Africa, Asia e America Latina dopo che a gennaio scorso aveva anticipato un’analisi dei trend dalle pagine del settimanale Trebicchieri del Gambero Rosso. Sono 13 gli emergenti. Tutti mercati dove negli ultimi cinque anni, tra 2019 e 2025, sono stati registrati tassi di crescita significativi negli acquisti di vino: Angola, Bulgaria, Colombia, Costa dโAvorio, India, Kazakistan, Marocco, Messico, Perรน, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Tailandia (nella foto in alto Bangkok).
Nel 2019-2025, fa notare Nomisma, l’import complessivo dei cosiddetti ยซmercati emergentiยป (di cui si parla insistentemente dopo i dazi nel mercato statunitense) รจ cresciuto in media del 7,1% annuo, col 2025 che ha toccato 1,7 miliardi di euro (+5,1% sul 2024). In particolare, Polonia, Repubblica Ceca e Messico ยซsi distinguono – si sottolinea – come i mercati piรน attrattivi, con quote giร intorno allโ1% delle importazioni mondiali di vinoยป. Oggi, il peso dei 13 Paesi รจ di circa il 5% sul valore del vino importato a livello mondiale.
Qual รจ il dato interessante a livello strategico? ยซSi tratta di Paesi in via di sviluppo che, pur partendo da livelli di reddito e consumi inferiori rispetto ai mercati piรน avanzati per l’export, stanno accrescendo progressivamente il proprio peso, sostenuti da crescita economica solida, un importante processo di urbanizzazione e un significativo rafforzamento della classe mediaยป. Il vino rappresenta un prodotto a maggior valore ยซgrazie a modelli di consumo in evoluzione e a una crescente apertura verso lโimport. Con ampi margini di ulteriore crescita nel medio-lungo periodoยป, secondo Nomisma.

L’Italia, in particolare, รจ cresciuta in tutti i 13 mercati, per un valore di 405,6 mln di euro di import di vini made in Italy. L’aumento sul 2024 รจ del 4,3%, con un tasso medio annuo di crescita 2019โ2025 a 11,4%, al di sopra di quello medio registrato per l’import totale di vino. La domanda รจ in progressivo aumento, scrive Nomisma, sottolineando un ยซcontesto favorevole per gli operatori del settore, con opportunitร di business sempre piรน rilevanti in Paesi caratterizzati da un potenziale di sviluppo ancora ampioยป.
Secondo il responsabile Denis Pantini, il monitoraggio sistematico dei mercati emergenti ยซassume un ruolo sempre piรน strategico: per orientare le strategie di internazionalizzazione delle imprese vitivinicole, aumentando quella diversificazione di mercato sempre piรน necessaria per competere con successo a livello globaleยป.

Per alcuni Paesi, la spinta รจ data anche dalla rete di ristoranti italiani o di operatori posizionati su unโofferta di livello medio-alta. Wine Monitor evidenzia una crescita ยซdiffusa sia in valore sia in volumeยป, nel lungo e nel breve periodo. A guidare รจ la Polonia, seguita nellโordine da Repubblica Ceca, Messico e Romania. Tra 2019 e 2025, tutti i 13 Paesi mostrano un incremento a eccezione dell’Angola.
I vini fermi e i frizzanti imbottigliati sono i piรน esportati, con un peso sul valore complessivo dellโexport italiano al 58%, ma con incidenza in diminuzione (dal 61% del 2019) a vantaggio degli spumanti (dal 32% al 37%), con una crescita nel quinquennio 2019-25 di Tailandia, Angola e Romania. Gli spumanti crescono di piรน in Marocco, Colombia e Tailandia.

I vini Dop (con in testa il Prosecco) brillano nei Paesi dellโEst Europa. Non ci sono, sottolinea Wine Monitor, contrazioni bensรฌ una crescita nel lungo periodo (2019-25) a tripla cifra ovunque. L’Asti, tra i mercati considerati emergenti, si vende soprattutto in Polonia, Messico e Perรน anche se la maggior crescita a valore nellโexport รจ della Romania. Africa e India sono invece ancora marginali.
I vini bianchi veneti a Dop crescono nell’Est Europa (Polonia, Repubblica Ceca e Bulgaria) mentre i rossi fermi Dop della Toscana viaggiano verso la Tailandia (terzo mercato piรน importante, con un raddoppio della crescita tra 2019 e 2025). Repubblica Ceca, Polonia e Messico sono lo sbocco dei vini rossi Dop piemontesi con la sola Repubblica Ceca a oltre 3 milioni di euro di import (valore raddoppiato nel quinquennio. I bianchi Dop siciliani avanzano in Polonia, Repubblica Ceca e Bulgaria; i rossi Dop siciliani registrano tra gli emergenti la Polonia, la Repubblica Ceca, il Messico e la Tailandia.
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