Lo sapevate che

Cosa sono i morettus, i biscotti che si fanno solo in un piccolo paese sardo

Un paesino del sud Sardegna custodisce un dolce che non si trova altrove. Is morettus non sono solo una specialità locale, ma il racconto concentrato di una comunità

  • 18 Febbraio, 2026
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Vallermosa è un piccolissimo borgo di poco meno di duemila anime a sud di Cagliari, tra l’Iglesiente e il Campidano. Uno di quei paesi da raggiungere per un motivo, lasciandosi dietro strade pìù trafficate per immergersi in un paesaggio più silenzioso, domestico, segnato da vigne, olivi e una dimensione prettamente rurale. Ma è proprio qui che si conserva gelosamente un piccolo tesoro della tradizione dolciaria sarda: is morettus (o su morettu, al singolare). Non è una pasta ripiena qualunque, né un semplice biscotto: è un dolce che sa di casa, di festa, di spezie e di storie antiche, capace di raccontare attraverso un morso il rapporto profondo tra territorio, famiglia e gastronomia isolana.

I dolci sardi si fondano su un sistema culturale e rituale profondamente radicato, legato alle feste religiose, ai passaggi della vita e ai gesti ripetuti nelle cucine di casa. Mandorle, miele, spezie e agrumi danno forma a un patrimonio di identità locali forti, spesso condivise da più paesi attraverso ricette simili, tramandate negli stessi contesti e con gli stessi rituali. Is morettus, invece, fanno eccezione: non appartengono a una geografia ampia né a una famiglia di dolci replicabili, ma vivono esclusivamente a Vallermosa, legati in modo inscindibile a un luogo, a una comunità e a una sola pasticceria che ne custodisce la memoria. A renderli celebri, inftti, non è un grande laboratorio industriale, bensì una piccola bottega artigianale: la pasticceria S’Offelleria, dove da oltre vent’anni i morettus sono il vero simbolo dolce della tradizione locale. Un caso raro, quasi anacronistico, che restituisce al cibo il suo ruolo più autentico: quello di custode della memoria.

Da una ricetta su un quaderno a simbolo di una comunità 

«Questo dolce è nato da mia nonna: in antichità era una crostata. Siamo riusciti a ritrasformarlo in un fagottino, per renderlo vendibile, ma soprattutto per raccontarlo»: a raccontare come è nato questo biscotto è Luca Zorco, titolare della pasticceria e custode di questa storia. Una storia che, a prima vista, è comune a tante famiglie: si ha un ricordo, si trova un vecchio quaderno di ricette e si riprova a ricostrure un sapore che ha il profumo di infanzia e di casa. In questo caso il finale è diverso. Is morettus sono entrati qualche anno fa ufficialmente nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) della Sardegna, un riconoscimento che certifica ciò che a Vallermosa era già chiaro: questo dolce non è solo buono, è identitario. «È un dolce speziato» – spiega Zorco – «e nei dolci sardi non è così comune. Ha dei valori, delle fondamenta. Abbiamo investito tanto tempo e tanta voglia per poterlo tramandare alle future generazioni».

L’involucro di frolla è fragrante, il colore bruno lucido richiama il nome, il ripieno, umido e speziato, avvolge il palato: mandorle, uva passa, cannella, Marsala, altre spezie. La ricetta di Zorco è ovviamente segreta, ma gli ingredienti sono più o meno questi, per un dolce che è come le ciliegie: uno tira l’altro. Chi entra in pasticceria spesso non sa cosa aspettarsi. La forma non rivela il contenuto, il nome incuriosisce. «La prima cosa che facciamo è farlo assaggiare. Dopo che lo gradiscono, iniziamo a raccontarlo: dal principio, dalla famiglia, dal paese. E quando lo leghi a Vallermosa, viene apprezzato di più». Può un semplice biscotto fare da traino per il turismo? Evidentemente la risposta è affermativa, tanto che non è un caso che una parte significativa della produzione della pasticceria sia dedicata proprio ai morettus (provate anche le sue pardule, i famosi dolcetti di ricotta,  tra le migliori in Sardegna) e, in ottobre, ci sia anche una sagra dedicata, che richiama un gran numero di turisti e golosi. Portarli fuori dall’isola significa portare con sé Vallermosa, senza separare il dolce dal luogo che lo ha generato.

«Ogni paese ha il suo prodotto ed è giusto che provi a riproporlo e farlo conoscere. Nei piccoli paesi c’è una grande ricchezza umana e sociale, e c’è bisogno di ricreare e ripercorrere questo percorso»: Luca Zorco prova a dare l’esempio. D’altronde è riuscito a ridare luce a un dolce, che oggi funziona come una mappa: conduce dentro un paese, dentro una storia familiare, dentro un’idea di Sardegna fatta di piccoli centri e grandi patrimoni invisibili.

S’Offelleria – Via Salvo D’Acquisto, 4, – 09010 Vallermosa CA

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