Nuove aperture

Niente sushi: a Senigallia apre una nuova trattoria ispirata al Giappone autentico

Noren ha appena aperto nel centro di Senigallia con una cucina giapponese essenziale e saporita fatta di soba, sake, fermentazioni e tecniche orientali applicate ai prodotti italiani

  • 08 Giugno, 2026
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A Senigallia, cittร  ormai diventata uno dei poli gastronomici piรน vivaci dโ€™Italia, ha aperto un nuovo indirizzo dedicato alla cucina giapponese. Si chiama Noren e punta tutto su una formula diversa dal solito sushi: piccoli piatti da condividere, fermentazioni fatte in casa, sake e una cucina che guarda al Giappone piรน autentico.

Il nuovo locale, che prende il nome dai tradizionali divisori in tessuto giapponesi,ย segna il nuovo percorso imprenditoriale di Pierpaolo Ferracuti dedicato al lontano oriente (giร  cominciato con Opera Ramen Bar e Sando, entrambi a Porto San Giorgio) insieme ad Alessandro Nulvetti.

A Senigallia apre Noren, la nuova izakaya giapponese

Origini milanesi, esperienze da Yannick Allรฉno al Pavillon Ledoyen a Parigi, e prima da Takashi Kido (da cui ha preso il rigoroso approccio alla materia prima), Matias Perdomo da Contraste, Luigi Taglienti da Lume e prima ancora da Fabrizio Ferrari ai tempi di Unico, ยซil mio primo maestroยป. Negli ultimi anni lo abbiamo visto da Kanpai, dove elaborava una cucina giapponese in chiave urban-street. ยซStavolta la cucina sarร  ancora piรน tradizionale, sempre tra virgolette perรฒยป. Che intende? ยซC’รจ una mano italiana e anche una scuola filo franceseยป. Niente di fusion, sia chiaro.

Cosa si mangia nel nuovo locale

Aperto a cena 6 giorni su 7 โ€“ con l’idea di aggiungere il pranzo nel fine settimana dopo l’estate โ€“ con un menu alla carta stagionale e una proposta del giorno. Una ventina di pietanze tra starter, griglia, tempura e piatti finali come udon o soba, da abbinare secondo gusti e appetiti. Niente sushi, piuttostoย un paio di oshizushi – considerato il progenitore del sushi – del sashimi e chirashi. La spesa media si assesta tra i 35/40 euro per un sake e un paio di piattini, e i 60 per una cena piรน strutturata da gustare al tavolo conviviale o in quelli lungo il perimetro della sala, o ancora al bancone, in perfetto stile izakaya, in un ambiente disteso e informale.

Da bere sake โ€“ quelli di Nakama – e vini, con uno sguardo attento ma non esclusivo sul mondo dei naturali e dei piccoli produttori: una cinquantina di etichetti italiane ed europee per una bevuta veloce, fresca, facile a bilanciare una cucina saporita, con grassezze, toni umami e sapiditร  importanti.

Il sogno futuro di uno spazio omakase

Niente fusion, dicevamo: si tratta piuttosto di potenziare sapori e preparazioni inserendo elementi o tecniche occidentali, senza perdere l’impronta orientale. Un esempio? ยซL’extravergine: potremmo usarlo per aiutare l’otsukemono, la tipica verdura latto fermentata che ha un sapore complesso e una sua aciditร  caratteristica, ma non per il diaframma alla grigliaยป.

La parola chiave รจ stratificazione: ยซIl mio approccio al prodotto รจ molto giapponese, cerco textures orientali, strutture e complessitร  nella materia prima, ma al cliente quel che arriva รจ una cucina netta, leggibile e con pochissimi fronzoli, presentata nello tipico stile minimalยป. Il suo รจ un lavoro sull’ingrediente – tecniche orientali su prodotto italiano – in cui fermentazioni e marinature sono strumenti indispensabili per aggiungere profonditร , aciditร  spontanee; ยซfacciamo in casa latto fermentati, miso, garum, koji o yuzu kosho da usare nei piatti per stratificare i sapori, come nella marinatura della carne o negli udon ai gamberi con garum di gamberi: pare quasi una variazione sullo spaghetto con le vongoleยป.

A volte c’รจ anche qualche tocco occidentale, ereditร  delle esperienze pregresse, ยซma รจ sempre un lavoro dietro le quinte, usato per potenziare il risultato: vorremmo che un giapponese potesse dire che la riconosce come cucina giapponese, pur stando in Italiaยป. Non esclude perรฒ qualche contaminazione piรน esplicita, magari tra i piatti del giorno, ma sempre come dettaglio non in evidenza e sempre in piatti che si codificano come giapponesi, ยซper esempio un piccione lavorato con koji e poi passato al barbecue servito con un fondo agrumatoยป, chissร . Dove si trova piรน influenza occidentale sin da subito รจ invece nei dolci, lรฌ la matrice nipponica incrocia tecniche e tradizioni francesi, come nel dorayaki con confettura di azuki cotto in padella come fosse una omelette. Chiediamo se non ci sia qualche desiderio da esprimere: ยซIl mio sogno sarebbe un omakase, una piccola vetrina da 10 persone che mangiano quello che lo chef vuoleยป. Chissร  che Senigallia non sia il posto giusto per realizzarlo?

Noren โ€“ Senigallia (AN) โ€“ piazza Del Duca, 11 – norensenigallia.com

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