Ricette storiche

Perché sono scomparsi gli gnocchi alla romana, l'indimenticabile timballo del giovedì

Sono il ritratto di una Roma che non c'è più, ormai quasi introvabili persino nelle trattorie. Eppure, gli gnocchi alla romana un tempo erano il piatto di festa

  • 03 Marzo, 2026
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Giovedì gnocchi, venerdì pesce oppure ceci e baccalà, sabato trippa. Così recita il calendario della cucina romanesca, seguito ancora da alcune osterie vecchia scuola, o dagli alimentari storici, che il giovedì mettono in ammollo ceci per farli trovare pronti ai clienti. Per i veri amanti dei piatti di una voltail giovedì è il giorno degli gnocchi alla romana, quelli di semolino. Niente patate, ma dischetti compatti cotti in forno e conditi con burro e formaggio. Una delizia che nel tempo si è persa, ma che è senza dubbio ora di recuperare.

Gnocchi alla romana, il timballo del giovedì

Si chiamano gnocchi, pur non condividendo molto con i classici di patate: in fondo, il termine longobardo medioevale knohha significava nodo, e si usava per qualsiasi tipo di impasto di forma tonda. Ingrediente principale per la ricetta è il semolino, prodotto della macinazione dei cereali, di granelli più piccoli e colore giallo, che viene versato a pioggia nel latte caldo, facendo attenzione a non formare grumi.

Una volta pronto, si stende il composto con uno spessore di circa un centimetro su una teglia, e lo si lascia rapprendere per un’oretta. Dopo che la base si è solidificata, la si taglia a rondelle, che vengono cotte in forno, poi condite con burro e formaggio. Il risultato è una sorta di timballo grigliato, da gustare caldo con una generosa spolverata di parmigiano (ma non mancano le varianti al sugo).

La tradizione di una Roma sparita

L’utilizzo del burro e del parmigiano ha spesso creato confusione circa l’origine del piatto: si tratta, infatti, di due elementi poco diffusi alla cucina laziale, che predilige l’olio extravergine di oliva e il pecorino. Alcuni gastronomi ritengono che si possa trattare di una ricetta di origine piemontese, ma è un’ipotesi poco plausibile, considerando che gli gnocchi vengono citati da Ada Boni nel volume La Cucina Romana, in cui fa riferimento a questa specialità come a una tradizione antica, da custodire e salvaguardare. «La tradizione di una Roma sparita», il piatto che i romani «solevano accompagnare a ogni riunione che avesse lo scopo di festeggiare qualche cosa». E che forse è tempo di riportare sulle tavole.

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