Biodiversità

In Valle d'Aosta un gruppo di giovani si è unito per salvare un pane medievale

Siamo nel borgo di Hône, nella bassa Valle, per scoprire la Micòoula, pane natalizio diventato simbolo di una riscoperta agricola del territorio

  • 27 Dicembre, 2025
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Nella bassa Valle d’Aosta il Natale ha il profumo di un pane antichissimo: la Micòoula, che in patois (la lingua francoprovenzale della Vallée) vuol dire pane più piccolo e speciale.

Cos’è la Micòoula

La micòoula è un pane dolce fatto con farine di segale, frumento e castagne tipico del paesino di Hône, la cui ricetta ha origini medievali nella valle di Champorcher, nel sud della regione, che comincia ai piedi del celebre Forte di Bard. E si risale al tredicesimo secolo con i documenti della Castellania di Bard, che testimoniano nel territorio la presenza di mulini e forni e le entrate derivanti dalla vendita dei cereali, come la segale, coltivata a Hône e dintorni, così come di zona sono rigogliosi boschi di castagno.

foto @instagram.com/amisdelamicooula/

Secondo il sito Patois VDA (servizio dell’Assessorato beni e attività culturali della Regione Autonoma): “Dicembre era il mese dedicato alla panificazione. Nelle prime infornate era prodotto un pane con la farina di frumento e di segale che opportunamente essiccato era consumato per l’intero anno successivo. Le ultime infornate invece erano dedicate alla Micóoula. A questo punto, all’impasto base, fatto di segale e frumento, si aggiungevano castagne, fichi secchi, noci, uvetta. Era un pane speciale e ricco, che appunto diventava simbolo di festa, offerto come dono e consumato nel periodo natalizio.

foto @www.amisdelamicooula.it

Gli amici della Micòoula

Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT), catalogata nell’Arca del Gusto di Slow Food, se la Micóoula non è scomparsa si deve anche all’impegno dell’Associazione “Les Amis de la Micòoula”, nata nel 2008 da un gruppo di giovani di Hône per riscoprire la tradizione e la cultura rurale del luogo. L’associazione coltiva segale e grano tenero a livello non commerciale, recuperando terreni che altrimenti sarebbero stati abbandonati, insieme a castagne e altri prodotti di montagna, come le patate, per la comunità. L’impegno è anche quello di ridare vita agli edifici rurali, come mulini, forni, essiccatoi per le castagne (gréhe), permettendo uno scambio di conoscenze tra gli anziani e i giovani in materia di agricoltura e panificazione. Ogni anno, nel mese di dicembre – quest’anno dal 4 all’8 – nel borgo di Hône si tiene la Festa della Micòoula, giunta alla sua ventinovesima edizione. Il prossimo obiettivo? La richiesta della DOP.

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