Cocktail bar

Apre il nuovo Drink Kong di Patrick Pistolesi a Roma: com’è e cosa si beve nel cocktail bar più atteso

Nuova sede nel cuore di Roma per Patrick Pistolesi: spazi rinnovati, cocktail più accessibili e un’estetica che evolve tra cinema, Giappone e architettura

  • 14 Aprile, 2026
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Mancano poche ore all’inaugurazione del nuovo Drink Kong di Patrick Pistolesi che apre le porte il 17 aprile, in via dei Prefetti 22 a Roma, accanto a uno dei più raffinati spazi ricettivi della città, Casa JK nel rione Campo Marzio.

Il nuovo Drink Kong apre nel centro di Roma

Una cinquantina di coperti, tre aree distinte e un bancone da 8 metri che accoglie nella prima sala, con tanto di bottigliera a tutta altezza e un grande logo con il gorilla stilizzato che accoglie all’ingresso e introduce alcuni elementi ormai tipici dell’estetica del Drink: come le geometrie essenziali, i tagli netti, i neon colorati, addolciti però da marmi, legni e ottone; frutto del lavoro di Roberto Antobenedetto, nome noto a chi segue la nascita di locali anche dal punto di vista dell’architettura.

Qui, il canone retro-futurista del primo Drink Kong, quello di San Martino ai Monti, pare evolvere in piena coerenza verso qualcosa di nuovo. Del resto il nome di Pistolesi è oggi uno dei più famosi nel mondo della bar industry internazionale, per la sua estetica e il suo stile di miscelazione sempre rigorosissimo e ricco di riferimenti. Stavolta si muove tra vecchio e nuovo, complice anche la posizione in pieno centro storico, tra negozi d’autore, centri del potere e mete turistiche.

Cosa si beve al Drink Kong

Un menu più semplice rispetto a quelli cui ci ha abituato il barman, con tanti classici, ma sempre made by Pistolesi, cocktail storici del Drink Kong come il Gaijin – che in giapponese significa “straniero” (termine azzeccatissimo in questo posto che pare indagare lo spazio liminare tra mondi diversi) e tanti aperitivi in omaggio a una tradizione tutta italiana: Americano, Cardinale o Garibaldi ma anche altri a base Champagne come Bellini, Rossini o Kir Royal, drink non sempre valorizzati a dovere. Ci sono poi mocktail e una lista di Martini: Classico, Gibson, Dirty, Vesper e Caviar che, spiega Pistolesi, «è il nostro personale omaggio alla Roma che seduce, che respira bellezza e contraddizione, che non ha paura di essere teatrale». Una piccola spavalderia che parla il linguaggio dell’esclusività che in questo contesto non stona affatto. «Il vero lusso, oggi, è l’autenticità di un gesto, il suono del ghiaccio, la voce di chi ti guarda e dice: bentornato a casa. È un brindisi, con un cocktail classico nel bicchiere, al suo ritorno nel futuro». Di nuovo un futuro da interpretare e un rimando cinematografico.

Blade Runner

Che Patrick Pistolesi abbia una passione per il cinema e l’architettura si era già capito tempo addietro, quando ha aperto Drink Kong sotto la torre medievale di San Martino ai Monti: con quelle atmosfere cupe tagliate dalle scritte al neon, i menu criptici e il poster di Blade Runner nella sala lounge; stavolta si spinge ancora un po’ più avanti e lo fa a suo modo, intrecciando riferimenti e citazioni come quella, nella parete di fronte al bancone, di uno degli ambienti del film, ispirato alla Ennis House di Frank Lloyd Wright: l’appartamento di Rick Deckard/Harrison Ford, investigatore, replicante o no, comunque umanissimo, anzi New Human (per citare uno dei suoi menu più famosi, piccola opera d’arte firmata da Alessandro Gianvenuti di Lord Z).

Mentre nella lounge la porta di un caveu in bassorilievo rimanda a residenza Hollyhock House di firmata sempre da Wright.

Tanto basti per inquadrare atmosfere, ispirazioni, e coordinate di questa nuova sede di Pistolesi, che non cede di un passo sui suoi riferimenti culturali: con il film di Ridley Scott c’è anche il Giappone, luogo di formazione, riferimento culturale ed estetico che ispira la terza area, dove vivono elementi delle case tradizionali nipponiche, come le porte scorrevoli in legno di ciliegio.

E il poster originale del film Lost in Translation in edizione giapponese apre ulteriori suggestioni, il rimando a qualcosa di indefinibile, la capacità di vedere Roma e il suo centro storico con uno sguardo cosmopolita e contemporaneo, in cui trovare il proprio spazio anche da stranieri.

Di nuovo un richiamo a un’umanità che sfugge alle definizioni ferme ma che è colma di passioni, che nutrono raccolte e collezioni – quelle di Pistolesi – di bottiglie, riviste (tra le altre Idea, Brutus e Casa Brutus), vinili (di musica giapponese e colonne sonore), pezzi rari, ricercati e arrivati direttamente dal Giappone. Inevitabile anche l’ikebana – chiamatele pure istallazioni di arte floreale – di Dylan Tripp, uno dei grandi nomi del floral design.

Così Pistolesi fa a modo suo, perché è uno che non cerca scorciatoie ma mette sul piatto della bilancia le sue coordinate, passioni e ossessioni per rilanciare una volta dopo l’altra. Non è bastata la saletta privata con la collezione di whisky a Monti, né il bar nel bar Nite Kong, contenitore di serate speciali a suon di grande cucina, grande drink e musica live, e nemmeno la sua prova on stage per mettere un freno alla sua voglia di fare.

Drink Kong – Roma – via dei Prefetti, 22 – https://www.instagram.com/drinkkong_campomarzio/ 

 

Foto: Alberto Blasetti

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